OMNIA SUNT COMMUNIAIl ruolo della gioventù rivoluzionaria
Movimento/Marzo-28
Il lungo sviluppo della lotta di classe in America Latina e nel nostro paese ha potuto contare sulla valorosa ed inquantificabile partecipazione della gioventù nell'esercizio di concretizzare i sogni più sentiti degli emarginati, dominati ed oppressi che hanno sofferto l'ingiusto sfruttamento, tipico delle distinte formazioni socioeconomiche per le quali è passata la storia dei nostri popoli maltrattati dall'invasione europea iniziata nel 1498.
In Venezuela la gioventù rivoluzionaria erede degli indigeni che resistettero ai conquistatori, agguerrita e vittoriosa come nei campi di battaglia di La Victoria, oggi riprende nuovamente le bandiere di Bolivar per proseguire il compito di edificare una società fondata nella giustizia sociale. Davanti alle sfide del presente ci appartiene l'elevare un'altra volta la nostra voce contestatrice, piena di allegria ed amore, per chiedere con tutto il popolo, la costruzione del socialismo come unica alternativa di fronte al mondo di oggi.
Questo implica tradurre la ribellione dei giovani sognatori in esempi di unità, combattività, mobilitazione ed organizzazione che ci permettano di svolgere un distaccato ruolo di fronte alla sfida presentata. Ci appartiene come riserva morale della nazione, l'essere l'avanguardia nel combattere contro la burocrazia, la corruzione, il riformismo ed altre devianze che oggi minacciano d'affondare il sogno dei settori popolari. La gioventù rivoluzionaria cosciente della sua missione storica deve fondare dai quartieri, dalle fabbriche, dalle selve, dai campi, dalle città, dai licei e dalle università un modello di società liberato dagli oltraggi, dallo sfruttamento economico, dalla segregazione etnica, dal soggiogamento neo-coloniale e dalla crescente distruzione dell'ecosistema che ha caratterizzato la globalizzazione neoliberale.
In questo senso, siamo convinti che la costruzione di un nuovo ordine sociale suppone il riscatto della nostra memoria storica, distinguere la mercificazione dalle relazioni umane e la costruzione di un innovativo modello educativo che concordi con una nuova visione cosmica che collochi l'essere umano come centro e fine del fare quotidiano, in altre parole, si rende obbligatorio, per la trasformazione della società venezuelana, il configurare un sistema educativo di carattere emancipatore che inquadrato in una nuova razionalità miri al rendere degna la condizione umana.
Per quanto detto, noi giovani dobbiamo combattere per un'educazione, formale ed informale, raffigurata in una concezione che la concepisca come strumento per la libertà. Questo suppone la lotta giovanile per la revisione a fondo della conoscenza prodotta e trasmessa dal paradigma educativo attuale, così come i fini e le richieste a cui questo risponde. I giovani critici e ribelli, come lo fu il giovane Sucre che segnò la storia del mondo nell'indimenticabile battaglia di Ayacucho, stimiamo importante la massificazione dell'educazione portata avanti dal governo nazionale come conquista rilevante raggiunta dai settori popolari. Ma crediamo che questo sia insufficiente se non oltrepassa le congetture teoriche che vanno a soddisfare gli interessi delle imprese private nazionali e transnazionali.
In questo ordine di idee, la gioventù per la mano ai lavoratori, agli indigeni e ai contadini deve dare impulso alla lotta per la trasformazione totale e profonda dell'educazione venezuelana. Questo è un dovere inevitabile per i rivoluzionario, sentenziava già "El Libertador" nel 1819 "un popolo ignorante è lo strumento cieco della sua propria distruzione". Di conseguenza, capiamo che trasformare l'educazione, e specialmente l'educazione superiore, è un'urgente necessità per edificare un nuovo ordine sociale. Per ciò, consideriamo che i diversi sottosistemi educativi del paese come i diversi apparati ideologici dello Stato, devono costituirsi in forti strumenti per i cambiamenti che chiedono a tutti i livelli le maggioranze impoverite della nazione.
Di fronte a questo titanico compito è imperioso trasformare l'università venezuelana, mutare le ipotesi epistemologiche sui cui si erige, sopprimere il suo marcato carattere tecnocratico (conseguenza delle politiche neoliberali) e la segmentazione della conoscenza che pretende di trasformare gli studenti in spettatori acritici dissociati dal mondo che li circonda. Noi giovani che stiamo liberando la lotta in questo settore, crediamo in una nuova università fermamente compromessa con le maggioranze, indirizzata ad offrire alternative di fronte ai problemi sociali più sentiti, profondamente democratica e capace di conciliare i saperi come espressione di un'educazione teorico-pratica.
In questa direzione palpita la nostra coscienza di giovani "Chischiotte" che nel settore educativo ed in altri terreni ci siamo imbattuti con grandi mostri inattaccabili che non sconfiggeremo fino a quando non superiamo il modo di produzione capitalista. Costituiamo una Unione di Giovani Bolivariani che con chiara visione internazionalista, serva da spazio per articolare sforzi attorno alla trasformazione della società, approfondire i cambiamenti sociali che vengono portati avanti attraverso le denominata Rivoluzione Bolivariana e puntare verso la liberazione definitiva della classe lavoratrice: verso il concretizzarsi del Socialismo.
Con Bolivar e la Gioventù Rivoluzionaria
FACCIAMO LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA!
movimiento_marzo28@yahoo.es
0416 -7391153
Traduzione a cura del Comitato "La Madrugada" - febbraio 2006
TUTTO E' DI TUTTI




Rispondi Citando