mi andrebbe sempre meglio che a Nostro Signore, il quale fu crocifisso da coloro che non volevano sentirsi dire che peccavano.Originariamente Scritto da motan


mi andrebbe sempre meglio che a Nostro Signore, il quale fu crocifisso da coloro che non volevano sentirsi dire che peccavano.Originariamente Scritto da motan


ma scusa, son due cose diverse.Originariamente Scritto da antonio
se sono con gente che non conosco, è ovvio che non dico nulla, semplicemente perchè non si parla di cose diciamo intime fra sconosciuti. chiaro che se per dire parlassi con una persona che non conosco e questa mi presentasse il suo "fidanzato" del medesimo sesso, reagirei dando testimonianza della mia fede.
ma lì sarebbe un caso limite; con una persona che non si conosce non si chiede, ma se questa personna esplicita una situazione di peccato è mio dovere morale dirglielo, così come sarebbe dovere suo fare altrettanto con me.
viceversa, se parlo con gente che conosco e so/vengo a sapere che commettono un peccato, gli dico chiaramente che è un peccato e che non debbono farlo.
esattamente come se venissi a sapere da qualcuno che ha rubato, gli direi di vergognarsi.
Non credo che il problema sia nell'essere menefreghisti, ma nell'accostarsi alle situazioni con sensibilità, per non rimediare la figura degli integralisti che vogliono imporre la loro verità, senza prima porsi in ascolto della persona che hanno davanti. E alla fine non ottenere niente, se non la sensazione da parte di quello che viene "ammonito" di essere respinto a priori.Originariamente Scritto da Dreyer
Sottolineo il concetto di persona, perchè prima di essere eterosessuale, omosessuale, o vattelapesca, ci troviamo di fronte ad una vita, che non può essere definita da un comportamento esteriore, anche se riprovevole in base ai parametri della morale cattolica.
Solo chi si sente accolto, prima che giudicato, può aprirsi ad un confronto. Altrimenti erige una barriera per difendersi, sentendosi emarginato/condannato dalla Chiesa e da coloro che ne fanno parte.


Non si tratta di essere biechi reazionari, stellina... si tratta di annunciare la Verità che la Chiesa ci trasmette: se Santa Madre Chiesa afferma che la sodomia è un grave peccato, tu -come cattolica- non puoi dire "facciano quello che vogliono", ma devi redarguire il peccato: e proprio per Carità fraterna. Di quelli che rubano, disonorano il nome di Dio, abortiscono, dicono falsa testimonianza forse dici "facciano quello che vogliono"? Non credo, anzi a leggere i tuoi spassosi post in giro su POL direi che te la prendi abbastanza: e perchè questo peccato dovrebbe fare differenza? Non c'è motivo.....Originariamente Scritto da Elettra_R.
Quello di cui sono convinto è che tu , in fondo in fondo, non creda al Magistero della Chiesa, che tu non sia convinta che l'omosessualità sia peccato perchè credi che "l'amore con o senza sesso fra uomini o fra donne non è mai sbagliato", o erro?![]()
Riguardo alla tua frase in grassetto ci sarebbe molto da dire: altrove scrivi che osservare uomini che si baciano è la tua passione, una passione che ti fa sussultare il sangue... che spii in segreto, che ti piace guardare due maschi che si amano..... questa non è coerenza cara elettra.
Per nulla. E' mentire a te stessa e agli altri.
Quando ti toglierai la maschera che hai qui su POL ti sentirai meglio, coraggio....
"In girum imus nocte et consumimur igni"
Redarguire? Non devi redarguire nessuno devi amare con maggiore forza chi ritieni essere in stato di peccato, pregare per lui e, possibilmente, illuminarlo, aprirgli gli occhi, devi far capire dove, secondo te, sta sbagliando e offrirgli aiuto... non rimproverarlo.Originariamente Scritto da Eymerich
L'esempio dell'adultera è illuminante: la prima preoccupazione di Gesù non è stata quella di redarguire la donna, ma di difenderla... il suo gesto di chinarsi fino alla polvere rappresenta proprio il suo voler amare la sua umanità, la sua fragilità, comprenderne le difficoltà. In realtà Gesù con chi se la prende con la donna o con chi voleva lapidarla? E questo dovrebbe farci riflettere molto... ovviamente, solo dopo aver amato molto, Gesù dice alla donna di andare e non peccare più... ma detto questo, la donna rimane una persona libera che ubbidirà per amore, non perchè è stata "redarguita" e, soprattutto, se dovesse sbagliare di nuovo sicuramente Gesù la amerebbe ugualmente...


