QUI E' RIPORTATA TUTTA LA CATECHESI ALLLA LUCE DELLA PAROLA SU ABRAMO E LA FEDE:
DODICESIMO GIORNO
A B R A M 0
Forse qualcuno di voi pensa che quello che noi facciamo qui
è di darvi una cultura biblica. Io non faccio nulla di simile.
Solamente qualche cosa. Io sto per fare una cosa che credo molto
più importante, poiché giungere a conoscere veramente questi
libri e arrivare a scoprire in essi la fonte della vita, sarà il
lavoro che faremo lungo tutto il catecumenato. Per ora facciamo
una cosa molto semplice.
E' come se avessimo qui una grande torta buonissima.
Immaginatevi che io vi dica che questa torta è un'opera
magistrale della pasticceria e incomincio a spiegarvi come è
stata fatta questa torta e di che cosa è composta: la quantità
delle uova, della farina, dello zucchero, ecc. Ma molto più
importante del fare questo, perché veramente possiate arrivare a
sapere che cos'è questa torta, sarebbe tagliarne un pezzo e
darvela a mangiare un poi a ciascuno. Perché la torta è stata
fatta fondamentalmente per essere mangiata.
Io faccio questa stessa cosa nelle due catechesi che
vengono ora. Invece di darvi delle spiegazioni su questo libro
che è la Bibbia (insieme di libri), apriremo questo libro.
Quello che faremo fondamentalmente sarà di darvelo da provare:
farvi degustare la Parola di Dio. Per arrivare a questo, perché
realmente la Parola dl Dio vi dica qualche cosa di esistenziale,
parleremo in questi due giorni di due parole di Dio e ve lo
daremo da gustare.
Oggi prenderò un tema biblico: vi parlerò di Abramo.
Attraverso questo tema spero che incomincerete a intravvedere un
poco la meraviglia che è la parola di Dio, la meraviglia che è
l'Antico Testamento.
Perché molta gente pensa che l'Antico Testamento sia una
cosa che non ha importanza e che quello che importa è solo il
Nuovo Testamento. Forse molti di voi avete incominciato a
leggere l'Antico Testamento e visarete accorti che parla di
uccisioni, di guerre, molte cose strane, salmi, battaglie, ecc.;
e non avete capito molto, al contrario avete letto il Vangelo e
vi è parso più comprensibile e facile. Vi pare che il Dio
dell'Antico
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Testamento è un Dio giustiziere, più di qualsiasi altro, mentre
il Dio del Nuovo Testamento vi è parso in un altro modo... Ma
vedremo anche questo. Solo vi dico per ora che non si può capire
il Nuovo Testamento, né Gesù Cristo senza il Vecchio Testamento
e la storia del popolo di Israele. Gesù Cristo è un albero che
fiorisce nel Nuovo Testamento, ma ha le sue radici in tutta la
storia di un popolo.
Molti di voi avrete forse dei pregiudizi sulla Bibbia. Per
questo spero veramente che oggi il Signore vi faccia scoprire la
meraviglia e la ricchezza della parola di Dio e vediate pertanto
la meraviglia che sarà questo catecumenato. Il catecumenato sarà
basato fondamentalmente sulla Parola, sull'aprire queste
scritture, che prendono vita in mezzo all'assemblea. Queste
scritture che da sé sole non solo altro che lettere e carta, ma
che dentro a una Chiesa che ha la fede e lo Spirito Santo,
prendono vita e fanno apparire Dio stesso in mezzo a noi,
salvando.
Se apriamo questo libro vedremo che è formato da una serie
di libri, ognuno dei quali ha il suo nome. Il primo libro
che incontriamo, si chiama GENESI. Oggi apriremo il Genesi,
che è parola di Dio, e lo faremo presente. Vedremo quale
potere ha questa parola rispetto alla tua vita di oggi.
Dentro al Genesi ci concretizzeremo oggi in una parola che
è ABRAMO. Abramo per molti di voi sarà una figura
conosciuta perché lo avrete studiato nella Storia Sacra a
scuola. Ma oggi scopriremo cose nuove di questo
personaggio, che per voi forse ha avuto poco da dire alla
vostra vita.
Con Abramo comincia la storia della salvezza, perché Dio
all'interno della storia viene a salvare. Noi siamo uomini e ci
realizziamo nella storia, che viviamo nel tempo. E la nostra
vita è relazionata con quella di altri uomini, passati, presenti
e che verranno. Siamo dentro la storia dell'umanità. Dio mai è
stato lontano da questa storia dell'umanità, ma ha agito dentro
di essa. Dio dentro la storia dell'umanità, ha stabilito una
storia parallela con i suoi interventi di salvezza. Questa
storia è la storia della salvezza. Questa storia è quella che le
scritture vogliono rendere manifesta: la storia della nostra
salvezza. Tutto quello che è qui scritto, è scritto in funzione
mia e tua. Oggi lo vedremo un po'. Questo libro ha una relazione
molto diretta con la tua vita e i tuoi problemi.
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I primi undici capitoli del Genesi costituiscono un
preambolo, una introduzione a questa storia della salvezza. La
prima cosa che la Bibbia presenta è che Dio ha creato l'uomo a
sua immagine e somiglianza, e non lo ha creato perché soffra né
perché muoia, ma perché sia felice, perché viva sulla terra come
in un giardino, procreando, regnando ed essendo felice. L'inizio
del Genesi dice che tutto quello che c'è in questo mondo l'ha
creato Dio e che tutto quello che Dio ha creato è buono.
Ma se parliamo di storia della salvezza è perché l'uomo
deve essere salvato da qualche cosa. Pertanto il preambolo sarà
presentare la caduta progressiva dell'umanità, il peccato
dell'uomo; così comprendiamo da che cosa e perché Dio viene a
salvare l'uomo.
La prima cosa che appare, quindi, è che l'uomo si separa da
Dio. Appare il peccato di Adamo e di Eva. E a motivo di questo
separarsi da Dio l'uomo conosce la morte ontologica, scopre la
morte dell'essere, scopre che cosa significa non essere amato,
scopre che muore, scopre il male dentro se stesso. Conseguenza
di questa scoperta è la nascita dell'egoismo.
Conseguenza della separazione da Dio è quindi che l'uomo si
separa dall'uomo: appaiono Caino e Abele.
Conseguenza di questo è che il peccato degenera
progressivamente l'umanità, fino al punto che tutta l'umanità
rimane sommersa totalmente nel male, nel peccato, nella morte,
fino al punto che l'umanità cammina diritta verso la
distruzione: la torre di Babele.
Però parallelamente la Scrittura, di fronte a questo
peccato, presenta l'intervento di Dio, che non se ne sta nel
cielo passivo, di fronte alla disgrazia dell'umanità: DIO DALLO
STESSO PECCATO DELL'UOMO TIRA FUORI LA SALVEZZA E LA VITA.
