Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    29 Oct 2004
    Messaggi
    19,577
     Likes dati
    6
     Like avuti
    3
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito la democrazia, giorgio gaber

    Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
    Dunque, c’è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più.
    La dittatura in Italia c’è stata e chi l’ha vista sa cos’è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
    Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!…
    D’altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c’è scritto che “democrazia” significa “potere al popolo”. Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c ‘è scritto.
    Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democrazia rappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo.
    Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
    Un’altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
    Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto.
    Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai!
    E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c’è mai la governabilità.
    È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
    Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c’è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c’è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C’è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
    Non c’è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittaturadi Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece… quella gli va bene.
    Auguri!!!

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 Apr 2006
    Messaggi
    5,134
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Libertà

    La libertà

    Giorgio Gaber

    (1972)
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Vorrei essere libero come un uomo.
    Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
    e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
    sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
    incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
    e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
    che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
    e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche avere un’opinione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    Vorrei essere libero, libero come un uomo.
    Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
    e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
    con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
    e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.

    Da "Dialogo tra un impegnato e un non so"

  3. #3
    Ordine e Disciplina
    Data Registrazione
    08 Apr 2002
    Località
    Reazione, Tradizione, Controrivoluzione, Restaurazione, Legittimismo, Sanfedismo
    Messaggi
    5,140
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questa però è una delle più belle:

    ----------------------


    Il Potere Dei Più Buoni



    La mia vita di ogni giorno
    è preoccuparmi di ciò che ho intorno
    sono sensibile ed umano
    probabilmente sono il più buono
    ho dentro il cuore un affetto vero
    per i bambini del mondo intero
    ogni tragedia nazionale
    è il mio terreno naturale
    perché dovunque c'è sofferenza
    sento la voce della mia coscienza.

    Penso ad un popolo multirazziale
    ad uno stato molto solidale
    che stanzi fondi in abbondanza
    perché il mio motto è l'accoglienza
    penso al disagio degli albanesi
    dei marocchini, dei senegalesi
    bisogna dare appartamenti
    ai clandestini e anche ai parenti
    e per gli zingari degli albergoni
    coi frigobar e le televisioni.

    E' il potere dei più buoni
    è il potere dei più buoni
    son già iscritto a più di mille associazioni
    è il potere dei più buoni
    e organizzo dovunque manifestazioni.

    E' il potere dei più buoni
    è il potere dei più buoni
    è il potere... dei più buoni...

    La mia vita di ogni giorno
    è preoccuparmi per ciò che ho intorno
    ho una passione travolgente
    per gli animali e per l'ambiente
    penso alle vipere sempre più rare
    e anche al rispetto per le zanzare
    in questi tempi così immorali
    io penso agli habitat naturali
    penso alla cosa più importante
    che è abbracciare le piante.

    Penso al recupero dei criminali
    delle puttane e dei transessuali
    penso ai giovani emarginati (1)
    al tempo libero dei carcerati
    penso alle nuove povertà
    che danno molta visibilità
    penso che è bello sentirsi buoni
    usando i soldi degli italiani.

    E' il potere dei più buoni
    è il potere dei più buoni
    costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
    è il potere dei più buoni
    che un domani può venir buono
    per le elezioni.
    E' il potere dei più buoni
    è il potere dei più buoni
    è il potere... dei più buoni...

  4. #4
    Identitario Europeo
    Data Registrazione
    06 Sep 2002
    Messaggi
    12,512
     Likes dati
    15
     Like avuti
    49
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La mia preferita

    L'America.

    (di G, Gaber - versione del 1995)

    Just singing in the raln (cit.)

    A noi ci hanno insegnato tutto gli americani. Se non c'erano gli americani a quest'ora noi... eravamo europei: vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri.
    Non c'è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli americani. E generosi, e buoni, e giusti.
    Non c'è popolo più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. No! E' perché ci sono dei posti dove non c'è ancora né giustizia, né libertà. E loro... Eccola lì... Pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano.
    L'America è un arsenale di democrazia. E quello che mi ha sempre colpito degli americani è questo gran desiderio, questo gran bisogno di esportare, di divulgare il loro modo di vivere, la loro cultura... no, non la cultura... le invenzioni, i fatti di costume... Sono portatori sani di cose nuove, sempre nel senso che a loro non fanno male però te le attaccano.
    Dopo la seconda guerra mondiale sono arrivati qui e hanno portato: jeep, scatolette, jeans, cultura... no, non la cultura... movimenti dinoccolati, allegria, progresso, cultura... no, non la cultura... la Coca-Cola, il benessere, la tecnologia, lo sviluppo...
    E di colpo l'Europa, la vecchia, cara Europa, con i suoi lampioncini fiochi, i suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i valzer...

    In the mood (cit)

    E poi luci, e neon, e vita, e colori, e automobili, ponti, autostrade, televisori, aerei... Chewing-gum!
    Non c'è popolo più stupido degli americani.

    Stranger in the night (cit.)

