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    Predefinito Tasse e crescita economica

    Molti sostenitori del cdx argomentano che le riduzioni fiscali stimolano la crescita economica. La loro idea "semplice" è che meno tasse generino automaticamente maggiore spesa da parte degli attori economici fondamentali, ovvero famiglie e imprese, stimolando così la produzione e l'occupazione. In realtà le cose stanno diversamente. Una riduzione fiscale, anche consistente, delle aliquote d'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società, può generare in sè un'aspettativa di minori costi fiscali futuri contribuendo a migliorare la fiducia degli attori economici e la loro spesa per consumi ed investimenti, ma può anche essere in tutto o in parte inefficace o anche dannosa. Vediamo perchè.

    1) In presenza, ad esempio, di un mercato del lavoro con un'elevata percentuale di lavoratori precari senza ammortizzatori sociali ed investimenti adeguati in capitale umano, la spesa potrebbe non aumentare a sufficienza o non aumentare affatto, poichè se, poniamo, abbiamo due lavoratori che percepiscono entrambi 1.200 euro mensili, ma uno è un lavoratore a tempo determinato nel settore privato e un altro a tempo indeterminato nel settore pubblico, il primo lavoratore tenderà ad avere una propensione alla spesa più bassa del secondo, poichè tenderà a risparmiare di più per far fronte a rischi futuri di perdita del posto di lavoro. Inoltre, una dinamica del costo del lavoro favorevole alle imprese grazie all'impiego massiccio di contratti a progetto e simili, tenderà in generale a diffondere sfiducia nel futuro tra i lavoratori e farà crescere molto lentamente la domanda per consumi.

    2) La scarsa o mediocre qualità percepita dei prodotti nazionali da parte dei consumatori potrà generare effetti nulli sulla crescita, anche in caso di incremento della spesa per consumi dovuta a riduzioni fiscali, poichè la spesa aggiuntiva può indirizzarsi per intero verso prodotti importati, cancellando l'effetto espansivo della riduzione fiscale.

    3) L'incremento di deficit pubblico indotto dalle riduzioni fiscali, può generare spinte al rialzo dei tassi di interesse che riducono l'effetto espansivo delle riduzioni stesse.

    In definitiva, riduzioni fiscali attuate in un contesto di aspettative future in declino per famiglie e imprese, può essere del tutto inefficace, poichè la maggiore liquidità aggiuntiva può anche essere non spesa (aumenta cioè la "preferenza per la liquidità"), soprattutto se l'inflazione è bassa. Inoltre, se non è indicata la copertura finanziaria dei tagli fiscali, il maggiore disavanzo di bilancio può eliminare in tutto o in parte l'effetto espansivo dei tagli (effetto di c.d. "spiazzamento") attraverso la crescita dei tassi di interesse. Queste sono solo alcune delle numerose controindicazioni dei tagli fiscali, che costituiscono, implicitamente, una critica alle politiche di sostegno della domanda aggregata, e suggeriscono di occuparsi invece dell'offerta aggregata, attraverso l'eliminazione dei mercati protetti e lo sviluppo della concorrenza come fattore di innovazione e crescita, a cui va associato un processo di rigorosa riqualificazione della spesa pubblica e la creazione di incentivi agli investimenti produttivi e disincentivi a quelli puramente speculativi nel settore privato.

  2. #2
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    Predefinito

    1) In presenza, ad esempio, di un mercato del lavoro con un'elevata percentuale di lavoratori precari senza ammortizzatori sociali ed investimenti adeguati in capitale umano,
    condizioni che in Italia non esistono, se neghi non conosci i dati.

    La scarsa o mediocre qualità percepita dei prodotti nazionali da parte dei consumatori potrà generare effetti nulli sulla crescita,
    tant'è che in Italia è spesso prodotta "merce di qualità" in genere coperta anche da marchi. Se comprano roba estera migliorano l'andamento degli esercizi commerciali che la trattano e delle aziende di import export, dunque comunque c'è effetto positivo.