Dal peccato di Adamo ed Eva Dio trae una promessa il figlio
di una donna schiaccerà la testa del serpente, simbolo del
potere del male sull'uomo.
Dal peccato di Caino che uccide suo fratello, Dio incide
una "Tau" sopra la fronte di Caino per impedire che gli uomini
lo uccidano.
Dal diluvio universale, che è un simbolo del fatto che
tutta l'umanità è rimasta sommersa sotto le acque della morte
(tutta l'umanità è vittima della idolatria del mondo, cercando
di scappare alla morte), da questo
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diluvio Dio trae una alleanza con Noè: non permetterà più che
l'umanità muoia. E come segno di questa alleanza lascia
l'arcobaleno.
Tutte queste parole di salvezza sapete che si compiono in
Gesù Cristo, in Lui l'umanità vince la morte ed ha accesso alla
vita eterna, in modo che non muore mai più.
Vi abbiamo predicato che voi non morirete Gesù Cristo è la
pienezza e il compimento di tutte le promesse di salvezza che
Dio ha fatto attraverso la storia.
Dopo questo preambolo Dio mette in moto un piano di
salvezza per compiere le promesse atte ad Adamo, Caino, e
Noè, cioè che salverà l'umanità. Dio mette in movimento un
piano di salvezza, per tutti gli uomini; per liberare tutti
gli uomini dal peccato e dalla morte.
Questa storia di salvezza ha un inizio, un padre: ABRAMO.
Per compiere le promesse di salvezza Dio incomincia ad agire ed
elegge un uomo, che si chiama Abramo.
Abramo non è né migliore né peggiore di nessuno. E' un uomo
errante, un nomade che vive di pastorizia. E' un Politeista:
crede in molti dèi come tutti quelli della sua epoca. Però
quest'uomo ha una particolarità: quest'uomo è un fallito; perché
già vecchio non ha né figli né una terra dove essere seppellito.
Quando Abramo conosce Dio si trova in Ur di Caldea. E' un
arameo. Dio daUr chiama Abramo. E' un pastore, un nomade, che va
cercando pascoli per il suo bestiame da un posto all'altro. Dio
per incominciare questa storia di salvezza sceglie questo
vecchio. Cosa curiosa. E' un signore che ha fallito nella vita,
dato che non è riuscito ad avere due cose importantissime per
lui. E' un uomo maledetto perché non ha figli, cosa orribile in
quell'epoca, cosa umiliante: è un impotente, è un uomo senza
discendenza. Il suo essere e la sua persona finiranno con lui
quando morirà poiché non può prolungarsi nella sua discendenza.
Tutto quello che ha appreso, tutto quello che ha sofferto non lo
può trasmettere a nessuno: non ha figli.
In quell'epoca non avere figli era considerata una
maledizione terribile. Inoltre questi nomadi vivono in tribù,
come oggi i gitani, e tutto il clan si difende contro gli altri
pastori. Si rubano gli uni agli altri e si appoggiano al clan
familiare per avere sicurezza. Più forte è il clan e più
sicurezza hanno. Per questo
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conviene avere molti figli, perché quando sono grandi ti
difendano. L'ideale di quest'uomo è di avere un figlio e non ci
è riuscito.
Inoltre vuole avere una terra sua nella quale vivere la
vecchiaia ed esservi seppellito. Lo terrorizza l'idea di morire
e non sapere dove sarà sepolto. Questa è un'idea molto primitiva
e religioso-naturale secondo cui la terra ci dà l'essere (per
questo molti popoli seppelliscono i morti nella posizione
fetale, perché essere seppellito è tornato alla madre terra).
Abramo non ha questa terra. E neppure la possibilità di
ottenerla, perché in quel tempo la terra si conquistava e si
difendeva con la forza e lui non ha figli per difenderla.
Quando Dio appare, Abramo è un vecchio che non è riuscito
ad avere una terra né dei figli. E siccome è un nomade è passato
attraverso molti popoli e ha fatto sacrifici ad ogni specie di
dei e di idoli perché gli dessero quello che lui sperava: un
figlio e una terra.
Quando Dio appare, Abramo è già stanco, si sente già
vecchio, si sente sconfitto e senza desiderio di continuare a
vivere. Non sa più che fare, perché la sua vita non ha più
senso: sua moglie ha già passato l'età per avere figli, lui si
sente senza vigore. Pensa: se da giovane non ci sono riuscito
che cosa faccio ora che ho 75 anni e sono stanco e vecchio?
Abramo non sa perché vive.
In questo momento questo Dio, sconosciuto fino allora nella
storia degli uomini, interviene e si manifesta.
(Dio fa grandi silenzi nella storia : Dio non ha fretta). Ora
interviene con Abramo. Figuratevi che sorpresa : un arameo
vecchio e disgraziato avrà una relazione con me e con te.
Dio io chiama e gli dice: "ESCI DALLA TUA TERRA E DALLA TUA
PARENTELA, LASCIA IL TUO CLAN E LE TUE SICUREZZE E VIENI CON ME;
IO TI DARO' QUESTO FIGLIO CHE DESIDERI, E QUESTA TERRA".
Immagino che Abramo non sapeva chi gli parlava: egli ha
sentito nel profondo del suo cuore che qualcuno gli dice di
lasciare la sua terra e la sua parentela. Immagino che Dio gli
avrà detto: fino ad ora le tue sicurezze, il tuo clan e i tuoi
dèi non ti hanno dato terra né figli, no? Bene, fidati di me,
che io te li darò.
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E Abramo credette che queste; Dio era potente per dargli un
figlio (nonostante fosse vecchio e sua moglie sterile) e per
dargli una terra. E ABRAMO SI MISE A CAMMINARE CUSTODENDO DENTRO
IL SUO CUORE QUESTA PAROLA CHE RACCHIUDE UNA PROMESSA. Non sa
dove va, perché Dio non gli dirà altro per il momento, né gli dà
alcuna garanzia. Ma Abramo si mette in cammino lasciando il suo
clan e le sue sicurezze.
Immaginate la moglie di, Abramo, Sara, che avrà pensato...
Sarà stata continuamente a dirgli: ma sei matto? dove stiamo
andando? Lasciamo i cugini che sono gli unici che ci possono
difendere? stai male nella testa! ci ammazzeranno qua! quel che
succede è che sei picchiato in testa!
Ma Abramo il poverino continua a camminare senza sapere
dove va. Lasciare la famiglia in quell'epoca significava
restarsene per strada indifeso e senza possibilità.
Dio per molto tempo non gli appare. Abramo continua a
camminare facendo questo percorso (mostra il disegno sulla
lavagna).
