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  1. #1
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Predefinito Rifondazione a Milano...

    ...sostiene il candidato sindaco Bruno Ferrante, già nostro prefetto.
    Io non lo voglio votare, almeno al primo turno.
    Non voglio votare la Moratti, ci mancherebbe.
    Vorrei dare un voto di protesta al primo turno e se si andasse al ballottaggio turarmi il naso e votare Ferrante.
    Al primo turno potre quindi votare Vangeli...
    http://xoomer.virgilio.it/listacomun...ano%202006.htm
    Qualcuno li conosce e mi sa dire qualcosa di più?

  2. #2
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    Predefinito Chi sono i Carc

    Che cosa sono i CARC, a cui ti riferisci vedi:
    http://www.pmli.it/chesonoicarc.html

    Sull'indagine sui Carc e il "nuovo partito comunista clandestino"
    IL MARXISMO-LENINISMO NON C'ENTRA. SONO SOLO DEI PROVOCATORI AL SOLDO DELLA REAZIONE

    http://www.pmli.it/carcsonoprovocatori.html


    E' una forzatura del tutto fuori tempo, la scelta estremista dei Carc di appoggiare e propagandare sulle proprie riviste un partito dalla forma clandestina, il fantomatico "(nuovo) Partito comunista'', che starebbe per formarsi e al cui vertice c'è, per loro stessa ammissione, l'avventurista Giuseppe Maj, già dirigente dei Carc e attualmente resosi irreperibile. Non si puo' essere assolutamente d'accordo col partito clandestino in questa fase, a maggior ragione perché esso assume la forma di piccolo gruppo staccato dalle masse: il Partito del proletariato deve invece contrastare e combattere la seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista, e il governo del neoduce Berlusconi alla luce del sole, per elevare il livello di coscienza politica delle masse e porsi come punto di riferimento per la costruzione del socialismo in Italia; bisognerebbe utilizzare ogni spazio legale a nostra disposizione per portare avanti questa battaglia, e criticare aspramente chi manda allo sbaraglio e brucia prematuramente in avventure controproducenti la parte migliore del proletariato, costruendo misteriosi quanto impalpabili partiti occulti.
    Le masse popolari oggi rifuggono e guardano con sospetto a questi progetti, e con questi progetti è impossibile perciò conquistarne la fiducia e quindi far capire che questo governo e la seconda repubblica neofascista sono oggi il nemico principale da sconfiggere. Le masse non si risvegliano con la lotta clandestina di piccolo gruppo, bensì con la lotta di classe, combattendo a viso aperto nei luoghi di lavoro e di studio e nelle piazze contro i padroni e i loro governi centrale, regionali e locali. Chi ha un bagaglio teorico alle spalle sa che un partito nato a priori clandestino non è certo frutto della concezione marxista-leninista-maoista, e quindi la propaganda che i Carc fanno a questo fantomatico partito segreto è del tutto inconciliabile col marxismo-leninismo-pensiero di Mao, con la via dell'Ottobre, col socialismo e con il comunismo: i Carc si comportano, in pratica, esattamente come gli "ultrasinistri'' si comportavano nell'Urss ai tempi di Lenin e di Stalin. Non servono dunque partiti occulti, né dirigenti clandestini che vivono in completo isolamento distaccati e slegati dalle masse, e anche la storia ci insegna che non sarà mai un piccolo gruppo clandestino a cambiare le sorti del proletariato e a cancellare lo sfruttamento capitalista per realizzare il comunismo perché è solo la lotta di classe delle masse lavoratrici e popolari, guidata da un Partito sinceramente marxista-leninista come il PMLI, che potrà dar luogo a quel grande processo di liberazione rappresentato dalla rivoluzione socialista!
    Del resto, che il fantomatico "(nuovo) partito comunista'' non sia un vero partito marxista-leninista e maoista, si comprende anche dal fatto che tale sedicente partito si richiama nei suoi scritti esplicitamente a Gramsci, in ciò emulato pedissequamente, guarda caso, da uno dei gruppi appartenenti ai Carc, che del rinnegato revisionista porta addirittura il nome. Inutile qui dilungarsi sulla figura di Gramsci, sulla sua filosofia mutuata dal crocianesimo, sulle sue teorie liberal-riformiste, sul suo interventismo all'inizio della prima guerra mondiale (in compagnia nientemeno che di Mussolini): basti solo ricordare le sue tesi che sostituivano i Consigli al Partito, l'insistere sul "blocco storico'' anziché sulla lotta di classe, lo stravolgimento della dittatura del proletariato in una gradualistica "egemonia'' e la sostituzione dell'insurrezione rivoluzionaria con una riformista "guerra di posizione'', per citare solo le aberrazioni revisioniste più eclatanti.
