Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    sacher.tonino
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    Arrow Italia - continua la fuga di cervelli

    CAGLIARI: MENTRE GIOCANO A PALLONE TROVANO CERVELLO IN UN'AIUOLA

    Cagliari, 3 mag. - (Adnkronos) - Due ragazzi di 13 e 14 anni hanno trovato un cervello umano in un barattolo nascosto in un'aiuola a ridosso dell'Istituto Tecnico Commerciale 'Leonardo Da Vinci' a Cagliari. A darne notizia e' il quotidiano 'L'Unione Sarda'. L'organo, immerso in una soluzione trasparente, molto probabilmente della formalina, era stato rubato qualche giorno fa dall'ex ospedale Psichiatrico 'Villa Clara', chiuso definitivamente dal 31 dicembre 1996.



  2. #2
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    Era un cervello del 1925 con tanto di targhetta, altro che "l'altro giorno".
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  3. #3
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    Macabra scoperta di due adolescenti fuori dalla scuola
    Un calcio mal calibrato e la palla schizza oltre la recinzione del campo sportivo del "Leonardo da Vinci". Per Andrea e Nicola, 13 e 14 anni, non c'è altro da fare che scavalcare il cancello e andarla a recuperare. «Era finita in questa aiuola», raccontano indicando una spalletta erbosa punteggiata di oleandri a ridosso del marciapiede di viale Ciusa: «Il barattolo con il cervello era lì accanto», nascosto in un angolo invisibile dalla strada. Il barattoloDentro il contenitore, di vetro e con un tappo ermetico c'era proprio un cervello umano immerso in soluzione trasparente, quasi certamente formalina. All'esterno c'era un'etichetta: un nome e un cognome, poi l'indicazione "Ospedale psichiatrico della Provincia di Cagliari" e la frase "Autopsia eseguita il 7 maggio 1925". «Nicola», spiega divertito Andrea, «era schifato. Io invece ho preso in mano il barattolo e l'ho capovolto. C'era anche dell'altro materiale, oltre il cervello. Volevo aprirlo, ma Nicola mi ha detto di non farlo e ha chiamato il 113». la poliziaL'operatore che venerdì mattina era di turno alla centrale operativa della Questura non voleva credere alle sue orecchie: così si è fatto lasciare del quattordicenne nome e cognome e numero di telefonino e l'ha richiamato per una conferma. E Nicola, senza battere ciglio, ha ripetuto la storia: barattolo, cervello, aiuola di viale Ciusa. «Gli agenti - racconta il ragazzo - sono arrivati poco dopo. Ci hanno detto che abbiamo fatto bene ad avvisarli, ci hanno ringraziato, hanno messo il barattolo dentro una busta e sono andati via». Villa ClaraÈ cominciata così la seconda parte dell'indagine, quella che ha portato gli agenti fra i padiglioni del vecchio manicomio: un puzzle di vecchi edifici abbandonati e cantieri aperti, alberi splendidi ed erbacce incolte dove si trova l'Istituto di neuropsichiatria infantile e la Asl sta realizzando la futura cittadella universitaria. A guidarli, il custode. Nell'ala che un tempo era riservata ai pazienti maschi, gli agenti hanno trovato una porta forzata. Dentro, il caos: gettate alla rinfusa sul pavimento, cartelle cliniche, vecchie lastre radiografiche, registri. Qualcuno doveva aver curiosato a lungo fra i ricordi di antiche degenze, camere di contenimento, storie cliniche di follie dimenticate. E autopsie eseguite ottant'anni fa, alla ricerca delle radici anatomiche dei disturbi psichici: in un corridoio, uno scaffale con i ripiani colmi di barattoli di vetro identici a quello trovato dai due ragazzini. Molti, hanno annotato gli agenti nel loro rapporto, avevano il tappo rotto: il contenuto era ridotto ormai a una poltiglia. Furto con scassoSotto il profilo investigativo, il caso per ora si chiude qui: furto con scasso, refurtiva restituita al custode, porta forzata rimessa in sicurezza. Ieri o oggi, i responsabili della Asl numero 8, cui appartiene tutta l'area, dovrebbero presentare una denuncia dettagliata. Restano alcuni dubbi inquietanti: chi è stato e perché? E mancano altri reperti, oltre a quel cervello sezionato e studiato ottantun anni fa in uno dei centri più importanti per la storia della psichiatria? Al momento, non è stato possibile stabilirlo, e in Questura la vicenda è avvolta dal riserbo. Ma non è improbabile che le persone che hanno forzato quella porta si siano portati via qualche altro souvenir e che nei prossimi giorni salti fuori qualche altro ritrovamento. A che scopo, è tutto da stabilirsi. Forse semplice curiosità adolescenziale: magari qualche studente del "Leonardo" ha scavalcato la recinzione che separa l'istituto dal parco di Villa Clara e si è avventurato fra gli edifici chiusi ormai da dieci anni e non ha resistito al fascino del macabro. L'area, una parte della quale era visitabile, lo scorso fine settimana, nell'ambito della manifestazione "Monumenti aperti", è vastissima e solo in minima parte frequentata da medici e dipendenti Asl. Ed entrarci non è difficile: un muro non invalicabile la separa dal parco provinciale di Monte Claro, una rete che in qualche tratto è stata abbattuta la divide dal deposito del Ctm e dal cortile dell'Istituto tecnico commerciale. Marco Noce.

    www.unionesarda.it

  4. #4
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    Ma c'era scritto su "AB-Normal"?