Quando arriva a Canaan conosce una terra fertile e
meravigliosa. Non capisce la lingua che parla quella gente. Si
trova lì come uno straniero. Per di più vede che la gente di lì
è forte ed è terrorizzato.
Dio gli si manifesta di nuovo e gli dice: QUESTA TERRA CHE
OGGI CALPESTI COME UNO STRANIERO, QUESTA RERRA GRANDE, BUONA E
SPAZIOSA, SARA' TUA E DELLA TUA DISCENDENZA.
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Abramo che ha sofferto tanto durate il tempo in cui Dio è
stato in silenzio, abbandonato, camminando per la forza di una
promessa che ha creduto, quando Dio gli appare, dice: un
momento, non andar via! Dammi una garanzia che se no divento
pazzo! Dammi la sicurezza che avrò questa terra, perché così non
si può camminare.
Dio accetta e fa un patto con Abramo secondo l'uso
dell'epoca. Gli dà una garanzia. Preparano un buon banchetto con
gli animali divisi in due metà. (Si faceva così: poi i
contraenti passavano tra le due metà degli animali e dicevano:
che così mi succeda se rompo il contratto. E poi ciascuno
mangiava la sua parte). Così Dio comanda ad Abramo di preparare
gli animali divisi in due. Dio stesso al tramonto passa in forma
di colonna di fuoco consumando la sua parte. Ma non lascia
passare Abramo. Abramo non deve mettere niente da parte sua: è
solo Dio quello che passa in mezzo. Dio non esige nulla da
Abramo, ma promette di dargli quello che ha sempre desiderato.
Tutta l'alleanza è basata su Dio, non su Abramo.
Dio gli dice: "CONTA LE STELLE DELLA NOTTE, SE PUOI: COSI'
GRANDE SARA' LA TUA DISCENDENZA; CONTA LA SABBIA DEL MARE:COSI'
ABBONDANTE SARA' LA TUA DISCENDENZA".
Questa profezia si è compiuta: tutta la Chiesa cattolica
con i suoi milioni forma la discendenza di Abramo. Noi siamo
figli di Abramo.
Dopo di questo Abramo continua verso il basso. Arriva
un'epoca di carestia e deve scendere in Egitto, il paese
dell'abbondanza. Le promesse non si compiono per niente. Abramo
comincia a dubitare ed a pensare per conto suo: quand'è che Dio
mi darà un figlio? Perché... Allora cerca di compiere le
promesse per conto suo, con la sua ragione. Pensa, non sarà
forse che il figlio che Dio mi ha promesso lo debbo avere
andando a letto con la schiava di mia moglie? (Allora così la
legge permetteva: la schiava che dava alla luce un figlio sulle
ginocchia della sua padrona faceva sì che questo figlio fosse
della sua padrona); Così fa Abramo ed ha un figlio da Agar. Gli
pone per nome Ismaele.
Allora la vita gli diventa un inferno, perché la schiava si
cambia in signora perché si crede la più importante: Sara è
sterile e non è stata capace di fare quello che ha fatto lei:
dargli un figlio. Arriva un momento che Sara dice ad Abramo: o
la schiava o io; o cacci via questa qui ora stesso con il suo
figlio, o
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me ne vado io. E il povero Abramo deve cacciare la schiava e
Ismaele. Abramo ha sperimentato che non è con la sua ragione né
pensando per conto suo che si compiranno le promesse.
Dio torna ad apparire e gli dice: non sarà Ismaele il
figlio della promessa, ma un figlio che nascerà da tua moglie
sterile, da Sara.
Poi Abramo scende in Egitto per la fame, e per fare le cose
per conto suo, senza tener conto di Dio, si mette in un
pasticcio terribile. Mente e dice che sua moglie è sua sorella,
perché non lo uccidano. Ma tutto gli esce male.
Abramo deve imparare camminando a credere in Dio.
Sperimenta con la sua vita che cosa è credere.
Abramo diventa l'amico di Dio. Prima di distruggere Sodoma
e Gomorra Dio visita Abramo in forma di tre uomini. Vuole
consultarlo come uno si consulta con il suo amico prima di
prendere una decisione. Abramo riconosce in essi Dio e li
obbliga a fermarsi perché si riposino, si lavino: gli chiede che
non passino senza fermarsi, perché non per caso sono passati
quel giorno davanti a lui. Allora Abramo contratta con Dio la
sorte di queste città. Non fu trovato in esse alcun giusto.
Questi uomini gli promettono che prima di un anno avrà un
figlio.
In effetti: Sara, sua moglie sterile, ha un figlio, che si
chiama Isacco che significa "risa". Perché questo giorno Abramo
rideva del fatto che a 90 anni avesse un figlio con sua moglie
sterile.
In seguito idolatra tanto questo figlio che Dio gli chiede
che glielo sacrifichi. Dio vuole aiutarlo perché si è messo in
una situazione molto pericolosa. Gli comanda di prendere suo
figlio e di sacrificarglielo sul monte Moria. Abramo sale
dicendo: Dio provvederà. Già sapete i fatti: quando lo stava già
per ammazzare un angelo di Dio glielo impedisce e Dio provvede
un agnello, che sta impigliato in un cespuglio, per il
sacrificio.
Abramo si stabilì in Canaan. Mori sazio di anni, di
ricchezza e di felicità. In Abramo stesso si cominciano a
compiere le promesse di salvezza.
Questa più o meno è la storia di Abramo.
E ora tu mi dirai: e a me, che mi importa di tutto questo?
Queste sono le cose che successero anticamente, ma a me? per che
cosa mi servono?
Bene. Vi dirò quello che è la parola di Dio. Voi
215
conoscete questa storia, perché vi ho raccontato tutto questo?
PERCHÉ' ABRAMO SEI TU PERCHÉ' ABRAMO E' UNA PAROLA DI DIO PER TE
PERCHÉ ABRAMO SIAMO TU ED IO, PERCHÉ' ABRAMO E' LA FEDE.
Vuoi sapere se hai fede? Non basta che ti abbiano
battezzato da piccolino. Tutti quelli che sono in carcere sono
stati battezzati da piccolini. E chi dice che hanno fede? Non
basta che tu abbia fatto la prima Comunione e che vada a Messa
tutte le domeniche. Che cosa è la fede? ABRAMO E' UNA PAROLA DI
DIO PER TE. CON ABRAMO DIO VUOLE ILLUMINARE LA TUA REALTA' E TI
VUOLE DIRE CHE COSA E' LA FEDE. Per dire cosa è la fede Dio non
propina conferenze noiose o discorsi; Dio per dire che cosa è la
fede ci dà una Parola: Abramo, una persona storica, un
avvenimento.
