Berlusconi: noi avanti di sei punti, Prodi non durerà
La Digos ha avviato indagini a Palermo dopo il ritrovamento nelle vicinanze di un cassonetto dei rifiuti di centinaia di schede delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorsi. Le schede sono rosa, dunque per la Camera, e a un primo esame sono apparse prive dei timbri normalmente applicati nei seggi, e senza alcun segno. Si tratterebbe dunque di schede non votate. Erano in mazzetti legati tra di loro con elastici.
"Se si votasse ora saremmo sei punti avanti, io poi ho più del 60% di gradimento e ricordatevi che i miei sondaggi sono veri", i fatti lo hanno dimostrato, il Centrosinistra "si è servito di falsi sondaggi per influenzare il voto degli italiani". Il penultimo consiglio dei ministri della legislatura si è chiuso con un piccolo discorso di 'commiato' di Silvio Berlusconi: "Siamo noi i vincitori morali, abbiamo vinto anche nei numeri. Ora, però, dobbiamo lottare per chiudere la parentesi di Prodi nel più breve tempo possibile".
Nella riunione odierna si è tornati sulle procedure del voto del 9 aprile. "Ho tutta una serie di nuove prove documentate" in cui vengono confermate le irregolarità delle elezioni, avrebbe spiegato il premier (dopo il cdm ha avuto a palazzo Chigi un incontro con Calderoli), secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti. "Dobbiamo fare tutte le verifiche necessarie e sollecitare gli organi competenti", avrebbe aggiunto facendo notare ancora una vota che "le proiezioni del Viminale nei seggi ci davano in vantaggio per più di centomila voti poi però i verbali...".
Il presidente del Consiglio avrebbe però anche osservato che "ora bisogna prendere atto della situazione e fare una opposizione forte e decisa, al Senato non riusciranno ad approvare nulla, noi con tanti senatori di vantaggio abbiamo avuto problemi, se ne accorgeranno già domani... Prodi non durerà a lungo".
Al termine del Cdm Berlusconi, apparso - sempre quanto riferiscono alcuni partecipanti alla riunione - visibilmente commosso, avrebbe ringraziato tutti i ministri e in particolar modo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.




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