    Ma dei Carc indigna molto anche il loro tentativo di partecipare alle ultime elezioni politiche: a questo riguardo il Partito marxista-leninista italiano è stato sempre molto chiaro: il socialismo non passa dal Parlamento e chi partecipa al Parlamento borghese, volente o nolente, ne frena la disgregazione impedendo lo slancio rivoluzionario del movimento operaio e popolare. L'astensionismo elettorale è invece una potente arma che i rivoluzionari devono utilizzare per rafforzare e sviluppare l'opposizione di classe anticapitalista, ed è ormai divenuto un fenomeno diffuso a livello di massa, giunto ad interessare persino il Nord e le regioni del Centro: esso rappresenta un chiaro segnale di sfiducia verso le istituzioni e i partiti del regime che spetta ai marxisti-leninisti qualificare ulteriormente facendogli compiere quell'ulteriore salto di qualità, che lo trasformi in dissenso militante e anticapitalistico e in lotta aperta per il comunismo.
    Anche le posizioni dei Carc in politica estera sono profondamente sconcertanti e irritati: essi anche in questa occasione non hanno smentito il loro ultrasinistrismo, apoggiando esplicitamente sulle loro riviste movimenti armati di matrice estremista e avventurista in Perù e Nepal. In questi paesi si sono sviluppati movimenti che si autodefiniscono marxisti-leninisti, ma che in realtà rappresentano un'espressione della piccola borghesia rivoluzionaria che, impaziente di fare la rivoluzione, tralascia il fondamentale, duro lavoro di radicamento tra le masse per educarle al comunismo, elevarne la coscienza politica e prepararle alla rivoluzione, e si getta invece a capofitto in avventure suicide che portano solo danni al proletariato. I Carc, evidentemente, non comprendono che, come diceva il compagno Mao: "Il popolo e solo il popolo, è la forza motrice che crea la storia del mondo''. Il Partito marxista-leninista italiano (PMLI)ha invece da sempre combattuto la lotta armata di piccolo gruppo, sia essa del Perù o delle sedicenti BR italiane, perché si contrappone alla strategia della rivoluzione socialista bruciando importanti forze rivoluzionarie, e finisce inevitabilmente per essere infiltrata o manipolata o strumentalizzata dalla borghesia per i suoi fini di potere politico. La lotta armata di piccolo gruppo giova esclusivamente ai governi della borghesia, che possono così prenderla a pretesto per cancellare le residue libertà democratiche-borghesi, fascistizzare le istituzioni, militarizzare il Paese e quindi cercare di contenere e arrestare la crescente ribellione delle masse al suo strapotere e al suo operato antidemocratico, antipopolare, antisindacale. Bisogna quindi evitare di cadere nell'avventurismo, e non anticipare i tempi di uno scontro, certamente inevitabile, che deve però avvenire nel momento in cui le masse sono decise all'azione. La violenza di piccolo gruppo isola le avanguardie rivoluzionarie dal grosso delle masse proletarie, ne facilita l'accerchiamento, la disgregazione e la sconfitta da parte della classe dominante borghese e del suo braccio armato, come avvenuto in Italia negli anni '80.
    Per concludere il compito delle avanguardie rivoluzionarie è quello di creare le condizioni politiche, sociali e organizzative per lanciare la rivoluzione e vincerla, combattendo sia il riformismo, il pacifismo, l'elettoralismo, il parlamentarismo, la seconda repubblica neofascista e il governo Berlusconi, ma anche l'avventurismo e l'''ultrasinistrismo" come quello dei Carc. E' sbagliato sottovalutare l'influenza nefasta che certi gruppi "ultrasinistri'' possono esercitare nei confronti dei rivoluzionari sinceri e in buona fede che credono di trovare nei Carc e nel "nuovo partito comunista'' clandestino la risposta giusta alla loro sete di giustizia sociale, di libertà dal capitalismo e dall'imperialismo. E' perciò interesse comune di tutti gli autentici comunisti contrastare ideologicamente le posizioni sbagliate e controproducenti dei Carc, affinché le forze più sincere dell'antagonismo di classe si saldino attorno al vero Partito marxista-leninista del proletariato, il PMLI.