La Chiesa quando legge nella. Liturgia questa Parola e dice
"Parola di Dio" non lo fa perché tu abbia una cultura biblica o
perché tu sappia quello che è successo molti anni fa, ma perché
questa Parola ha una importanza vitale per la tua vita concreta
di oggi: è una Parola per te oggi. Perché Abramo sei tu.
Se tu sei Abramo mi piacerebbe farti una domanda. Perché
vediate che cosa è la Parola di Dio. Io ti dico: questa parola è
per te, Abramo sei tu: la Parola di Dio viene oggi a cercare te;
la Parola di Dio ogni volta che è proclamata cerca qualcuno che
l'ascolti. La Parola di Dio domanda: dove sei? Sei dentro la
Parola di Dio o sei fuori? Se sei fuori, cioè, se la tua vita
non ha nulla a che vedere con questa Parola, siccome questa è la
verità, è rivelazione di Dio; questo ti chiama a conversione.
Oggi stesso ti invita ad entrare qui. Se sei qui questa parola
oggi ti giudica, ti situa, ti dice coraggio, questo è il
cammino.
Bene, mi piacerebbe sapere ora dovevi coglie questa parola,
perché tu sei Abramo. Mi piacerebbe sapere quando tu eri in Ur,
cioè eri un idolatra- cercavi la. felicità nei soldi, nel
lavoro, nella famiglia, ecc .... Mi piacerebbe sapere se tu come
Abramo un giorno ti sentivi fallito, perché non eri felice, non
ti sentivi realizzato, non sapevi nemmeno perché vivevi. Io ti
chiederei allora: hai sentito qualche volta questo Dio che ti ha
detto: Io ti darò la felicità che cerchi: esci dalla tua terra e
dalla tua parentela, dalle tue sicurezze, dai tuoi idoli ed
andiamo insieme?
216
(DOMANDE ALLA GENTE:}
Sinceramente ti vedi identificato in qualche punto con la
storia di Abramo, vedi qualche parallelismo tra Abramo e la tua
vita? In che parte di questo cammino percorso da Abramo ti trovi
oggi:
-
in Ur.
-
nel patto.
-
hai già ricevuto il frutto della promessa?
-
che cosa è quello che Dio ti ha promesso?
-
che cosa è nella tua vita Isacco?
-
quando hai ascoltato questa parola che ascoltò Abramo: esci
dalla tua terra e dalla tua parentela...?
Non so se avete cominciato a rendervi conto un po' della
potenza e dell'importanza della Parola di Dio.
Abramo sei tu. Questa Parola ti cerca. Non si tratta che tu
interpreti questa parola come piace a te e che dica: per me
Isacco è.... Questa Parola ha una interpretazione vera e tutte
le altre sono false. La Parola di Dio non la può interpretare
ciascuno come vuole. Ha una sola interpretazione che dà la
Chiesa e che oggi io vi dirò in nome della Chiesa, perché io
sono qui a parlare in nome del Vescovo. Non si può dire: io
credo che Dio mi chiamò .... E io credo che questo è così....
Vediamo in che misura tu sei Abramo.
Abramo, dicevamo, è un uomo fallito. Abramo è forse la
figura della Bibbia più esistenziale. Tant'è vero che
Kierkegaard, che è un esistenzialista, ha scritto un libro su
Abramo.
Questa figura è una Parola di Dio per te oggi, una
illuminazione della tua realtà di oggi. Dio non ti lascia solo,
né orfano, ma vuole attraverso questa catechesi illuminare la
tua realtà, situarti nella vita, perché tu possa ora capire
perché ti è morta la moglie, perché sei un fallito sul lavoro,
perché non sei felice; perché possa capire la tua realtà
esistenziale di oggi, perché Dio non abbandona gli uomini. Per
questo il popolo di Dio, tu, popolo di Dio, devi vivere della
Parola di Dio. Per questo l'alimento dei cristiani è la Parola
di Dio. "Perché non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio". Per questo senza questa parola tu
rimani cieco, perché non sai perché nell'ufficio non ti senti
felice, perché non ti abbia lasciato
217
la tua ragazza, non sai perché sei ammalato, perché le cose ti
vanno male, non sai nulla, rimani cieco, hai bisogno della luce
di una Parola che illumini la tua realtà.
Abramo è una parola che illumina oggi la tua realtà: è una
Parola sulla Fede. Vuoi sapere se hai fede? Guardati in Abramo.
Se questa parola oggi si compie in te tu hai fede; se sei fuori
da questa Parola incomincia a pensare che devi convertirti,
cioè, comincia a pensare che questa Parola ti invita ad entrare
in essa. Perché non sono figli di Abramo quelli che nascono
dalla carne. Perché Abramo ebbe due figli. Uno dalla schiava e
un altro dalla libera. Ma colui che ereditò la promessa non fu
il figlio della carne, non fu il figlio della sua ragione, ma il
figlio della fede, il figlio che Dio aveva promesso di avere
dalla sua moglie sterile.
Per questo San Paolo dice agli Ebrei che si pavoneggiavano
per il fatto che erano figli di Abramo perché erano discendenti
secondo la carne: questa parola non si compie in voi soltanto
perché siete nati in Palestina da sangue Ebreo e siete stati
educati nel giudaismo, perché conoscete molto bene la religione
ed andate al tempio tutti i giorni. Siete figli di Abramo se
avete la fede di Abramo.
Questa stessa cosa si dice oggi nella Chiesa. Non si è
cristiani perché si è ricevuto il Battesimo da piccoli e si è
nati da una famiglia cristiana, o perché si va a messa e si
comunica tutte le domeniche. Sei cristiano se sei figlio di
Abramo, se hai la fede di Abramo. Non per la carne sei cristiano
ma per la fede.
E San Paolo dice agli Ebrei: Se c'è un popolo che crede,
benché siano gentili e incirconcisi, e confidano in Dio come
confidava Abramo e si son posti in cammino come lui, questi son
figli di Abramo.
Abramo è un signore che cerca la felicità. Tu che cosa
cerchi in questa vita? La felicità: la realizzazione di noi
stessi, cerchi di essere. Abramo ha cercato di essere ma non ci
è riuscito. Ha fatto molte cose nella sua vita, ma ora che è
vecchio, non trova un senso alla sua vita. Egli ha tentato con
le sue forze, con la sua ragione, con la sua intelligenza, con
le sue conoscenze come hai tentato tu, ed ho tentato io, di dare
un senso alla tua vita. E si è sposato, ha dato calci, ha
sofferto, ha lavorato come un negro. Ciononostante è arrivato ad
un'età in cui pensa che tutto quello che ha fatto non gli ha
dato felicità.
