16/01/2010 210
Contiamo ad alta voce
l'Unit
Cominciamo a contare? Potremmo, pur sapendo che il governo è solito ignorare le domande. Eppure sì, tanto per far sentire che siamo ancora tutti qui potremmo di tanto in tanto, sulle questioni che ci stanno a cuore, contare insieme ad alta voce. Ieri abbiamo pubblicato le carte che mostrano come molto in fretta e in gran segreto siano stati individuati i siti per la localizzazione delle centrali nucleari: Ostuni, Chioggia, Leri Cavour, Caorso, Montalto di Castro. Dalla Puglia al Veneto. Uno schema di decreto legge proposto dal ministro Fitto sebbene privo dei requisiti essenziali: il parere del Consiglio di Stato e della conferenza Stato-regioni. Nessuno è stato consultato, meno che mai le regioni interessate. Per le scorie si è pensato di spedirle in Sardegna. Contiamo, dunque: giorno uno, silenzio assoluto. Certo: siamo in campagna elettorale. Ve lo immaginate il candidato leghista alla presidenza del Piemonte dire che sì, si farà una centrale a Leri Cavour? E però chi governa una parola avrebbe il dovere di dirla: proprio perché siamo in fase di raccolta di consensi. Nulla vieta al centrodestra di illustrare le ragioni di un rilancio del nucleare, chissà che non siano condivise dai più e pazienza per il referendum ormai vecchio di vent'anni, se ne può sempre fare un altro. Abbiamo sentito Pierluigi Bersani, Vasco Errani e Mercedes Bresso, su questo. Il segretario Pd chiede al governo di pronunciarsi con nettezza e subito «sullo scenario energetico e sulle localizzazioni». Il piano nucleare è sbagliato, dice, «per ragioni economiche e tecnologiche: non abbiamo ancora risolto i problemi legati al vecchio nucleare. Pensiamo piuttosto alle fonti rinnovabili, al carbone pulito, agli incentivi per la green economy». Aggiunge Errani: «Il nucleare di terza generazione è un errore anche economico. Produrre energia così avrebbe costi esorbitanti, tra smaltimento delle scorie e realizzazione degli impianti. Se l'esecutivo intende andare avanti in questa direzione, allora deve avere il coraggio di dire ora nelle sedi di confronto istituzionale e poi in pubblico dove e come vorrebbe realizzare le centrali nucleari. Attendere il dopo elezioni sarebbe troppo comodo, e strumentale». Giorno numero due, aspettiamo risposte. Interessa solo all'opposizione sapere in quale Italia vivranno i suoi figli?
Scrive oggi Goffredo Fofi: «Si è obbligati a constatare con angoscia come dei bambini, di cui tutti parlano e cui tutti pensano, importa veramente solo al mercato, e che è il mercato a educarli con la correità degli adulti. Ciò nonostante, siccome continua a essere vero se non altro cronologicamente che i bambini sono il futuro, finché futuro ci sarà, sarebbe opportuno tornare a parlare della loro condizione con strumenti adeguati, di inchiesta e di verifica, e non solo con le ciarle degli psicologi e di tutti quegli altri "educatori", il cui compito precipuo sembra quello - pubblicitari e guru, preti e maestri, baroni e giornalisti - di abituarci all'accettazione del presente come che sia, mettendo in discussione solo le sue apparenze e mai le sue sostanze». Buona domenica.
COMMENTI 42




0
Rispondi Citando