    <http://www.pmli.it>

  3. #3
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    carc. personalmente li trovo piuttosto (!!!) settari e un tantino antistorici.

    per dare un voto di protesta al primo turno, comunque, fossi in te voterei gli umanisti

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da assata
    carc. personalmente li trovo piuttosto (!!!) settari e un tantino antistorici.

    per dare un voto di protesta al primo turno, comunque, fossi in te voterei gli umanisti
    Umanisti no grazie.

  5. #5
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  6. #6
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    Le masse popolari hanno cacciato la banda Berlusconi!
    Ora dobbiamo mobilitarci contro le misure antipopolari del nuovo governo della borghesia!
    Comunicato 11 aprile 2006 della Direzione Nazionale


    Le masse popolari hanno cacciato la banda Berlusconi! Ora dobbiamo mobilitarci contro le misure antipopolari del nuovo governo della borghesia!

    La sconfitta della banda Berlusconi è un grande risultato per le masse popolari del nostro paese ed è una sconfitta per i reazionari nostrani e del resto del mondo (in particolare per il loro capo Bush).

    La vittoria del circo Prodi è stata una vittoria risicata, indice della scarsa fiducia che le masse popolari nutrono per questa coalizione borghese e della poca differenza programmatica che esiste tra i due schieramenti. Ancora una volta, come nel 1994, la soluzione politica che parte della borghesia (Confindustria, Corriere della Sera, gruppi imperialisti filo franco-tedeschi), aveva preparato con cura (il circo Prodi) non ha ottenuto il desiderato consenso delle masse popolari.

    La sconfitta della banda Berlusconi, l’incerta maggioranza al Senato, la buona affermazione dei partiti di sinistra (PRC, PdCI e Verdi) renderanno la borghesia imperialista più insicura e costringerà il circo Prodi a continue mediazioni e ad essere più cauto nei tempi e nei modi con cui cercherà di attuare il programma di attacco alle conquiste e ai diritti dei lavoratori e delle masse popolari.

    Ora si tratta di non dar tregua al futuro governo della borghesia, continuare a sviluppare le mobilitazione dei lavoratori e delle masse contro il “programma comune della borghesia” che il nuovo governo di Centro sinistra cercherà di portare avanti: il “programma” degli industriali, dei banchieri, dei cardinali, dei mafiosi e degli affaristi (la classe che governa realmente il nostro paese). Questo programma consiste:

    1. nell’eliminazione di ciò che resta delle conquiste di civiltà e benessere per le masse popolari: precarietà nel campo del lavoro, smantellamento delle pensioni, riduzione a merce dei “servizi pubblici e sociali”, attacco ai diritti politici e sindacali dei lavoratori e delle masse, degrado ambientale e culturale;

    2. partecipazione alle “guerre umanitarie e commerciali” dell’imperialismo per conquistare mercati e fonte di profitti;

    3. repressione del movimento di lotta dei lavoratori, dei comunisti e degli antimperialisti.