218
Io sono stato, in Firenze, ospitato in un ospizio di
anziani, mentre davo catechesi in città. Era un ospizio di gente
che aveva lavorato in un circo. Ho vista realizzata lì la figura
di Abramo nel momento in cui appare nella Bibbia: era gente che
ha vissuto con i loro figli, con i loro fratelli e le mogli
portando il circo di qua e di là. Noi mangiavamo e vivevamo con
loro e benediciamo il Signore perché fu una grande catechesi che
ci diedero. Dopo quattro giorni che ero lì si suicidò uno di
questi vecchietti. Immaginate questa gente, che ha lavorato come
negri, che ha lottato nella vita, che ha avuto figli, che ha
messo la felicità nei figli, nella moglie, nel lavoro e nella
vita, e che un giorno si sente vecchia, cammina con il bastone
molto adagio, sedendosi a prendere il sole tutto il giorno,
aspettando che la suora suoni la campana per il mangiare. E
vanno a mangiare e possono mangiare solo certe cose.
Io vedendo quegli anziani dicevo a me stesso: e questo tale
che sta qui, che ha avuto tante illusioni, che cosa penserà
adesso? Quest'uomo è stato un uomo giovane, orgoglioso, ha
picchiato i suoi figli, ha lottato, ha fatto denaro, ha
invidiato, oggi si trova qui sopra una sedia senza che nessuno
venga a trovarlo, sapendo che di qua non uscirà e che ogni
inverno muoiono molti tra di loro. Che penserà della sua vita?
Che senso ha tutto quello che ha fatto? A che gli è servito. In
funzione di che cosa è vissuto?
Questa è un po' la figura di Abramo: un uomo vecchio che si
sente fallito, quasi al limite del suicidio. Si trova a un punto
di non voler più lavorare, perché trova la sua vita senza senso.
Ma a questo uomo Dio dice: IO DARO' UN SENSO ALLA TUA VITA.
Se questa è una Parola di Dio non è solamente per Abramo,
QUESTA PAROLA OGGI DIO LA DICE A TE. Per questo la Chiesa la
proclama oggi.
Cioè: CHE SE OGGI, QUESTA NOTTE,QUI C'E' QUALCUNO CHE SI
TROVA COME ABRAMO, LA CUI VITA SIA UN PO' FALLITA E SENZA SENSO,
CHE SI TROVA STANCO E SENZA FELICITA', QUESTA NOTTE DIO DICE A
LUI: IO TI DARO' UN SENSO, IO TI DARO' QUESTA FELICITA', VIENI
CON ME, IO TI DARO' QUELLO CHE CERCHI.
Queste catechesi, fratelli, sono una chiamata di Dio per
tutti quelli che si trovano in Ur; una chiamata
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ad uscire, a mettersi in cammino. PERCHE' ABRAMO E' ANCHE LA
FIGURA DEL CATECUMENATO.
Perché Abramo è un uomo che dovrà imparare a credere.
Perché la fede non è come una magia che sopravviene
istantaneamente. La fede è qualcosa che uno deve imparare
camminando: LA FEDE E' UN CAMMINO. La fede deve essere
purificata e maturata. Abramo deve imparare a credere. Per
questo Dio gli fa fare questo cammino lungo.
Dio, come Abramo, per mezzo di questa catechesi chiama te
ad uscire da Ur e a metterti in cammino. Se hai posto la tua
sicurezza nei soldi, nella famiglia, nei figli, nella moglie, e
veramente non ti senti realizzato, Dio ti invita a lasciare le
tue sicurezze, il tuo clan (non fisicamente) e a porre la tua
confidenza non in essi ma in Lui. Ti invita a credere ad una
promessa: In queste catechesi vi abbiamo promesso che lungo il
catecumenato riceverete la sicurezza della resurrezione,
riceverete la sicurezza assoluta che non morirete, che entrerete
nella terra promessa, che Gesù Cristo nascerà in voi, che vi
farà fare opere di vita eterna, lasciandovi uccidere dagli
altri, amando il nemico. Già sapete che la Palestina è il
simbolo del Regno dei Cieli. Bene: qui vi si promette che
entrerete nella terra promessa, la terra in cui è già entrato
Gesù Cristo risorto, che è l'eternità: Gesù, con la natura
umana, è entrato nella divinità, nell'eternità; in Gesù Cristo
l'umanità ha vinto la morte. Ormai un uomo può essere povero o
ricco, perché se la morte non è stata vinta, se questa umanità
finisce con la morte e tutto si decompone e si corrompe, mi
direte voi a che serve la vita? Mangiamo e beviamo perché domani
moriremo.
Qui vi è stata fatta questa promessa. Questa notte la
parola di Dio ti invita a credere in Dio, a metterti in cammino
appoggiandoti in Dio; ti invita a credere che Dio è quello che
dalla matrice morta che sei tu - sei sterile di opere buone -
Dio può tirare fuori la vita, può farti nascere di nuovo e
trasformare la tua vita; questa parola ti invita a credere che
dalla morte che hai dentro di te - sei morto perché non hai
vita, perché la trovi senza senso, perché non riesci a liberarti
dal tuo egoismo, perché non riesci per nulla ad avere una
discendenza felice, perché non riesci a progettare la tua vita,
perché tu non puoi uscire dalla fossa, qualsiasi cosa tu faccia,
perché ti corromperai qualsiasi cosa tu faccia - Dio può tirar
fuori la vita, può dalla tua sterilità di opere di vita eterna
fare nascere un figlio che
220
sarà la tua felicità. Questo.fi:glio si, chiama Isacco. Isacco è
figura di Gesù Cristo.
Nella Bibbia Isacco è Gesù Cristo: lui sì che sale caricato
con la legna sul monte.
Per Abramo la discendenza significa continuare a vivere in
questo figlio. La discendenza per te è avere la vita eterna,
avere Cristo risorto dentro di te. Questo è quello che abbiamo
promesso qui.
Qui non vogliamo ingannare nessuno. Qui dovrà continuare
questo catecumenato che davvero abbia (alla fine) lo Spirito di
Gesù, ami come Gesù. Ma questo non lo farete voi, perché non
potete.
Per questo il catecumenato è una gestazione. Noi vi
consegneremo lo Spirito Santo, vi insegneremo ad avere fede, vi
insegneremo a credere, vi condurremo nel cammino.
Abramo dovrà imparare, come voi dovrete imparare a
camminare, in molti momenti abbandonati solamente a questa
Parola che vi abbiamo promesso. E quando terminerà questa prima
parte di catechesi noi ce ne andremo, vi lasceremo camminare per
un anno soltanto con questa promessa che avete ricevuto come
Abramo; che in questo cammino arriverete ad avere un figlio,
cioè, arriverete ad avere la felicità totale. E sarà un tempo
meraviglioso. Poi ritorneremo ed esperimenterete qualcosa di
nuovo.
