
Originariamente Scritto da
india9001
Non è politica... ma è amore.. amor patrio, amor di padre, amor di figlio..
Caro Alfredo, è vero, negli anni della tua infanzia e della tua adolescenza il lavoro mi ha tenuto spesso lontano dai tuoi problemi giovanili, tuttavia tu sai che con il cuore e con il mio affetto ti sono sempre stato vicino; e questo, credo tu ne sia consapevole, non è un tentativo di giustificazione.
Sei sbocciato forse troppo in fretta per le mie aspettative ed ora ti trovo cresciuto e maturo, pronto a rispondere ai doveri che le tue convinzioni morali ti impongono.
Ricordiamo spesso, con tua madre, il giorno in cui, minorenne, ci chiedesti l'autorizzazione per dedicarti alla vita militare; eri giovane, non avevi ancora gustato appieno i sapori della spensieratezza; quello del militare (mangiapane a tradimento, come dicevano molti) ci sembrava un impegno inutile e ritenevamo che la tua fosse una scelta prematura, ma tu volevi entrare nell'Aviazione dell'Esercito.
Con tutte le nostre chiacchiere credevamo di averti convinto a desistere. E invece .... E' passato qualche tempo ed un giorno, come un fulmine a ciel sereno, ci hai detto: vado a fare l'allievo sottufficiale e se tutto andrà bene farò lo specialista dell'AVES. Eri diventato maggiorenne, avevi deciso e fatto tutto da solo, ci lasciavi soli (almeno così temevamo) per seguire la tua strada; come in fin dei conti avevo fatto anch'io alla tua età. Tua madre ed io ci guardammo, eravamo titubanti e tuttavia tranquilli perchè anche noi pensavamo all'esercito come un'accozzaglia di sfaticati perditempo.
Ora è passato qualche anno, la tua strada è segnata, la famiglia costituita è solida e un frugoletto mi chiama nonno. E l'Italia è chiamata, con i suoi militari, a rappresentarci nel mondo. E tu, militare dell'AVES, scalpiti per andare dove le circostanze vorranno spedirti. Alfredo, non considerare le poche parole che tua madre ed io vogliamo dedicarti uno sterile esercizio di retorica; sai bene che nessuno di noi due è capace di tanto.
Siamo genitori orgogliosi del figlio che hanno cresciuto; siamo due genitori che abbiamo cercato di istillare nel tuo giovane animo pensieri e concetti positivi e sembra che, con l'aiuto di Dio, ci siamo riusciti; siamo due genitori che sognano un futuro splendente per te e per la tua famiglia.
Ora il dovere che hai scelto ti chiama ad operare in terre a noi sconosciute, a lavorare per gente a noi lontana ma bisognosa d'aiuto e di tutto. Alfredo, quando partisti per affrontare la tua vita con le stellette (ricordi?) facemmo un sacco di risate sulla vita spensierata e facile di quelli dell'AVES, sul divertirsi andando in volo a spese di chi paga le tasse.
Poi giurasti; e quel momento solenne che io non ho mai vissuto mi ha costretto ad un piccolo esame di coscienza ed a confrontare la mia giovinezza con la tua e con quella dei tuoi colleghi ed amici.
E' vero, i miei venticinque anni sono lontani dai vostri, i miei sogni diversi, ma soprattutto (ora ne sono consapevole ed orgoglioso per te) i miei ideali erano più fumosi e indistinti.
E allora, Alfredo, continua sulla strada che hai scelto; ricorda l'impegno che hai preso con te stesso e con la Patria, in quell'ormai lontano giorno del TUO giuramento, e sii sempre certo del nostro amore e dell'orgoglio che ci inciterà a dire in ogni circostanza, davanti al mondo, "li c'è anche mio figlio".
Abbi cura di te.
DEDICATO A TUTTI COLORO CHE IERI GRIDAVANO CON ODIO 1 10 100 1000 NASSIRIYA..