
Originariamente Scritto da
euromed
COMUNICATO STAMPA
L’11 Ottobre 1796 il Generale Bonaparte scriveva da Milano che era oramai pronta l’organizzazione della Legione Lombarda e che “i colori nazionali adottati sono il verde, il bianco e il rosso”. Nasceva il primo reparto militare ad usare il tricolore quale emblema distintivo e il 6 Novembre dello stesso anno quella prima bandiera tricolore (una delle quali conservata al Museo del Risorgimento di Milano) venne consegnata da Napoleone in una solenne cerimonia in Piazza del Duomo.
Il 7 Gennaio 1797, quello stesso tricolore sarebbe stata adottato anche dal Congresso della Repubblica Cispadana. Quella stessa bandiera sotto cui si sarebbe svolta il processo di unità nazionale e della lotta di resistenza non è solo un simbolo a cui dobbiamo rispetto ma, anche un stimolo per portare avanti le grandi battaglie di libertà, fratellanza e eguaglianza. Valori dei quali ancora oggi non solo sentiamo la necessità ma di cui anche il nostro territorio ne ha bisogno. Queste tre parole che hanno permesso i grandi cambiamenti nei secoli, hanno bisogno di essere continuamente ribaditi e rimarcati in questa società priva di riferimenti e valori. Seguendo lo spirito di Giuseppe Mazzini , la cui eredità e la cui gloriosa bandiera vogliamo raccogliere e mettere in pratica anche nel Lodigiano , non vogliamo parlare dei diritti ma dei doveri che ci assumiamo per il nostro territorio. Come scriveva Mazzini "Certo esistono diritti; ma dove i diritti di un individuo vengono a contrasto con quelli di un altro, come sperare di conciliarli, di metterli in armonia, senza ricorrere a qualche cosa superiore a tutti i diritti. E dove i diritti di un individuo, di molti individui, vengono a contrasto coi diritti del paese, a che tribunale ricorrere? Se il diritto al benessere, al più gran benessere possibile, spetta a tutti i viventi, chi scioglierà la questione tra l'operaio e il capo manifatturiere? Se il diritto alla esistenza è il primo inviolabile diritto di ogni uomo, chi può comandare il sacrificio dell'esistenza pel miglioramento d'altri uomini? Lo comanderete in nome della Patria, della Società, della moltitudine dei vostri fratelli! Cos'è la Patria, per l'opinione della quale io parlo, se non quel luogo in cui i nostri diritti individuali sono più sicuri? Cos'è la Società, se non un convegno d'uomini i quali hanno pattuito di mettere la forza di molti in appoggio dei diritti di ciascuno? E voi, dopo avere insegnato per cinquanta anni all'individuo che la Società è costituita per assicurargli l'esercizio dei suoi diritti, vorrete dimandargli di sacrificarli tutti alla Società, di sottomettersi, occorrendo, a continue fatiche, alla prigione, all'esilio, per migliorarla? Dopo avergli parlato per anni in nome degli interessi materiali, pretendere che egli, trovando davanti a sé ricchezza e potenza, non stenda la mano ad afferrarle, anche a scapito dei suoi fratelli?”
Parole che non solo sentiamo di fare nostre ma, di attualizzarle e di renderle operative per il bene superiore della nostra società lodigiana.
Non vogliamo fare, ne faremo politica in senso partitico, ma la faremo nel senso alto del termine, intendiamo essere spunto e laboratorio di idee per la città e la provincia. Queste ragioni ideali ci spingono ad innalzare anche nel territorio lodigiano la bandiera dell’Associazione Mazziniana Italiana.
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L`Associazione Mazziniana Italiana, sorta nell`agosto del 1943 come organizzazione clandestina, ha partecipato alla cospirazione politica e militare contro il nazifascismo, temprando nell`azione le sue giovani energie contribuendo a riscattare l`Italia da vent`anni di dispotismo culminati in una guerra nefanda e crudele.
Fra i promotori dell`AMI, Nello Meoni, Ernesto Re, Achille Magni, Giuseppe Colombo, Giannetto Savorani, Antonio Bandini-Buti, Claudio Crescente che a Milano diedero vita all`Associazione per lo studio e la divulgazione del pensiero mazziniano .
Lo scopo dei promotori non era quello di creare una ristretta organizzazione a carattere culturale, "...ma un largo movimento, promosso con l`ardore di una missione, che renda familiari al maggior numero di Italiani di ogni ceto e di ogni tendenza i principi di virtù morale, di giustizia sociali e di libertà politica, che dovranno ispirare la nuova Giovane Italia, se essa intende veramente riscattarsi dalla vergogna e risorgere in un modo purificato dal dolore e fraternizzato dal lavoro, per non perire più".
Non una organizzazione a carattere politico (l`AMI accoglie tutti sotto le sue bandiere), bensì una tribuna dalla quale si cerchi di meglio interpretare e più attivamente diffondere il pensiero di Giuseppe Mazzini.
In particolare i problemi morali, politici, sociali ed economici: viene propagandato, per riordinare il senso della solidarietà e per un rinvigorimento culturale, il socialismo mazziniano di cui il Popolo è la base, la libertà è il mezzo e la giustizia è il fine.
Nell`AMI non vi sono favori da ricevere, onori da distribuire, ricchezze da dividere, ma solo doveri da compiere, e tutti vi possono accedere senza pregiudiziali di sorta, che non siano di dignità morale. Così pure non vi è alcunchè di segreto, di mistico, di rituale: tutto si svolge in una solare evidenza di metodi e di intenti ,per il raggiungimento di quell`unità europea auspicata da Mazzini oltre un secolo fa con la creazione della Federazione della nuova Europa.
Info :
ami.lodigiano@gmail.com
Il Comitato Promotore della sezione provinciale del Lodigiano
dell’Associazione Mazziniana Italiana
Dott. Marco Baratto – Dott. Paolo Cipriani