Farete la stessa esperienza di Abramo: Abramo non tiene
conto di Dio e le cose gli vanno tutte storte; va in Egitto e si
mette in un macello terribile. Ma queste bastonate che riceve
sulla testa gli faranno sperimentare che quando si appoggia in
Dio, tutto gli va bene ma quando si fida di se stesso... Perché
Dio compie le sue promesse. Dio non è bugiardo. Anche tu
imparerai questo. Fsperimenterai che quello che vi abbiamo
promesso lo vedrai realizzato nella tua vita realmente.
Immaginatevi fratelli come Gesù Cristo si trova in tutta la
scrittura. Gesù Cristo è tutto quello che la scrittura annuncia.
E Abramo in fondo annuncia la Stessa cosa di Gesù Cristo, che è
la Parola di Dio fatta carne.
Dice Gesù Cristo di Abramo: ABRAMO HA VISTO IL MIO GIORNO
ED HA RISO.
221
Io vi domanderei: quando hai visto il giorno di Gesù
Cristo? I Farisei che ascoltavano dire questo a Gesù, gli
dicono: tu sei matto, non hai nemmeno quarant'anni e dici che
Abramo ha visto il tuo giorno; noi diciamo giustamente che tu
sei indemoniato, chi ti credi di essere? Che scemenze dici!
Gesù dice: Abramo ha visto il mio giorno e ha riso. Abramo
ha visto veramente il giorno di Gesù Cristo, ha visto la sua
opera. Qual'è l'opera di Gesù? Lasciarsi ammazzare dai peccati
di tutti gli uomini, entrare nella morte confidando che Dio non
lo abbandonerebbe nella fossa; e Dio lo risuscitò di tra i morti
per la nostra giustificazione. Questa è l'opera di Gesù Cristo.
Quando Abramo ha visto questo? Quando ebbe Isacco. Abramo ha
visto con i suoi occhi che il Dio di Jahvé, il Dio della
scrittura (non c'è un Dio del Vecchio Testamento e un altro del
Nuovo) dalla matrice morta di sua moglie, dalla morte, Dio trae
la vita compiendo ciò che aveva promesso. E questo ha visto, ed
ha riso.
La fede non è credere qualcosa con gli occhi bendati; non è
credere qualcosa con l'incertezza se esisterà o no. Per Abramo
la fede è prendere il figlio, stringerlo tra le braccia e
ridere. Quelli che hanno avuto figli - vi ricordate di quando
aveste il primo? - è un'esperienza strana. Bene, immaginatevi
quello che pensò Abramo quando ebbe questo figlio che sempre
aveva desiderato e che mai aveva ottenuto: immaginatevi quello
che avrà provato ad averlo ora quando lui aveva 90 anni e sua
moglie era sterile.
Tutte le donne importanti della scrittura sono donne
sterili, affinché risplenda la gloria di Dio, affinché nessuno
si possa attribuire la gloria di Dio dicendo: che è per i suoi
meriti, perché ha risposto molto bene. Affinché nessuno pensi
che è stato per i suoi meriti. Abramo non ha nulla: Dio non lo
ha eletto perché lui sia buono o migliore di qualche altro. Come
neppure ora Dio sta scegliendo te perché tu sia migliore. Anzi,
dice San Paolo, Dio sempre sceglie il peggiore per confondere il
mondo, sceglie il più peccatore e il più basso per confondere
quelli che si credono qualcuno.
Abramo ha visto il giorno di Gesù Cristo ed ha riso. Anche
tu lo vedrai e riderai. Io vi dico questo: tu in questo cammino
vedrai quello che noi ti abbiamo annunciato, che veramente la
tua vita acquisterà un senso meraviglioso, che tu potrai amare
tutti gli uomini come li ha amati Gesù Cristo, che avrai dentro
di te
222
Gesù vivente, che la tua vita avrà un senso impressionante, la
vita eterna, la shekinà; la presenza di Dio porrà la sua tenda
in te e tu sarai realmente tempio di Dio. E tutto questo
gratuitamente lo riceverai, perché Dio ti ama e ti vuole
regalare una vita meravigliosa per sempre. Questo lo
esperimenterai nel cammino catecumenale come lo hanno
sperimentato Abramo e la Vergine Maria.
Perché il cristianesimo non è una tortura. Gesù non è
venuto a torturare nessuno, non è venuto per dire: sacrificatevi
peccatori, soffrite e sopportate come io ho sofferto. Che
nessuno dica cose simili. Gesù Cristo è venuto a soffrire perché
tu non soffra, è venuto a morire perché tu non muoia: Lui sì che
muore, tu no; in modo che ti si regala gratuitamente la vita, a
te e all'ultimo disgraziato della terra, al più peccatore, al
più vizioso, all'assassino, a chiunque sia si regala una vita
eterna che non finisce mai.
Guardate quello che dice San Paolo di Abramo: "Abramo
sperando contro ogni speranza credette, e fu fatto padre di
molte generazioni", secondo quanto gli aveva detto Dio: 'Così
sarà la tua discendenza'; non vacillò nella sua fede
considerando il suo corpo già senza vigore, era già un vecchio,
aveva cent'anni, dice San Paolo, e il seno di Sara sterile. NON
VACILLO' IN PRESENZA DELLA PROMESSA DIVINA. (Dio gli aveva detto
: Io ti giuro che tua moglie avrà un figlio, benché sia sterile
e tu che sei vecchio avrai una terra. Questo giuramento Dio non
l'ha fatto ad Abramo soltanto, l'ha fatto anche a te)
L'INCREDULITA' NON LO FECE VACILLARE, ANZI LA SUA FEDE LO
RIEMPI' DI FORZA E DIEDE GLORIA A DIO PERSUASO CHE POTENTE E'
DIO PER COMPIERE QUANTO HA PROMESSO. QUESTO GLI FU COMPUTATO
COME SALVEZZA, GLI FU COMPUTATO COME GIUSTIZIA. E le Scritture
non dicono che fu computato a giustizia solamente per lui, ma
anche per noi, a cui deve essere imputata la fede, a noi che
crediamo in colui che risuscitò dai morti Gesù Cristo Signore
nostro, che fu consegnato per i nostri peccati e fu risuscitato
per la nostra giustificazione" (Romani 4).
Dice San Paolo: Abramo diede gloria a Dio. Sapete che cosa
è dare gloria a Dio? Avere questa fede di Abramo: credere che
Dio è tanto grande che può trarre da un vecchio fallito, da una
moglie sterile, la vita. Credette perché Dio lo aveva promesso.
