A Belgirate spunta la lista del partito filo-nazista
Chissà quale trionfo con una campagna elettorale così. Uncandidato sindaco alle comunali di Belgirate (poco più di 500 abitanti), Lago Maggiore, non sa né vuole dire cosa si propone la sua compagine, non sa né dice come nasce il partito, manda via i giornalisti, che tutti sotto elezioni cercano. Non c'è male come partenza. Qualche esito, seppure all'opposizione, può anche portarlo a casa.
La nuova lista si chiama MSAB-MLNS, Movimento Nazionale Socialista dei Lavoratori (quello di Hitler era Partito). Non si presenta solo a Belgirate, ma si sparge per Novarese e Verbano: San Nazario Sesia, Cavegnago, Mezzomerico, Soriso, Quarna Sotto. Domani la Commissione Mandamentale deciderà se ammetterlo o no.
I candidati vengono da fuori, nessuno del posto. Perché? Si potrebbe sapere se si potesse trovare il capo del Movimento, che sta a Castano Primo (Milano), ma quando lo cerchi sta ricevendo una telefonata, dice di richiamare dopo un quarto d'ora, lo richiami ed è appena uscito. "Torna fra mezz'ora", riprovi ma non c'è. Ma su internet il programma nazionale c'é. Quello che noi banali chiamiamo Presidente della Repubblica diventerà "Comandante" e la sua carica, alla faccia della Costituzione, sarà a vita, come pure quelle dei sottoufficiali, che noi siamo abituati a definire senatori e deputati. Una vera democrazia, altro che questioni di questi giorni per eleggere i presidenti delle Camere.
Ma che ci vanno a fare a Belgirate ea Quarna Sotto? Tutti i comuni dov'è presente la lista hanno una caratteristica che li unisce: contano meno di mille abitanti. Quando i cittadini sono meno di mille per presentare la lista non occorre raccogliere firme. Se poi sei presente in alcune amministrazioni locali, più facile è presentarti alle elezioni nazionali. Chi vota sconosciuti? Nessun problema. A Belgirate c'è un'unica compagine, guidata dal sindaco uscente Giorgio Pollini, 69 anni, preside in pensione. Basta un solo voto all'alternativa e si ottengono quattro consiglieri.
La parola all'aspirante sindaco di Belgirate Osvaldo Cardellino (cognome rassicurante rispetto al nazionalsocialismo), 60 anni, titolare di un ristorante - Chez Osvaldo - al margine del centro di Stresa. Nella non entusiasmante cucina quest'omone alto più o meno uno e novanta, spalle larghe, capo solido e un po' chino, non vuole rispondere. Perché a Belgirate e non a Stresa? "Sto lavorando". Che cosa vi proponete? "Mi da fastidio chi mi disturba mentre lavoro". A che ora posso tornare? "Voi mi disturbate sempre". Ma, scusi, e la campagna elettorale? Va e viene, si ferma, resta immobile, ad aspettare che te ne vai. Mi dica qualcosa del programma. Sparisce oltre la cucina. Torna. Chi gliela fatto fare di candidarsi? Finalmente una risposta, una battuta con voce da orco:"Me l'ha chiesto il parroco". E se il parroco diceva Rifondazione? Di nuovo avanti e indietro, con una larga e piatta padella minacciosa. Una gentile signora in nero sorride:" E' fatto così".
Del programma qualcosa si scopre. In Comune a Belgirate - chissà se manteranno il gemellagio con Signaghi, in Georgia, dove c'è un governo filoBush? - hanno notato un'iniziativa che svetta su tutte: stabilire collegamenti fra le piste ciclabili con sovrappassi per non interromperle agli incroci. Geniale. Anche se Belgirate non ha piste ciclabili, sta in riva al lago, poi sale verso l'interno: per raggiungere posta e municipio c'è una lunga e larga scala in pietra. A parte che costruire qui un cavalcavia sarebbe come tirare su aeroporti intercontinentali tra i sassi di Matera e i Trulli di Alberobello e ammesso che per fare i sovrappassi si facciano prima le piste ciclabili, che fare con la scalinata? Nemmeno Renzo Piano riuscirebbe a inventare una soluzione accettabile.
Il sindaco uscente (ricandidato) di lista civica, Giorgio Pollini, da 40 anni consigliere: "Sono sconcertato. Lo scopo è evidente: con un voto ottieni l'opposizione. Potrei capirlo fossero oriundi, emigranti di ritorno, villeggianti, gente che conosce il paese. No, persone di cui nessuno sa niente". Non ha però voglia di ridere di un'armata Brancaleone: "Sta di fatto che con un voto iniaziano ad entrare in questa realtà. Stare attenti è un dovere". E se la proposta per le piste ciclabili fantasma non passerà, i consiglieri potranno consolarsi con una cena "chez Osvaldo".
Marco Neirotti
La Stampa
1/5/2006




Rispondi Citando