    3) L'incremento di deficit pubblico indotto dalle riduzioni fiscali, può generare spinte al rialzo dei tassi di interesse che riducono l'effetto espansivo delle riduzioni stesse.
    infatti le riduzioni si fanno tagliando la spesa. Se pero' vi sono le condizioni per politiche che migliorino in definitiva la "sostenibilità" del deficit, poichè ad esempio producono aumenti strutturali del gettito pur se dilazionati nel tempo, allora la politica puo' essere giustificata eccome, vedasi Reaganomics.

    Nè è legittimo pensare che sia necessario pompare "i consumi" è necessario pompare CIO' che il mercato crede sia meglio pompare, dunque se la tassazione risparmiata va in risparmi perchè le famiglie son sovraesposte questo è cosa buona e positiva, poichè alzerà mettiamo gli investimenti in azioni o in case.

    In ogni caso poco importa "dove si taglia" ciò che è certo è che la diminuzione della Pressione Fiscale eleva la resistenza del sistema agli shocks e in generale migliora fortemente lo sviluppo economico.
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    condizioni che in Italia non esistono, se neghi non conosci i dati.
    Si tratta precisamente della condizione del mercato nazionale del lavoro italiano dopo il 1998.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    tant'è che in Italia è spesso prodotta "merce di qualità" in genere coperta anche da marchi. Se comprano roba estera migliorano l'andamento degli esercizi commerciali che la trattano e delle aziende di import export, dunque comunque c'è effetto positivo.
    La perdita di competitività delle imprese italiane in rapporto non solo - e ovviamente - con le imprese dei NIC, ma anche con le imprese europee dimostra che il problema dal lato dell'offerta esiste. La crescita zero in presenza di alcune riduzioni fiscali lo dimostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    infatti le riduzioni si fanno tagliando la spesa. Se pero' vi sono le condizioni per politiche che migliorino in definitiva la "sostenibilità" del deficit, poichè ad esempio producono aumenti strutturali del gettito pur se dilazionati nel tempo, allora la politica puo' essere giustificata eccome, vedasi Reaganomics.
    Pura ideologia neoconservatrice! La curva di Laffer! Assolutamente smentita dalla ricerca empirica. Funziona - in parte -solo nel caso dei NIC.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    Nè è legittimo pensare che sia necessario pompare "i consumi" è necessario pompare CIO' che il mercato crede sia meglio pompare, dunque se la tassazione risparmiata va in risparmi perchè le famiglie son sovraesposte questo è cosa buona e positiva, poichè alzerà mettiamo gli investimenti in azioni o in case.
    Che significa?!! Se le risorse non affluiscono al circuito produttivo dell'economia la riduzione fiscale non serve a nulla. Aumenterà solo la preferenza per la liquidità che gli speculatori utilizzeranno ciclicamente per operazioni finanziarie e immobiliari. L'eguaglianza risparmi = investimenti è falsa.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    In ogni caso poco importa "dove si taglia" ciò che è certo è che la diminuzione della Pressione Fiscale eleva la resistenza del sistema agli shocks e in generale migliora fortemente lo sviluppo economico.
    I test empirici - guarda i dati Eurostat in merito - smentiscono queste ipotesi, basta correlare il tasso di crescita del PIL con la pressione fiscale per dimostrare che non esiste alcuna relazione inversa tra sviluppo economico e pressione fiscale.

  4. #4
    Fiamma dell'Occidente
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    tu hai scritto:
    In presenza, ad esempio, di un mercato del lavoro con un'elevata percentuale di lavoratori precari
    io ho scritto:
    condizioni che in Italia non esistono, se neghi non conosci i dati.
    Tu hai scritto:
    Si tratta precisamente della condizione del mercato nazionale del lavoro italiano dopo il 1998.
    Vediamo... Ti riferisci alla legge 196 del 1997. http://www.parlamento.it/leggi/97196l.htm
    Intanto hai sbagliato riferimento temporale per l'inizio della tua filippica, poichè la crescita degli occupati a tempo determinato sul totale è partita ben prima. Nel 1984 erano al 5%, nel 1996 erano all'8%, nel 98 sono arrivati al 9%, nel 2006 sono al 12,3%. A tutt'oggi la "elevata percentuale" esiste solo nella tua testa. Infatti:
    Oggi siamo nel 2006, a 9 anni dalla Treu e a 3 dalla Biagi: occupati a tempo indeterminato: 87,6% del totale. [Dati MEF] Dunque non sai di che parli, o hai una concezione di "elevata percentuale" analoga a quella di Rutelli che parlasse della Margherita come di un "grande partito". Informati o ricalibra le dimensioni della tua percezione su gradazioni umane, grazie.