Tu darai gloria
223
a Dio se credi che Dio può fare di te, che sei un peccatore,
lussurioso, egoista, attaccato al denaro, un figlio di Dio che
ami come Gesù Cristo. Tu credi questo? Questo lo farà Dio non
tu. PER QUESTO IL CRISTIANESIMO E' UNA BUONA NOTIZIA PER I
POVERI E I DISGRAZIATI. Il cristianesimo non esige nulla da
nessuno, regala tutto.
Il fatto che Abramo credesse che Dio avrebbe compiuto le
promesse, gli fu computato come giustificazione. Ma questo la
scrittura non lo dice solo per lui, ma anche per voi che credete
alle promesse che vi annunciamo ora: credere che Dio è capace di
trasformare la tua vita, credere che Dio ti ama tanto che può
fare di te un uomo nuovo, credere che Cristo è morto per i tuoi
peccati e che risuscitò per la tua giustificazione.
Gesù Cristo è risorto per dimostrare che i tuoi peccati
sono perdonati, perché vivente e risorto possa vivere dentro di
te e ti possa perdonare. Perché Lui si è fatto peccato al posto
tuo. Se Lui si è fatto peccato al tuo posto è pure morto e
risorto al tuo posto, ed ora che è risorto vuole venire a
donarti la sua stessa vita. Vi abbiamo annunciato fratelli che
il primo uomo si chiama anima vivente; il secondo, GESU'
RISORTO, SPIRITO CHE DA' VITA. Cristo è stato costituito
primogenito di una nuova creazione. Gesù Cristo può dare la
vita. Anche voi state per essere trasformati in Spiriti che
danti la vita, e potrete dare la vita agli uomini, come, in
questo momento, io sto dando la vita a voi, attraverso la Parola
di Dio depositata in me, come Lui, il Signore, la depositerà in
voi e darete la vita ad altri fratelli.
Questo spirito che dà vita, che è Gesù Cristo, non è un
individuo isolato; Gesù è l'amore totale a tutti gli uomini. Per
questo la migliore forma di comprendere la nuova creazione che
Dio ha fatto, è la Chiesa, è la Comunità. Perché Gesù, questo
uomo nuovo, ama in modo tale che ha una nuova dimensione, il
primogenito di una nuova creazione che Dio vuole fare in Lui per
molti uomini: anche per te. Vuole che tu abbia questa nuova
vita. Gesù risorto sta in un posto che Dio ha preparato per te e
per me, perché la tua vita abbia una direzione ed un senso
meraviglioso. Ma Dio non vuole che la tua vita acquisti questo
senso alla fine, ma già da oggi. E per questo ti aiuta dicendoti
quello che è la fede, ti sta illuminando oggi su quello che sarà
il tuo cammino.
Come Abramo, Dio ti sta chiamando da Ur. E ti sta
promettendo qualcosa. Dovrai metterti a camminare. E
224
succederà con te la stessa cosa che è successa ad Abramo:
nascerà questo figlio. Forse qualche volta dovrà anche essere
provata la tua fede, perché forse anche tu ti attacchi troppo
alla tua fede. Dio dice ad Abramo: Prendi tuo figlio Isacco e
sali al monte e sacrificamelo qui. E' Dio che glielo dice.
Molti hanno una idea di Dio molto sdolcinata. Pensano che
Dio è "buonino" secondo il loro modo di vedere. Siamo ingannati
dalle false immaginette della prima comunione. Una signora mi
diceva: Ah, quando lei parla così soavemente, mi ricorda Gesù
Cristo, ma quando si mette a gridare no.... Perché noi crediamo
che Gesù Cristo era sciropposo, di zucchero, così, con le
sopracciglie ritoccate e la mano così... State attenti! Stiamo
per demistificare alcune idee di Dio, altrimenti non possiamo
capire il Dio della Bibbia che è lo stesso Dio che si è
manifestato in Gesù, che è un Dio potente. Gesù Cristo si
arrabbia e dice ai Farisei: razza di vipere, perché siete tutti
sepolcri imbiancati all'esterno, ma di dentro piene di porcherie
e di carogne. Non credo che per dire questo parlasse così
dolcemente...
Voglio dire con questo che forse abbiamo un concetto di Dio
particolare e diciamo: com'è che Dio chiede a un padre di
sacrificare suo figlio? Non lo possiamo capire, perché noi
vogliamo farci un Dio dolcino: Dio è come piace a Lui, non deve
essere come vuoi tu. Perché Dio è superiore a te, ti trascende.
Tu non puoi mettere nella tua piccola testa Dio, perché se Dio
entrasse nella ragione, non lo serviresti, perché nessuno serve
ad uno più piccolo di lui. Noi possiamo possedere Dio solo nella
misura massima possibile: cioè nella speranza.
Dio comanda ad Abramo: "Sali al monto Moria e sacrificami
il tuo figlio". Perché Abramo, che è amato da Dio, si è messo in
una posizione tale che stava cominciando a dubitare, ed era
capace di non fare la volontà di Dio, per l'amore esclusivo che
aveva a questo figlio. Cosa che può succedere a te.
Guardate se è lo stesso Dio quello dell'Antico Testamento e
quello del Nuovo Testamento. Se Dio dice ad Abramo di
sacrificare suo figlio, pensate che cosa dice Gesù Cristo: "Chi
non rinunzia a suo figlio, a suo padre, a sua madre, a sua
moglie, alla sua stessa vita, non può essere mio discepolo".
"Chi non odia suo padre non è degno di me". Questa traduzione
'odiare' è letterale. Gesù ha parlato paradossalmente con questa
espressione. Chiunque ponga qualcosa al di sopra di Gesù Cri
www.
geocities.com/Athens/Delphi/6919
225
sto e della sua volontà, riconosce un idolo come massimo dio,
come unica verità. E quindi porrà sempre in primo piano l'amore
che ha per se stesso o per sua moglie. E se Dio dice: Vai lì, e
tu dici: ma mia moglie dice di no... e siccome l'amore alla
moglie è superiore, non obbedierai a Dio. Quindi Dio è tua
moglie.
La stessa cosa succede ad Abramo con suo figlio.
E l'unico modo che ha per salvarsi è fare quello che gli chiede
Dio. Perché Dio non gli ha promesso, solo questo figlio, ma
anche una discendenza più numerosa delle stelle del cielo. Ma
incomincia a pensare: se tutto questo è stata una casualità e
Dio non esiste? Perché forse anche qualche altro vecchio come me
può avere un figlio. Abramo è attaccato a suo figlio e la
situazione è pericolosa. Ma siccome Dio lo ama purificherà la
sua fede, darà un nuovo impulso alla sua fede. E Abramo
obbedisce.