FAcciamo così: ci troviamo e andiamo ad ammonire in giro i peccatori. Poi quando ci siamo beccato botte sputi e insulti ci penso io a medicarvi, sono esperta di pronto soccorso. E dopo andiamo a confessarci in massa che è meglio..... O qualcuno qui è senza peccato?


Propaganda: significa convincere la "massa" che qualcosa è giusto, lecito, auspicabile. Il thread era partito da questo. Un conto è peccare per proprio conto, un conto è far credere ai "semplici" dello splendore del peccato. Certo arrivati a sto punto ci vorrà poco a "legalizzare" la pedofilia...
Cmq ho notato che discutevate sull'inserire l'omosessualità nelle patologie mentali: io sono d'accordo dal momento che il decreto legge sul divieto di discriminazione equipara l'omosessualità alla disabilità (cosa che peraltro trovo vergognosa che un gay e un disabile abbiano gli stessi diritti, scusate ma sto studiando le disabilità x università). Se trovate giusta questa legge non potete negare che l'omosessualità sia una patologia mentale, legata alla sfera sessuale.
Poi discutevate se redarguire il peccatore o no: si sa che bisogna condannare il peccato e non il peccatore, in quanto ci penserà Padreterno, ma per un cattolico è doveroso rendere conto al prossimo se sbaglia o se il suo ragionamento è sbagliato (dipende poi dalla confidenza che si ha con lui), senza per questo non amarlo, cioè nel pieno rispetto della sua persona.
Guardate, Elettra, Antonio e Motan: una mia cara amica la pensa proprio come voi con la "leggerissima" differenza che non è stata battezzata. Questo lo dico per "sfoderare" la mia apertura mentale e stoppare così le insinuazioni su bigottismi vari, tipiche da anticlericali convinti. Ebbene io dopo aver capito che non avrei mai cambiato il suo modo di vedere le cose, ho fatto l'unica cosa che potevo: dedicare una piccola novena alla sua anima. Per lo meno siamo riusciti poi a reggere bene il rapporto d'amicizia (niente facile col suo caratterino), perciò continuo dopo tutto a confidare nel Signore, le sue vie sono infinite...
Bene, alla polemica "progressista" manca solo ragazzosemplice all'appello, poi abbiamo fatto l'ein plein (chissà se ho scritto giusto).
Ma non diciamo stupidaggini per favore.. Parli della tua apertura mentale e poi sconfini in un ragionamento che attribuisce una deriva perversa che nessuno si sogna.Originariamente Scritto da Hardenberg
Se ti riferisci al decreto legislativo 216/03 contro le discriminazioni, dice testualmente: "Ai fini del presente decreto e salvo quanto disposto dall'articolo 3, commi da 3 a 6, per principio di parita' di trattamento si intende l'assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell'eta' o dell'orientamento sessuale".Cmq ho notato che discutevate sull'inserire l'omosessualità nelle patologie mentali: io sono d'accordo dal momento che il decreto legge sul divieto di discriminazione equipara l'omosessualità alla disabilità (cosa che peraltro trovo vergognosa che un gay e un disabile abbiano gli stessi diritti, scusate ma sto studiando le disabilità x università). Se trovate giusta questa legge non potete negare che l'omosessualità sia una patologia mentale, legata alla sfera sessuale.
Ragionando con il tuo metro, perchè non inserire allora anche la religione tra le patologie mentali, visto che viene messa insieme alla disabilità?
Infatti l'atteggiamento che auspico in un cattolico è proprio questo: non di guardare l'altra persona come un peccatore, ma come un soggetto da amare e rispettare. I discorsi sui comportamenti giusti o sbagliati dal punto di vista morale, possono far presa solo se non "puzzano" di giudizio, tanto per lavarsi la PROPRIA di coscienza, e non per andare realmente incontro all'altro..Poi discutevate se redarguire il peccatore o no: si sa che bisogna condannare il peccato e non il peccatore, in quanto ci penserà Padreterno, ma per un cattolico è doveroso rendere conto al prossimo se sbaglia o se il suo ragionamento è sbagliato (dipende poi dalla confidenza che si ha con lui), senza per questo non amarlo, cioè nel pieno rispetto della sua persona.
Guardate, Elettra, Antonio e Motan: una mia cara amica la pensa proprio come voi con la "leggerissima" differenza che non è stata battezzata. Questo lo dico per "sfoderare" la mia apertura mentale e stoppare così le insinuazioni su bigottismi vari, tipiche da anticlericali convinti. Ebbene io dopo aver capito che non avrei mai cambiato il suo modo di vedere le cose, ho fatto l'unica cosa che potevo: dedicare una piccola novena alla sua anima. Per lo meno siamo riusciti poi a reggere bene il rapporto d'amicizia (niente facile col suo caratterino), perciò continuo dopo tutto a confidare nel Signore, le sue vie sono infinite...
Bene, alla polemica "progressista" manca solo ragazzosemplice all'appello, poi abbiamo fatto l'ein plein (chissà se ho scritto giusto).
Quando si parla di omosessuali, la Chiesa sembra più preoccupata di condannarne il disordine morale che di farli sentire parte della propria comunità.
Un sacerdote che conosco di fama (e che tra l'altro è stato citato da qualcuno in un altro forum) è stato allontanato dalla mia diocesi anni addietro, perchè "osava" trattare gli omosessuali come persone al pari delle altre. Tutt'oggi organizza gruppi di preghiera per coloro che si sentono esclusi, visti come dei malati o dei pervertiti. Però è una mosca bianca (purtroppo).