    Abbiamo assistito in questa campagna elettorale a liti, scontri, ricatti tra i due schieramenti (centro destra e centro sinistra; banda Berlusconi e circo Prodi). Entrambi gli schieramenti hanno "furiosamente" litigato sul palcoscenico del teatrino della politica borghese (di fronte al pubblico, quindi) mentre dietro le quinte si accordavano e collaboravano contro i lavoratori e le masse popolari. Abbiamo visto Prodi, Fassino, Fini, Casini e Rutelli intendersela su diversi aspetti (legge Biagi, guerra in Iraq, salvaguardia degli interessi del Vaticano, salvaguardia dei grandi capitali e dei patrimoni degli affaristi e speculatori, ecc.), l'unico che ringhiava e sbraitava fuori dal coro era Berlusconi, colui che rischiava di essere travolto da un eventuale sconfitta del suo partito. La politica di attacco e ricatti al circo Prodi gli ha permesso di limitare le perdite e di mantenersi a galla: ora il Centro sinistra dovrà scendere a patti, dare garanzie al suo impero finanziario e stabilire nuovi accordi palesi e occulti per governare.

    E' stata una recita indecente, vuota di contenuti, diseducativa, i programmi che agitavano sono stati pubblicità ingannevole: si rubavano a vicenda parole d'ordine e battute che i sondaggi indicano essere parole d'ordine o battute che fanno presa sul pubblico. Oggi, a causa della debolezza del movimento comunista, è la destra della borghesia che dirige la sinistra della borghesia; la sinistra è una “versione” moderata della destra ed è a rimorchio di essa.

    In questa campagna abbiamo visto concretamente l'importanza che ha la costruzione di un blocco elettorale comunista e antimperialista, cosa significa e cosa comporta la sua mancanza, qual è l'arroganza e il disprezzo per le masse dei politici di entrambi gli schieramenti.

    Il partito dei CARC ha cercato di usare questa campagna elettorale e queste elezioni per creare condizioni più favorevoli al rafforzamento del movimento comunista, lavorando per formare e presentare la Lista Comunista (LC), ma la pochezza delle nostre forze, i dissensi ideologici e politici (astensionismo, “ci vuole un partito già forte ed egemonico”) e le tendenze settarie esistenti tra gruppi e compagni che pur si dichiarano comunisti e gli ostacoli di ogni genere che la borghesia e le sue autorità frappongono alla partecipazione dei comunisti alle elezioni (anche loro sono “astensionisti” cioè favorevoli a tenere i comunisti lontano dal palcoscenico del teatrino della politica borghese, vogliono solo elettori dei partiti borghesi) ci hanno impedito di presentare LC anche a queste elezioni politiche.

    Le liste comuniste sono uno strumento a disposizione dei nuovi comunisti e delle avanguardie del movimento di resistenza per partecipare attivamente alla lotta politica borghese, in particolare alle competizioni elettorali, per raccogliere e unire tutti quelli che lottano per la difesa e l’ampliamento dei diritti democratici e per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e delle masse popolari, per unire tutti quelli che vogliono lottare per la costruzione di una nuova società socialista. Liste che non alimentano illusioni tra le masse sul volto democratico del regime borghese, anzi che fanno emergere in ogni aspetto e in ogni situazione l’incompatibilità esistente tra gli interessi delle masse popolari (la stragrande maggioranza della popolazione) e quelli della borghesia imperialista (un pugno di parassiti). Queste liste sono un primo passo concreto verso la costruzione un blocco elettorale comunista e antimperialista. Partecipare alla costruzione di questo blocco, lavorare per il successo delle LC, votare e far votare per le LC, ecco come ogni lavoratore, donna, giovane, pensionato, ogni membro delle masse popolari avrebbe allora potuto usare le elezioni per dare, anche su questo terreno, il suo contributo alla lotta per fare dell'Italia un nuovo paese socialista. Ecco quello che bisogna fare nei prossimi mesi (a partire dalle prossime elezioni amministrative, dove saranno presenti le LC).