Dio inizia a salvare Abramo partendo dai suoi stessi
presupposti: che sono i suoi desideri di avere un figlio e una
terra. Forse anche con te Dio ha incominciato ad aiutarti
dandoti una famiglia e dei figli e denaro. Ma la felicità che
Dio ti vuole dare è molto più grande, va molto al di là.
Uno dei problemi che Dio ha con te e con me è che la
felicità che noi chiediamo è quella che noi immaginiamo, e
capita che la felicità che Dio vuole darti è molto più grande e
non la possiamo immaginare neppure. Dio lotta con questo. Ma
via! Se l'unica felicità che Dio ci ha preparato fosse quella
che noi pensiamo! Per questo l'uomo costantemente appiattisce e
rimpicciolisce la sua vita. Per questo Dio viene continuamente
in aiuto dell'uomo. E quando tu dici: io sono già felice, ho una
buona carriera e un buon posto, ho dei figli meravigliosi e
molto denaro, ho una macchina straniera e anche una casa per la
villeggiatura, ha già tutto....
Bene: forse il sesto ti nasce subnormale. O un tuo figlio
si uccide con la moto che gli ha comprato quando finì la scuola.
Dio non può permettere che ti appiattisca e ti
rimpicciolisca, che ti imborghesisca in una vita meschina e
piccolina quando è molto più al di là quello che Dio desidera
darti. Non vuole che ti sieda, vuole farti camminare più in là.
Vuole condurti a interrogarti sulla vita.
La felicità che Dio vuole darti è molto più grande; forse
questa idea che ti sei fatto di quello che vuoi ti
226
sta impedendo di avere una maggiore felicità, perché ti
accontenti con della spazzatura. Ti accontenti di essere uno
schiavo. Questo succedeva anche al popolo di Israele che era
schiavo in Egitto e non voleva seguire Mosè: si adatta ad essere
schiavo. Per questo Dio non permette che l'uomo si paralizzi e
per mezzo di certi avvenimenti lo mette in movimento. Ho visto
un film giapponese di Kurosava: Ikiru (vivere). E' un uomo che
tutta la vita ha lavorato, tret'anni in un ufficio. Non si è
preoccupato d'altro che di fare questa vita routinaria di
lavoro. Vive con i suoi due figli, solo, perché la moglie è
morta. Vive solamente per i suoi figli perché è l'unica cosa che
ha. Sapete che gli succede? Va dal medico e risulta che ha un
cancro allo stomaco. Si sente disfatto. Va a casa sua e senza
accendere la luce resta seduto su una poltrona preso dai suoi
pensieri. Allora entrano i suoi due figli che stanno parlando di
quando morirà il loro padre per poter ereditare i risparmi.
Improvvisamente tutta la sua vita è distrutta. Tutto quello che
ha fatto non gli è servito a nulla perché i suoi figli non lo
hanno mai amato. Tutto quello che ha risparmiato non gli serve
ora che ha il cancro e gli restano pochi mesi di vita. Tutto gli
crolla addosso. Allora pensa a vivere e a godere fino alla
morte.
Abramo obbedisce e sale al monte. Il figlio domanda: dov'è
la vittima? E Abramo dice: Dio provvederà.
Questa è una Parola di Dio. Immaginatevi questo povero
vecchio che sarà andato con il cuore distrutto. Avrà detto:
com'è possibile che Dio mi comandi questo? Com'è che mi può
comandare di distruggere mio figlio? Questo paradosso obbliga
Abramo a trascendere la sua ragione: non capisce nulla, ma pensa
che Dio è potente e provvederà.
San Paolo dice: Abramo pensava che Dio è così potente da
poter risuscitare suo figlio. Per questo l'uomo che ha fede
quando gli muore un figlio non gli succede niente. Sa confidare,
non si affanna perché le cose vadano come vuole lui. Tutti noi
vogliamo che ci spieghino quello che succede; vogliamo che Dio
sia al nostro servizio. Abramo dice: Dio provvederà.
Questa è una Parola di Dio. Come provvede Dio? Dio di
fronte all'avvenimento di morte provvede un agnello; immaginate
che avvenimento di morte ha sbramo: deve sacrificare suo
figlio... ma Dio provvede un agnello. L'AGNELLO DI DIO CHE
TOGLIE IL PEC
www.
geocities.com/Athens/Delphi/6919
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LATO DAL MONDO. Gesù Cristo è l'agnello di Dio che ha provveduto
per i tuoi avvenimenti di morte. Immagina che domani la tua
fidanzata rompe con te, questo ti lascia distrutto. Perché Dio
permette questo? Perché Dio permette che mia moglie abbia un
cancro? Perché' Dio permette che questo mio figlio muoia? Perché
là morte e la sofferenza? Tu esigi che questo venga spiegato
perché non lo capisci. La croce è il simbolo della morte. E la
gente dice: perché, se Dio è tanto buono, permette che i bambini
muoiano di fame? LA CROCE SCANDALIZZA IL MONDO.
La croce è quello che ci distrugge. Le croci che tu hai
ogni giorno: il lavoro che non ti piace, che non hai soldi, che
devi vivere con tua suocera, tutto quello che ti distrugge è la
tua croce.
E di fronte alla croce qual'è la risposta che Dio ha dato?
Farla gloriosa. La croce è gloriosa e luminosa. Perché Dio
provvede. Perché Gesù dice: tutto è scritto. PERCHE' IL SIGNORE
DALLA MORTE E DAL MALE TRAE LA VITA E IL BENE. PERCHE' DIO HA
PROVVEDUTO ALLA TUA CROCE, ALL'AVVENIMENTO DI MORTE CHE TU NON
CAPISCI: GESU' CRISTO RISORTO; IN LUI QUESTA CROCE NON TI UCCIDE
PIU',MA TI GLORIFICA.
Perché sappiamo che la morte è stata distrutta. Chi ha la
vita eterna e sa che non muore, che gli vengano croci, che gli
vengano malattie e sofferenze, sa che non muore. Che gli venga
una guerra: lui tranquillo con pace e con allegria. Questo ve lo
assicuro io. Io ho visto una donna di trent'anni a letto per
tutta la vita, più felice di me. E ho visto un lebbroso senza
fede che si è suicidato.
La croce è la pietra angolare. Per alcuni è roccia su cui
innalzano la loro casa. Per altri è la pietra che cade loro
addosso e li distrugge. Alcuni a causa sua si suicidano ed altri
in essa vedono il volto di Dio, perché attraverso di essa
scoprono che sono limitati, che essi non possono nulla, ma che
c'e uno che li salva. Abramo aveva una croce molto più grande in
Ur. Attraverso di essa ha potuto scoprire che Dio esiste ed è
quello che ai vecchi, ai falliti, ai morti, ai peccatori e agli
idioti li aiuta e li salva gratuitamente.