Con l' uscita dalla scena politica (che auspico definitiva) di Berlusconi probabilmente si torna alla "vecchia" politica, quella per cui i governati chiedono ai governanti di essere migliori di loro.
Questa e' una prassi consolidata nella totalita' delle democrazie occidentali.
In UK un vicepremier mette in crisi il premier perche' ha una amante, da noi alcuni si sono compiaciuti per l' asserito corteggiamento della premier finlandese.
altri hanno trovato divertenti le battute, in sede di conferenza stampa, sulla fedelta' della seconda moglie del premier fatte davanti al primo ministro danese.
Ferrara (e Feltri, Farina... il sistema delle F) si sono compiaciuti per l' irritualita' di un presidente del consiglio che "dice pane al pane", incurante di incidenti diplomatici e del "tono" della politica.
La domanda (non retorica, anche se ho il mio punto di vista) e' se la "democratizzazione" della politica sia un bene o se sia un male, se la vecchia massima di Lenin per cui "il comunismo e' un regime dove anche una cuoca puo' diventare capo dello Stato" sia stata approcciata piu' seriamente da SB o dalla sinistra.




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