Blitz animalista, liberate anche cavie col vaiolo
Sarà molto difficile, praticamente impossibile trovarli. Non hanno in mano nulla, nessun elemento concreto gli uomini della Digos di Milano che indagano sul blitz animalista. Delle 20 persone che mercoledì sera, attorno alle 18, hanno fatto irruzione nel dipartimento farmacologico dell'Università degli Studi di Milano sanno solo che si trattava di gente esperta, che sicuramente sapeva come muoversi nell'istituto. Sono entrati da un cancello nel retro, e sono saliti al 4° piano, sapendo esattamente che lì erano gli animali. Non hanno firmato neppure una rivendicazione. Nulla per motivare il loro gesto: hanno portato via 12 cani Beagle, sui quali si facevano studi di longevità, alcuni topi e 11 conigli. Ma tre di questi erano stati appena infettati del virus "antivirale" del vaiolo, si studiava su di loro il tumore all'utero, seconda causa di morte per le donne. E ora, seppur senza scatenare allarmismi, i ricercatori che lavoravano con questi animali hanno lanciato un appello: i tre conigli, che hanno tatuato dentro all'orecchio i numeri 8,9,10 sono pericolosi. Se toccati, o accarezzati soprattutto da persone che non hanno fatto il vaccino anti-vaiolo, obbligatorio solo fino al 1980, possono provocare seri danni. Il virus, sottolineano alla Asl di Milano, è comunque di origine animale e non umana. Quindi non c'è un pericolo per la popolazione. Il pericolo reale è per chi entra in diretto contatto con gli animali infetti. I primi, quindi a rischio, sono ora proprio gli animalisti autori del blitz.
A loro andrebbe data una medaglia d'oro, altro che ai mercenari morti in Iraq!
Ora, il solo fatto di iniettare il vaiolo a dei poveri conigli (vaiolo malattia sconfitta da una ventina d'anni) mi fa venire i brividi...........
Per non parlare di quello che fanno ai poveri Beagle, altro che studi sulla longevità, li torturavano per esperimenti sulla ghiandola ipofisaria, ritenuta la ghiandola che gestisce l'invecchiamento.


Sarà molto difficile, praticamente impossibile trovarli. Non hanno in mano nulla, nessun elemento concreto gli uomini della Digos di Milano che indagano sul blitz animalista. Delle 20 persone che mercoledì sera, attorno alle 18, hanno fatto irruzione nel dipartimento farmacologico dell'Università degli Studi di Milano sanno solo che si trattava di gente esperta, che sicuramente sapeva come muoversi nell'istituto. Sono entrati da un cancello nel retro, e sono saliti al 4° piano, sapendo esattamente che lì erano gli animali. Non hanno firmato neppure una rivendicazione. Nulla per motivare il loro gesto: hanno portato via 12 cani Beagle, sui quali si facevano studi di longevità, alcuni topi e 11 conigli. Ma tre di questi erano stati appena infettati del virus "antivirale" del vaiolo, si studiava su di loro il tumore all'utero, seconda causa di morte per le donne. E ora, seppur senza scatenare allarmismi, i ricercatori che lavoravano con questi animali hanno lanciato un appello: i tre conigli, che hanno tatuato dentro all'orecchio i numeri 8,9,10 sono pericolosi. Se toccati, o accarezzati soprattutto da persone che non hanno fatto il vaccino anti-vaiolo, obbligatorio solo fino al 1980, possono provocare seri danni. Il virus, sottolineano alla Asl di Milano, è comunque di origine animale e non umana. Quindi non c'è un pericolo per la popolazione. Il pericolo reale è per chi entra in diretto contatto con gli animali infetti. I primi, quindi a rischio, sono ora proprio gli animalisti autori del blitz.
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