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l'italia aspetta queste riforme costituzionali da 30 anni
monocameralismo, minor numero di deputati e senatori, maggiori poteri al premier, e devoluzione dei poteri alle regioni
al referendum vado a votare e voto SI come spero facciano tutte le persone di buon senso di destra, di centro e di sinistra
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Citazione:
Originariamente Scritto da Libero
l'italia aspetta queste riforme costituzionali da 30 anni
monocameralismo, minor numero di deputati e senatori, maggiori poteri al premier, e devoluzione dei poteri alle regioni
al referendum vado a votare e voto SI come spero facciano tutte le persone di buon senso di destra, di centro e di sinistra
sinceramente i miei dubbi sono proprio sul fatto che non si arriva al monocameralismo ma ad un pastrocchio. sulla devoluzione sono D'ACCORDO
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MENO PARLAMENTARI – Il Parlamento è composto dalla Camera dei Deputati e dal Senato Federale. Si riduce il numero dei parlamentari del 23%: i deputati scendono da 630 a 500, i senatori da 315 a 252.
PIU’ GIOVANI – Si abbassa il limite di età per entrare nei palazzi della politica: basterà aver compiuto 21 anni (ora ne servono 25) per essere eletti alla Camera, e 25 anni (ora ne servono 40) per essere eletti al Senato. Al Quirinale si potrà entrare a partire dai 40 anni (oggi si deve aver compiuto i 50).
COMMISSIONI DI GARANZIA – Esponenti dei gruppi di opposizione presiederanno le commissioni o i comitati con compiti di ispezione, di controllo e di garanzia.
CAMBIA L’ITER DELLE LEGGI – Addio all’odioso bicameralismo perfetto e all’estenuante ping-pong tra le due Camere sull’approvazione delle leggi. La Camera esamina le leggi su materie riservate allo Stato (ad esempio politica estera, immigrazione, difesa, tutela dell’ambiente, ecc.). Il Senato esamina leggi che riguardano materie riservate sia allo Stato sia alle Regioni (le cosiddette materie concorrenti, quali, ad esempio, i rapporti dell’Ue con le Regioni, il commercio con l’estero, ordinamento sportivo regionale, protezione civile, remittenza regionale, ecc.).
LA DEVOLUZIONE – Alle Regioni è affidata la legislazione per quanto riguarda l’assistenza e l’organizzazione sanitaria; l’organizzazione scolastica; la gestione degli istituti scolastici e di formazione; la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione (cultura locale ad esempio); polizia locale; ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
IL PRIMO MINISTRO – Il suo ruolo si avvicina a quello degli altri stati moderni europei. Nomina e revoca i ministri, determina la politica generale del governo. Il Primo ministro non dovrà più ottenere la fiducia dalla Camera, dal momento che la sua legittimazione avviene al momento dell’elezione, che di fatto è un’elezione diretta. I candidati a Primo Ministro si collegano con i candidati alla Camera. Sulla base del risultato elettorale, il Capo dello Stato nomina premier il candidato della coalizione vincente.
NORMA ANTI-RIBALTONE E SFIDUCIA COSTRUTTIVA – In qualsiasi momento la Camera potrà obbligare il Primo ministro alle dimissioni, con l’approvazione di una mozione di sfiducia firmata almeno da un quinto dei componenti. Nel caso di approvazione, il Primo ministro si dimette e il presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera. Il Primo ministro si dimette anche se la mozione di sfiducia è stata respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. Garante di questa maggioranza sarà il presidente della Repubblica, che richiederà le dimissioni del Primo ministro anche nel caso in cui per il voto favorevole a una questione di fiducia posta dal Primo ministro sia stata determinante una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne. Entra in Costituzione anche la mozione di sfiducia costruttiva: i deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne, infatti, possono presentare una mozione di sfiducia con la designazione di un nuovo Primo ministro. In tal caso il premier in carica si dimette e il capo dello Stato nomina il Primo ministro designato nella mozione.
FEDERALISMO FISCALE – Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di riforma costituzionale sarà assicurata l’attuazione del federalismo fiscale, affinché una parte delle tasse pagate rimanga sul territorio da cui proviene. Sono fissati dei limiti per cui in nessun caso l’attribuzione dell’autonomia impositiva può determinare un incremento della pressione fiscale complessiva. Inoltre viene inserito il concetto di sussidiarietà fiscale: il cittadino su alcune spese come a esempio quelle di mantenimento dei figli, invece di pagare le tasse per richiedere poi il rimborso a livello regionale, può detrarle direttamente dalla dichiarazione dei redditi.
Non è una scelta tra destra o sinistra, è una scelta di popolo tra la libertà e la costrizione, tra il nuovo e l'antico, tra il progresso ed il regresso. La impone la storia (Scozia, Catalogna, ogni anno forze di ogni collocazione politica ottengono questi e maggiori cambiamenti), è la via per l'Europa. Per questo voterò SI.
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Citazione:
Originariamente Scritto da willy
sinceramente non vedo la gravità del referendum se non fosse di dare al silvio una rivincita
spero non vogliate trasformare il referendum costituzionale in un referendum pro o contro berlusconi
sarebbe un grave errore
che ci rimetterebbe sarebbe l'italia
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un SI convintissimo e consapevole che la costituzione attuale è antiquata e cambiare nel senso degli altri paesi europei(=premierato forte, diminuzione dei parlamentari e un moderatissimo federalismo) è un dovere. Se poi si tratta di dare un dispiacere alla sinistra meglio ancora!
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