    La curva di Laffer! Assolutamente smentita dalla ricerca empirica.



    Non sai nuovamente di che parli, temo. Informati.
    http://www.heritage.org/Research/Taxes/bg1765.cfm

    L'eguaglianza risparmi = investimenti è falsa.
    Non negherai la relazione. Se posso passare la considerazione sulla "non eguaglianza" non posso accettare la "totale scorrelazione", dipende anche qui da quanto il sistema è sovraesposto creditiziamente o no. Sottolineo che un sistema sovraesposto è un sistema meno resistente agli shocks, dunque la diminuzione fiscale "non consumata dagli operatori" nel senso di una minore sovraesposizione indotta è fattore di "consolidamento" non di "neutralità".

    Io ho detto:

    In ogni caso poco importa "dove si taglia" ciò che è certo è che la diminuzione della Pressione Fiscale eleva la resistenza del sistema agli shocks e in generale migliora fortemente lo sviluppo economico.
    Tu hai detto:

    I test empirici - guarda i dati Eurostat in merito - smentiscono queste ipotesi, basta correlare il tasso di crescita del PIL con la pressione fiscale per dimostrare che non esiste alcuna relazione inversa tra sviluppo economico e pressione fiscale.
    Non mi piace discutere se l'intervento altrui è una presa in giro logica. Non tutti i paesi hanno eguale struttura. I dati empirici come quelli che citi sul tema per smentirmi sono dunque inutilizzabili, poichè non comparabili. A condizioni di eguale normazione entità e distribuzione dell'intervento pubblico in economia negli stati presi in esame la mia tesi si confermerebbe valida. Resta il fatto inevitabile che i tagli fiscali, nonostante si sia in un paese assurdo ed a Stato ipertrofico come l'Italia, rechino comunque vantaggi economici in termini di sviluppo, è stato in proposito calcolato da esperti che l'effetto di un taglio irpef di 6 miliardi sul nostro sistema sia stimabile in un +0,26% di crescita sul pil. La stima è girata su tutti i giornali, anche quelli di sinistra come argomentazione usata anche "contro" il taglietto di berlusconi (peraltro anche più contenuto), perchè "minimo, dunque inutile al rilancio". In Italia l'inversa relazione è dunque accettata da tutti, destra e sinistra. Tutti tranne te, direi, che citando dati incomparabili pretendi di smentirmi. Informati con dati migliori... Riguardo alla resistenza agli shocks io sottolineo che il tempo di variazione dell'allocazione delle risorse di un C.D.A. o quella di un singolo taxpayer è sicuramente inferiore a quello di un Parlamento o Governo. Dunque maggiore è la grandezza del settore di economia allocato secondo legge tanto maggiori sono i tempi di riallocazione, dunque minore la flessibilità e indi la resistenza del sistema allo shock. Puntualizzata questa evidenza teorica che non ha bisogno di dimostrazione pratica (la finanziaria si fa ogni anno, al massimo si fa una manovra bis, in casi tragici due, la decisione di una azienda o di un privato cittadino si fa in breve lasso e continuamente), il tuo discorso cade quado ci si rende conto che la pressione fiscale è esattamente "il peso" dello Stato, dunque la sua dimensione come "decisore inefficiente" nei confronti della riallocabilità delle risorse.

    Il termine "liberaldemocrats" sotto il tuo nome mi puzza, viste le considerazioni che fai. Considero normalmente la liberaldemocrazia una specie bastarda del liberalismo, spero che tu non venga ad allinearti al mio consueto giudizio. L'economia non è la terra degli esperimenti keynesiani ma la reale vita delle persone. Auspicherei che fosse RISPETTATA.
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Aldebaran
    2) La scarsa o mediocre qualità percepita dei prodotti nazionali da parte dei consumatori potrà generare effetti nulli sulla crescita, anche in caso di incremento della spesa per consumi dovuta a riduzioni fiscali, poichè la spesa aggiuntiva può indirizzarsi per intero verso prodotti importati, cancellando l'effetto espansivo della riduzione fiscale.
    .
    eppoi magari andiamo tutti in coda dalla Auchan, cantando, a comperare i "pelati" di importazione cinese !!!
    Se il mio verduriere guadagna,... io guadagno di riflesso ( nel mio settore, qualunque esso sia ). No alla grande distribuzione !