  5. #5
    Mediano d'assalto
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    Qui ci vorrebbe il dottor Fronk Von-Steen.

  6. #6
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da bohemiankiller
    Macabra scoperta di due adolescenti fuori dalla scuola
    Un calcio mal calibrato e la palla schizza oltre la recinzione del campo sportivo del "Leonardo da Vinci". Per Andrea e Nicola, 13 e 14 anni, non c'è altro da fare che scavalcare il cancello e andarla a recuperare. «Era finita in questa aiuola», raccontano indicando una spalletta erbosa punteggiata di oleandri a ridosso del marciapiede di viale Ciusa: «Il barattolo con il cervello era lì accanto», nascosto in un angolo invisibile dalla strada. Il barattoloDentro il contenitore, di vetro e con un tappo ermetico c'era proprio un cervello umano immerso in soluzione trasparente, quasi certamente formalina. All'esterno c'era un'etichetta: un nome e un cognome, poi l'indicazione "Ospedale psichiatrico della Provincia di Cagliari" e la frase "Autopsia eseguita il 7 maggio 1925". «Nicola», spiega divertito Andrea, «era schifato. Io invece ho preso in mano il barattolo e l'ho capovolto. C'era anche dell'altro materiale, oltre il cervello. Volevo aprirlo, ma Nicola mi ha detto di non farlo e ha chiamato il 113». la poliziaL'operatore che venerdì mattina era di turno alla centrale operativa della Questura non voleva credere alle sue orecchie: così si è fatto lasciare del quattordicenne nome e cognome e numero di telefonino e l'ha richiamato per una conferma. E Nicola, senza battere ciglio, ha ripetuto la storia: barattolo, cervello, aiuola di viale Ciusa. «Gli agenti - racconta il ragazzo - sono arrivati poco dopo. Ci hanno detto che abbiamo fatto bene ad avvisarli, ci hanno ringraziato, hanno messo il barattolo dentro una busta e sono andati via». Villa ClaraÈ cominciata così la seconda parte dell'indagine, quella che ha portato gli agenti fra i padiglioni del vecchio manicomio: un puzzle di vecchi edifici abbandonati e cantieri aperti, alberi splendidi ed erbacce incolte dove si trova l'Istituto di neuropsichiatria infantile e la Asl sta realizzando la futura cittadella universitaria. A guidarli, il custode. Nell'ala che un tempo era riservata ai pazienti maschi, gli agenti hanno trovato una porta forzata. Dentro, il caos: gettate alla rinfusa sul pavimento, cartelle cliniche, vecchie lastre radiografiche, registri. Qualcuno doveva aver curiosato a lungo fra i ricordi di antiche degenze, camere di contenimento, storie cliniche di follie dimenticate. E autopsie eseguite ottant'anni fa, alla ricerca delle radici anatomiche dei disturbi psichici: in un corridoio, uno scaffale con i ripiani colmi di barattoli di vetro identici a quello trovato dai due ragazzini. Molti, hanno annotato gli agenti nel loro rapporto, avevano il tappo rotto: il contenuto era ridotto ormai a una poltiglia. Furto con scassoSotto il profilo investigativo, il caso per ora si chiude qui: furto con scasso, refurtiva restituita al custode, porta forzata rimessa in sicurezza. Ieri o oggi, i responsabili della Asl numero 8, cui appartiene tutta l'area, dovrebbero presentare una denuncia dettagliata. Restano alcuni dubbi inquietanti: chi è stato e perché? E mancano altri reperti, oltre a quel cervello sezionato e studiato ottantun anni fa in uno dei centri più importanti per la storia della psichiatria? Al momento, non è stato possibile stabilirlo, e in Questura la vicenda è avvolta dal riserbo. Ma non è improbabile che le persone che hanno forzato quella porta si siano portati via qualche altro souvenir e che nei prossimi giorni salti fuori qualche altro ritrovamento. A che scopo, è tutto da stabilirsi. Forse semplice curiosità adolescenziale: magari qualche studente del "Leonardo" ha scavalcato la recinzione che separa l'istituto dal parco di Villa Clara e si è avventurato fra gli edifici chiusi ormai da dieci anni e non ha resistito al fascino del macabro. L'area, una parte della quale era visitabile, lo scorso fine settimana, nell'ambito della manifestazione "Monumenti aperti", è vastissima e solo in minima parte frequentata da medici e dipendenti Asl. Ed entrarci non è difficile: un muro non invalicabile la separa dal parco provinciale di Monte Claro, una rete che in qualche tratto è stata abbattuta la divide dal deposito del Ctm e dal cortile dell'Istituto tecnico commerciale. Marco Noce.

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    spassoso!!!

  7. #7
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    Gli emigranti lasciano sempre un pezzo di se stessi nella terra natìa....chissà di chi è quel cervello?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da phalanx_14
    a proposito di fuga di cervelli....
    il tuo non è più tornato vero?
    Si, il mio si, ma tu non scoraggiarti...

 

 

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