Camera e Senato hanno nominato gli organismi della XV legislatura
a Montecitorio vicepresidente Giorgia Meloni di An, classe 1977
Eletti gli uffici di presidenza
da lunedì via alla politica
Subito all'esame dei neo-eletti la questione dei contributi
e delle deroghe per la costituzione dei gruppi parlamentari
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La neo-vicepresidente della Camera Giorgia Meloni
ROMA - E ora via alla politica. Con l'elezione avvenuta oggi degli uffici di presidenza di Camera e Senato, i parlamentari da lunedì potranno tuffarsi nella "politica politicienne", anche se a Montecitorio il presidente Fausto Bertinotti ha subito messo al lavoro il neo-eletto organismo della Camera. Vicepresidenti, questori e segretari, hanno discusso "dell'armonizzazione dei contributi ai gruppi parlamentari di grossa consistenza", come ha spiegato Pierluigi Castagnetti, vicepresidente in quota Ulivo-Margherita.
In sostanza la questione, importante sul piano politico, lo è anche sul piano materiale visto che solo al Senato di contributo unico la fusione comporta una perdita secca di 32.000 euro al mese. Per un attimo, comunque, la questione è stata accantonata. Nel corso della riunione, infatti, il presidente di Montecitorio ha offerto una coppa di spumante, rigorosamente italiano, in onore delle neo elette presenti.
E proprio tra le donne spiccano, forse, le maggiori novità di questa legislatura nei ranghi dell'organismo parlamentare: la Camera da oggi ha la più giovane vicepresidente della storia repubblicana, Giorgia Meloni di An, classe 1977, "la miglior testimonianza per tutti i giovani che vogliono affacciarsi concretamente e in modo moderno alla politica", è stata definita dalla collega di partito Daniela Santanchè.
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L'altra novità riguarda invece l'Unione. Anche qui una 'prima volta', con una donna segretario eletta in una circoscrizione estera: Antonietta Mariza Bafile, 52 anni, viene dal Venezuela. Giornalista di grande esperienza nel campo dell'emigrazione italiana, ha raccolto più di 17mila voti e insiste molto sul tema dell'informazione, che ritiene centrale.
Ma la giornata è stata segnata anche dalle prime scintille interne alla sinistra. Al Senato uno dei candidati alla vicepresidenza, Loredana De Petris dei Verdi si è vista scavalcata, dopo un'intensa trattativa notturna, dal candidato di Rifondazione comunista Milziade Caprili. Insieme per l'Unione non nasconde il proprio malumore anche se a De Petris è stato assicurato il posto di segretario.
E prima di passare alla politica e alla battaglia parlamentare, lunedì prossimo ci sarà una piccola coda procedurale: prima che cominci la seduta comune per l'elezione del presidente della Repubblica, l'Assemblea di Montecitorio dovrà scegliere tre deputati segretari che si aggiungono a quelli eletti oggi: rappresenteranno nell'ufficio di presidenza i gruppi parlamentari di Udc, Lega e Idv.
Eletti alla Camera. I quattro vicepresidenti di Montecitorio sono Giulio Tremonti (FI), Giorgia Meloni (An, 29 anni), Pierluigi Castagnetti (Ulivo-Margherita) e Carlo Leoni (Ulivo-Ds). I deputati questori sono Francesco Colucci (FI), Gabriele Albonetti (Ulivo-Ds) e Severino Galante (Pdci), mentre deputati segretari sono stati eletti Valentina Aprea e Pippo Fallica (FI), Teodoro Buontempo e Antonio Mazzocchi (An), Renzo Lusetti e Rino Piscitello (Ulivo-Margherita), Titti Di Simone (Prc) e Mariza Bafile (Ulivo, eletta all'estero).
Eletti al Senato. I quattro vicepresidenti che affiancheranno Franco Marini al banco più alto di Palazzo Madama sono Gavino Angius (Ulivo-Ds), Roberto Calderoli (Lega), Milziade Caprili (Prc) e Mario Baccini (Udc). Per Calderoli è un ritorno: era stato vicepresidente del Senato anche nella scorsa legislatura, prima di diventare ministro delle Riforme. I senatori questori sono Elga Thaler (Svp), Salvatore Nieddu (Ulivo-Ds) e Romano Comincioli (FI), mentre i nuovi segretari d'Aula sono Loredana De Petris (Insieme nell'Unione, Verdi-Pdci), Natale D'Amico (Ulivo), Giovanni Battaglia (Ulivo), Salvatore Ladu (Ulivo), Cosimo Ventucci (FI), Lucio Malan (FI), Pasquale Viespoli (An) e Maurizio Eufemi (Udc).
Deroghe ai gruppi. Il primo adempimento per gli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama è quello delle deroghe al numero minimo di deputati per la costituzione dei gruppi parlamentari. Le richieste sono state avanzate da Rosa nel pugno, Verdi, Pdci, Dc-Npsi e Mpa. La decisione su questo tema è importante: non solo perchè consentirà, se ci sarà la deroga, a questi gruppi di partecipare alle consultazioni al Quirinale, ma anche perché solo una volta sciolto questo nodo il presidente della Camera provvederà a nominare i componenti della Giunta delle Elezioni, l'organismo parlamentare che dovrà dire l'ultima parola rispetto alle irregolarità nelle elezioni denunciate dalla Casa delle libertà.
(4 maggio 2006)
FINALMENTE UN PO' DI SPAZIO AI PIU' GIOVANI.




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