presentata la lista dei lumbard
Solo il Carroccio può cambiare Milano
Orsatti: «L’obiettivo è di riuscire a trasformare in azioni concrete il nostro programma»
pamela barbaglia
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Una sottile linea rossa divide il Carroccio dalle posizioni tiepide degli alleati di centrodestra. Fermezza, intransigenza e determinazione sono le carte vincenti dei lumbard.
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E i sessanta candidati che ieri sono scesi in campo per sostenere la candidatura di Letizia Moratti mirano a un ampio consenso popolare. I numeri sono tutti a favore della Lega: lo scorso 9 aprile 42mila milanesi hanno lanciato un chiaro segnale di insofferenza contro la politica delle mezze misure. La battaglia della Lega per arginare l’immigrazione clandestina e contenere gli sperperi della macchina istituzionale ha sopraffatto i partiti di sinistra nonché gli alleati della Cdl. Con il neo-governo tutto orientato a Sud (termine inflazionato nei “fioretti sindacali” del 1 maggio) c’è da credere che la tendenza verrà confermata il prossimo 28-29 maggio. La Lega si avvicina in modo prepotente alla seconda poltrona di Palazzo Marino e non è irrealistico pensare a un vicesindaco pronto a spendersi per la causa federale. «Votare a Milano per Alleanza Nazionale o Forza Italia sul tema della sicurezza significa buttare via un voto», ha ammonito Matteo Salvini, europarlamentare e consigliere comunale dal 1993.
«A noi non interessano le poltrone - ha osservato Massimiliano Orsatti, segretario provinciale del Carroccio - L’obiettivo è di riuscire a trasformare in azioni concrete il nostro programma per Milano.
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Se la visione di sinistra è devastante, quella degli alleati è orientata su sensibilità diverse dalla nostra. Con il federalismo possiamo garantire una città più sicura e una gestione dei danari pubblici più efficiente». Peraltro, la stessa Moratti ha scelto di puntare sulla professionalità dei singoli e sembra guardare con favore all’ipotesi di un vice legato al Senatur. «È stato molto significativo che l’ex ministro abbia partecipato al nostro comizio conclusivo in Piazza Duomo - ha aggiunto Orsatti -. Lo stesso giorno in piazza Cairoli si svolgeva l’ultimo raduno di Forza Italia e alle spalle del Duomo c’erano anche i militanti di An. La Moratti si è unita ai nostri slogan per la libertà del Nord. Per noi è uno stimolo in più per appoggiarla».
La squadra capitanata da Giancarlo Pagliarini intende voltare pagina; troppe le defaillances della precedente gestione Albertini. «Bisogna applicare il federalismo e la devolution - ha detto il capolista della Lega - Uno dei problemi della giunta Albertini è stato il reperimento di risorse economiche. Non bisogna più sprecare tempo cercando i soldi per finanziare le opere pubbliche, i soldi ci sono ed è ora di smetterla di darli a Roma». La Lega auspica un “processo di moralizzazione” che possa arginare il flusso di denaro sonante con cui l’amministrazione comunale suol mantenere consulenti esterni, sponsor e quant’altro.
In ballo ci sono anche gli investimenti infrastrutturali che potrebbero garantire a Milano un restyling molto gradito. Sul versante dell’intrattenimento la Lega punta ai Giochi olimpici e a una Cinecittà ambrosiana. «Vogliamo che il nostro capoluogo diventi capitale dello sport - ha precisato Orsatti -. Chiediamo che Milano non venga bypassata da Roma nella candidatura alle Olimpiadi perché ciò determinerà la costruzione di nuovi impianti e una forte crescita turistica. E c’è il tasto dolente del cinema: grazie a noi è stata costruita una scuola di cinematografia che potrà garantire il mantenimento dell’identità culturale di Milano attraverso la formazione di attori e registi lombardi. Così non vedremo più le Cinque Giornate in Tv interpretate da gente che ha l’accento romano».
A determinare il volto di Milano è soprattutto la sua gente. Cosmopolita sì, ma con una componente multietnica intraprendente e leale nel rispetto delle leggi.
«Soltanto la Lega Nord dice no a tutti i campi nomadi e non solo a quelli abusivi - ha specificato Massimiliano Orsatti -. In una capitale europea non possono vedersi simili scenari nei pressi delle abitazioni. Soltanto con noi i clandestini verranno espulsi con rigidità.
..ed in effetti i zingheni vengono candidati nelle liste della LN...
Al contrario, i nostri alleati finanziano i volontari per i centri di prima accoglienza. E siamo sempre noi a dire no a qualunque moschea mentre De Corato pare favorevole a concedere degli spazi di culto alle comunità islamiche». In fatto di immigrazione il Carroccio mette al primo posto la sicurezza dei milanesi. Del resto, non è una novità che la gente abbia paura a uscire di casa dopo il tramonto. «Ferrante e lo stesso De Corato non hanno a cuore gli interessi della città: sono venuti a Milano per svernare e fare carriera - ha aggiunto Orsatti - Siamo stufi di passare per quelli con il cor an man e spendere soldi per il volontariato. È ora di pensare a noi stessi e su questo punto siamo orgogliosi di essere intransigenti. Se la Bossi-Fini fosse solo Bossi-Bossi sarebbe certamente più dura nelle espulsioni. Purtroppo, complice la Magistratura, la legge non ha avuto quell’impatto dirompente che aspettavamo».
A sostegno della Milano assistenziale c’è la gestione più rigorosa dell’edilizia popolare. Ciò significa priorità ai lombardi e rapido sgombero degli abusivi. «La legge regionale c’è e stabilisce che i residenti abbiano la precedenza sugli stranieri: il problema è farla rispettare. Per questo noi chiediamo più trasparenza e meno case occupate. Non serve a nulla costruire altre strutture se non si utilizzano al meglio quelle già esistenti. Se tutti gli appartamenti sfitti o in mano agli abusivi venissero assegnati le graduatorie si potrebbero dimezzare». Il federalismo torna in auge anche sul versante sociale: l’autonomia regionale potrebbe garantire un intervento più massiccio a favore delle famiglie disagiate. Eppure all’interno della Cdl la causa federale non è stata sposata dai democratici cristiani che in materia sono latitanti. «Ecco perché i milanesi devono preferire la Lega - ha detto Orsatti - L’Udc si è dimostrata antifederalista e centralista con una parte dei loro militanti intenti a boicottare la riforma costituzionale».
Equidistanti da entrambi i poli: le camicie verdi chiedono alla culla dell’identità lombarda di riconoscere la propria specificità. «Sia dal punto di vista amministrativo sia in politica estera abbiamo posizioni divergenti dal correntone di destra o sinistra. Per esempio, noi non vogliamo che la Turchia entri in Europa ed è un tema su cui tutti i partiti si sono appiattiti». Fedeli alle proprie battaglie i lumbard non si lasciano tirare per la giacchetta.
«Sulle proteste degli autonomi in corso Buenos Aires - ha concluso Orsatti - noi prendiamo le distanze dalla guerriglia metropolitana ma siamo contrari anche ai manifestanti di Forza Nuova che vanno in giro con il pugno alzato».
..i militanti di FN vanno in giro con il pugno alzato?!?! Sono diventati komunisti coma la Salvina?!?!
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[Data pubblicazione: 03/05/2006]




..i militanti di FN vanno in giro con il pugno alzato?!?! Sono diventati komunisti coma la Salvina?!?!
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