Persino Cofferati ammette e denuncia l'impronta eversiva che cova in ampi settori del PRC!
BOLOGNA - "Se decideranno di non rispondermi io andrò ugualmente avanti così. Se invece vogliono un rapporto positivo con la maggioranza, i dirigenti del Prc bolognese devono abbandonare una linea alla Caruso". Paradossale Sergio Cofferati. Nel giorno in cui Fausto Bertinotti diventa presidente della Camera, il sindaco di Bologna dà il benservito ai comunisti. Per il Cinese in questo momento Rifondazione è nei fatti fuori non solo dalla sua giunta, ma anche dalla sua maggioranza. Se vuole rientrare deve svoltare, accettando tre condizioni, e allinearsi a Bertinotti, al quale, con un telegramma, il sindaco di Bologna invia un caloroso augurio e "un abbraccio".
L'aveva annunciato Cofferati: o Rifondazione si corregge o prenderò le mie decisioni. Era infuriato perché il Prc aveva chiesto l'intervento dell'Unione per fermare un magistrato titolare di un'inchiesta su alcuni studenti protagonisti di un'autoriduzione in mensa. Dal Prc, che a Bologna chiede un assessore perché il suo uomo in giunta ha lasciato il partito, non è però arrivata alcuna marcia indietro.
A Bologna, dunque, si prepara un divorzio, dopo mesi da separati in casa?
"Se vogliono, hanno ancora la possibilità di correggere la rotta, con chiarezza, però. Altrimenti le mie decisioni a questo punto sono semplici".
Rifondazione fuori per sancire uno stato di fatto?
"Questo non è un problema del sindaco, ma dei partiti, compreso il Prc. Però vorrei sapere se trovano normale, per esempio, che alla presidenza di una commissione consiliare ci sia un loro rappresentante che si è autosospeso dalla coalizione. Bell'esempio di doppiezza".
Il Prc chiede un assessore e accusa lei di puntare alla rottura.
"Governare bene è possibile se c'è chiarezza sulle questioni di fondo".
Vuole aprire un problema nel Prc? Farne un caso nazionale?
"Franco Giordano ha detto che Bologna è Bologna e l'Italia è l'Italia. D'accordo. Ma proprio per questo non si può accettare passivamente una linea a sbagliata".
Perché ora, Cofferati? Perché con tanta asprezza?
"A me pare visibile dentro Rifondazione una doppia linea. Quella, che io apprezzo molto, di chi cerca di accreditarsi come forza di governo rispettosa della Costituzione. E la linea alla Caruso di chi, come a Bologna, ritiene di poter spingere la coalizione a mettere in discussione o considerare orpelli i suoi valori fondamentali. Una contraddizione resa evidente l'altro giorno, quando qui Rifondazione non ha partecipato al voto sul documento di condanna dei fatti di Milano".
Le bandiere bruciate e i fischi?
"Un fatto gravissimo".
Non solo non rispondono, insomma, ma fanno peggio. Che cosa si aspetta?
"Scelgano le forme, ma è necessario un chiarimento su tre punti cruciali: il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, il rifiuto della violenza e dei reati come pratica di lotta politica e sociale, la condanna dei fatti di Milano".
Sulle bandiere Rifondazione parla di "un equivoco".
"Presenti un odg e lo voti e l'equivoco sarà chiarito".
C'è chi le contesta di tirare troppo la corda. Per l'ex sindaco Guido Fanti lo scontro è da "irresponsabili".
"Il suggerimento di ignorare fatti gravi, magari per non disturbare altri livelli, è cattiva politica. Un'idea che non mi appartiene".
In tanti, però, pensano che lei complichi la vita a Prodi che già deve vedersela con i "franceschi" tiratori e con chi teorizza l'incapacità dell'Unione di stare assieme.
"La difficoltà è stata superata con l'elezione di Bertinotti e Marini. A Roma, per fortuna, Rifondazione non è condizionata come a Bologna dagli ex Disobbedienti. Tanto è vero che lì condannano chi brucia le bandiere di Israele. Se nel Prc si consoliderà una linea di governo leale tutto sarà più facile. Se però dovessero incontrare difficoltà come le nostre, i problemi andrebbero affrontati senza cedimenti".
Bologna laboratorio per la coalizione?
"Qualche volta lo è. Ma è lontano da me l'idea che Roma debba fare come a Bologna o viceversa".
Molti in città dicono che queste prove di forza paralizzano il Comune.
"L'attività amministrativa procede normalmente. E qui parliamo di valori che determinano comportamenti concreti. E' successo quando, discutendo di legalità, abbiamo affrontato complicati problemi al Ferrohotel, sul Lungoreno e in via Roveretolo. Scelte che una parte osteggiava. Se mi fossi fermato avrei commesso un grave errore. Invece non l'ho fatto e ho avuto il consenso dei cittadini".
E oggi?
"Tra poco dovremo decidere sulla street rave parade che ha creato danni e gravi disagi ai cittadini, oltre a rischi per i partecipanti. Io chiederò a Prefetto e Questore di non autorizzare il corteo, ma solo una festa stanziale. Inseguendo l'area antagonista, il Prc è e sarà in contrasto con l'amministrazione. Lo stesso accadrà quando la giunta riprenderà a sgomberare case occupate abusivamente per assegnarle a chi ne ha diritto oltreché bisogno".
Insomma, il messaggio è: cambiate linea o non siamo più insieme?
"Possono correggere. Però lo devono fare".
da: http://www.repubblica.it/2006/04/sez...cofferati.html


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