    La partecipazione delle masse popolari alle elezioni è aumentata ulteriormente rispetto agli anni passati, indice del fatto che le masse ritengono importante questo strumento e lo utilizzano per esprimere il loro parere. Naturalmente il parere delle masse popolari è fortemente influenzato dalla borghesia imperialista, stante l’attuale debolezza del movimento comunista, stante la mancanza di una vera alternativa. Ma la vasta partecipazione delle masse popolari alle elezioni deve essere per i comunisti l’indicazione di partecipare essi stessi nella lotta su questo terreno, per contendere anche in esso la direzione delle borghesia sulle masse.

    Abbiamo infatti sostenuto che astenersi dall'usare la campagna elettorale è arretrato perché bisogna portare ovunque la lotta per il comunismo. I comunisti non devono lasciare nessuno spazio libero per la borghesia, i suoi portavoce e i suoi servi; ovunque dobbiamo portare indicazioni, imparare e insegnare come sfruttare al meglio e ai nostri fini anche le iniziative della borghesia, come usare ogni arma che le circostanze ci offrono, anche sul terreno della lotta politica borghese, per avanzare nell'attuazione della nostra strategia rivoluzionaria.

    In mancanza delle LC abbiamo dato indicazioni di andare a votare e di votare PRC:

    - per contribuire anche con il voto almeno a cacciare la banda Berlusconi;

    - per rafforzare nel Centro sinistra i contrasti nell’assunzione e fedele esecuzione del “programma comune” della borghesia imperialista: più voti il PRC avrà ottenuto, più forti saranno tra i migliori membri del PRC le resistenze e le proteste di fronte all’assunzione ed esercizio del “programma comune”;

    - per dar modo ai compagni migliori del PRC di verificare meglio, sulla base della loro stessa esperienza, quanto poco serva fare l’opposizione nel Centro sinistra, specie finché non esiste una alternativa (un vero partito comunista e le liste comuniste) e convincerli a dedicare le loro forze e risorse alla costruzione di un vero partito comunista.

    La lotta elettorale fa parte di una lotta più vasta dei lavoratori per la costruzione di una nuova società diretta e gestita dalla classe operaia, una nuova società socialista. Le masse popolari usciranno dal marasma attuale solo grazie a una loro mobilitazione crescente (sotto la direzione del partito comunista della classe operaia). Per sviluppare adeguatamente questa lotta occorre un forte partito, veramente comunista, votato a suscitare e dirigere la lotta per fare dell'Italia un nuovo paese socialista.



    Lavorare fin da subito alla costruzione di un blocco elettorale comunista e anticapitalista!

    Lottiamo contro il programma comune della borghesia!

    Fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

  7. #7
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Citazione Originariamente Scritto da Alberich
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  8. #8
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    Ma ci si arriva al secondo turno?

    Piuttosto vota il partito al primo turno ed eventualmente non votarlo al ballottaggio.

  9. #9
    the future is unwritten
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Ma ci si arriva al secondo turno?

    Piuttosto vota il partito al primo turno ed eventualmente non votarlo al ballottaggio.
    Credo sia la scelta migliore. Scontato che al primo turno ferrante non vince, se il problema è votare l'ex-questore (tutta la mia solidarietà) basta non partecipare al ballottaggio.

  10. #10
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Ma ci si arriva al secondo turno?

    Piuttosto vota il partito al primo turno ed eventualmente non votarlo al ballottaggio.
    Si, potrei anche fare il voto disgiunto al primo turno, Vangeli sindaco e preferenza a Rifondazione scrivendo il nome di un mio amico che si candida al consiglio di zona. Al ballottagio (se ci si arriva ma credo la Moratti vincerà senza ballottaggio) voterò Ferrante

 

 
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