Originariamente Scritto da motan
Che nessuno si sogna? Sei sicuro motan? Non sai che si sta premendo per legalizzare la pedofilia? Informati....
L'altra persona va amata (rispettata??! non siamo mica illuministi giacobini, ma cattolici romani....) e la carità fraterna impone che il peccato vada denunciato ed il fratello in peccato ammonito, più volte.Ciò non toglie che il fratello che pecca vada perdonato, ma perdonare non significa lasciar indulgere nell'errore, ma non chiudergli le porte in faccia...Originariamente Scritto da motan
Questa frase ti dice nulla?
15 Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all`assemblea; e se non ascolterà neanche l`assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
Non mi sembra che chi la pronunciò possa essere tacciato di durezza di cuore, ipocrisia, farisaismo, ingiustizia o altro, anzi: direi che è il massimo esempio di Carità fraterna che abbiamo... o no?![]()
Meno male che è una mosca bianca, queste iniziative servono solo a non scoraggiare chi si incammina sulla strada del vizio abominevole.Originariamente Scritto da motan
"In girum imus nocte et consumimur igni"


Sì esatto... i peccatori andrebbero ammoniti. Io stesso gioisco quando vengo ammonito, e questo avviene spesso... ma mi rialzo e ricomincio.Originariamente Scritto da Elettra_R.
I peccatori vanno ammoniti cara elettra, non indotti in peccato o in tentazione: non sai che scrivere e pubblicare cose poco ehm... "oneste", diciamo così, è un peccato contro il sesto comandamento? Che incoraggia in chi scrive ed in chi legge al vizio capitale della lussuria? E che non bisogna indurre il proprio fratello in peccato?
Dice l'esame di coscienza:
"Mi sono soffermato volontariamente in pensieri o desideri contrari alla castità? Sono pronto a fuggire le occasioni di peccato: conversazioni e divertimenti pericolosi, letture e immagini non caste?"
E continui a dichiararti cattolica e a voler moderare questo forum?
"In girum imus nocte et consumimur igni"