  6. #6
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    L'ho letto tre volte ma fatico a caipre. Praticamente se il tuo discorso fosse vero l'economia crescerebbe col 60-70% di tasse sul reddito e con dazi doganali pari al 50% del valore del prodotto, anche se importati dall'EU...
    Insomma, che discorso è? Posso anche capire che uno tenti di contestare l'aumento delle tasse con la mancata erogazione di particolari servizi - scuole, sussidi di disoccupazione e così via - ma dire che un operaio a tempo determinato conserverebbe la liquidità (cosa che comunque non sarebbe male) o che si comprerebbero prodotti esteri (il tutto ovviamente non supportato da dati) mi sa un po' di discorso campato in aria. Per ora parlano i fatti: nessuno stato può pretendere da un cittadino il 40% o più di tasse. È come lavorare 4,5-5 mesi per lo Stato...

  7. #7
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    Eh già ma si sente un certo silenzio in questo 3d, chissà perchè...
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    Eh già ma si sente un certo silenzio in questo 3d, chissà perchè...
    Ronnie non avevi bisogno di scomodare il passato remoto di Reagan... bastava fargli presente che dopo il taglio alle tasse di Bush nel 2003 il gettito fiscale USA e' aumentato del 7.20 e del 14.70% negli anni successivi.... (possibile visitare e vedere i dati sul sito del tesoro USA..)
    Oppure bastava fargli presenete l'incremento del gettito OVUNQUE nell' Europa dell' Est in questi anni dove sia stata introdotta la Flat Tax, oppure che dire di Hong Kong e della sua Alternative Minimun Tax in vigore da decade... insomma.... qui straparlano senza avere basi per farlo....

  9. #9
    Fiamma dell'Occidente
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    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Ronnie non avevi bisogno di scomodare il passato remopto di Reagn...bastava fargli presente che dopo il taglio alle tasse di Bush nel 2003 il gettito fiscale USA e' aumentato del 7.20 e del 14.70% negli anni successivi.... (possibile visitare e vedere i dati sul sito del tesoro USA..)
    Oppure bastava farlgi presenete l'incremento del gettito OVUNQUE nell' Europa dell' Est in questi anni dove sia stata introdottola Flat Tax, oppure che dire di Hong Kong e della sua Alternative Minimun Tax in vigore da decade... insomma.... qui straparlano senza avere basi per farlo....
    vero, pero' quei due grafici così belli erano ottimi per lo scopo.... eppoi non mi va di faticare, con tutte le affermazioni pseudoeconomiche che ho sentito è apparsa chiara subito la natura "liberaldemocratica" del soggetto...
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    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Ronnie non avevi bisogno di scomodare il passato remopto di Reagn...bastava fargli presente che dopo il taglio alle tasse di Bush nel 2003 il gettito fiscale USA e' aumentato del 7.20 e del 14.70% negli anni successivi.... (possibile visitare e vedere i dati sul sito del tesoro USA..)
    Oppure bastava farlgi presenete l'incremento del gettito OVUNQUE nell' Europa dell' Est in questi anni dove sia stata introdottola Flat Tax, oppure che dire di Hong Kong e della sua Alternative Minimun Tax in vigore da decade... insomma.... qui straparlano senza avere basi per farlo....
    Io credo che un punto di Aldebaran sia importante: il pericolo che i maggiori consumi si riversino in maggiori importazioni se la nostra produzione è lontana dalla frontiera tecnologica, come è.
    E parzialmente, c'è effettivamente la questione dell'aumentata preferenza per la liquidità e del maggiore risparmio. In USA in seguito ai tagli alle tasse ci fu un aumento del gettito delle tasse sul capital gain, anche perchè c'era effettivamente una tassazione al 20%, qui invece è molto più bassa, il recupero di gettito tramite quello sul capital gain non sarebbe compensativo.
    Against all odds

 

 
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