Lettera aperta al prof. Romano PRODI
Sono il Presidente di un Ente esponenziale di Religione e Culto: La “Associazione dei Cristiani Ortodossi in Italia (Giurisdizioni Tradizionali)”. L’Ente ha avuto il riconoscimento legale nel 1998 ed è in attesa di stipulare un intesa con lo Stato, come previsto dalla Costituzione.
Come lei certo saprà durante questa legislazione le intese sono state bloccate e, a quanto pare dobbiamo ringraziare le pressioni ed i ricatti della Lega sul Governo.
Non solo, ma nemmeno la proposta di legge che finalmente riformi la cosiddetta “Legge sui Culti ammessi” che è ormai assai datata (1929) e per di più resa quasi inservibile da tutte le lacune createsi a causa delle dichiarazioni di incostituzionalità di buona parte del testo.
Il Centrosinistra però non era riuscito nemmeno lui a varare la sua proposta Maselli che si fermò all’approvazione della sola Camera.
Credo di interpretare il pensiero di molti, se non di tutti, i rappresentanti dei Culti non Cattolici ed in specie di quelli che già hanno riconoscimento legale e personalità giuridica ne domandarle cosa farà lei se andrà al governo. Anche perché, non bisogna dimenticare che, ogni hanno che passa, significa mancato introito dei contributi dell’8 per mille, che, specie per chiese povere e nelle quali sono molti immigrati dell’Est, come quelle rappresentate dal nostro Ente, rappresenta un serio problema. Gli ortodossi italiani che sono anche cittadini ed elettori mi hanno espressamente chiesto di inviarle una lettera aperta che renderò nota attraverso molti siti internet.
La ringrazio se vorrà rispondermi.
Piatoia 16/09/2005
+Silvano vescovo di Luni
Presidente della ACO




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ma questa proprio non la sapevo.