    La cultura non li ha mai intaccati, volutamente. Sì, perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura vecchia, elaborata: Leonardo, Shakespeare, Voltaire, Hegel, Shopenawer. Ma certo, più semplicità, più immediatezza. Loro hanno sempre creato così... come andare al cesso.

    Tutti frutti (cit.)

    L'America è un paese di giovanotti. Gli americani sono gli unici al mondo che a Disneyland non si sentono idioti neanche per un attimo. No, io non ho niente contro l'America, anzi, mi piace. Ce l'ho con gli americanisti di tutto il mondo. L'America, si sa, è stato un errore dì navigazione. Certo, non ci volevamo mica andare, ci siamo cascati. Ecco cos'è l'America: è uno scivolo, una buca, un'enorme buca con il risucchio: SSSCCHHIVVRRUMMM! No, un momento, non tutti ci son cascati subito. All'inizio c'era anche il vento dell'Est, che, come dice la parola, tirava un po' di là. Sì, l'Unione Sovietica, con le sue promesse, il suo senso di uguaglianza, di giustizia, l'Internazionale Socialista, la sua cultura... la cultura... no, la cultura ... anche lì lasciamo perdere.
    E l'Italia, con le sue macerie, ma già con le sue prime luci al neon... VVVV!... oscillava, oscillava: "Meglio di qui... no, meglio di là...". Chi faceva il tifo per l'uno, chi per l'altro... Insomma, si discuteva, ci si dibatteva tra due culture... Ma no! No! quali culture... maledizione. Tra due bulldozer! Ecco.
    Poi, ad un certo punto, così di colpo, senza preavviso, senza nemmeno che un colonnello dell'aviazione ce lo dicesse, il vento dell'Est smette. E da quel momento: SSSCCHHIVVRRUMMM! Tutti in buca.
    Ma come? Non eravamo diversi? Non si oscillava? Non ci si dibatteva?
    Macché, più niente. Tra un imbucato e l'altro non si riconosce più nessuno. Eh sì, quelli di destra, maledizione, mi diventano sempre più democratici. Quelli di sinistra sempre più liberali, e... SSSCCHHIVVRRUMMM! Quelli di centro... no, quelli di centro niente da dire: sono sempre stati bucaioli, loro. Ma dagli altri, non me l'aspettavo.
    E ora tutti a dire: "Che bella la buca... che bella la buca... non c'è niente di più democratico della buca... a me piace la buca di Reagan... no, io sono per quella di Clinton... Eh già, perché c'è buca e buca... Viva la buca!"

    We are the world (cit.)

    La buca è l'ineluttabile destino dell'umanità, è lo sviluppo incontrollato e selvaggio, è la spietata legge del più forte intesa come naturale selezione della specie. E' l'eroico sacrificio di qualsiasi giustizia sociale. E' la vittoria totale del mercato. E' il trionfo dell'unica visione del mondo. La buca è l'America!
    Ed eccoci qui, anche noi liberi, liberali, liberisti, siamo per la rivoluzione liberale ma con la solidarietà, siamo liberistici e per il liberalesimo, siamo liberaloidi, libertari, libertini, libertinotti. Liberi tutti!

    We shall over come (cit.)

    A me l'america non mi fa niente bene. Troppa libertà. Non c'è niente che appiattisca l'individuo come quella libertà lì. Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro.
    Come sono geniali gli americani. Te la mettono lì...
    La libertà è alla portata di tutti, come la chitarra. Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    29 Oct 2004
    Messaggi
    19,577
     Likes dati
    6
     Like avuti
    3
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    così mi fate commuovere

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 Apr 2006
    Messaggi
    5,134
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito se vuoi commuoverti...

    Un'idea - Gaber



    Un'idea, un concetto, un'idea,
    finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
    se potessi mangiare un'idea
    avrei fatto la mia rivoluzione.
    In Virginia il signor Brown
    era l'uomo più antirazzista,
    un giorno sua figlia sposò
    un uomo di colore,
    lui disse: "Bene!"
    ma non era di buonumore.
    Ad una conferenza
    di donne femministe
    si parlava di prender coscienza
    e di liberazione;
    tutte cose giuste
    per un'altra generazione.
    Un'idea, un concetto, un'idea,
    finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
    se potessi mangiare un'idea
    avrei fatto la mia rivoluzione.
    Su un libro di psicologia
    ho imparato a educare mio figlio,
    Se cresce libero il bimbo
    è molto più contento!
    L'ho lasciato fare
    m'è venuto l'esaurimento!
    Il mio amico voleva impostare
    la famiglia in un modo nuovo
    e disse alla moglie:
    "Se vuoi mi puoi anche tradire!"
    Lei lo tradì,
    lui non riusciva più a dormire
    Un'idea, un concetto, un'idea,
    finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
    se potessi mangiare un'idea
    avrei fatto la mia rivoluzione.
    Aveva tante idee,
    era un uomo d'avanguardia,
    si vestiva di nuova cultura,
    cambiava ogni momento,
    ma quand'era nudo
    era un uomo dell'ottocento!
    Ho voluto andare
    ad una manifestazione:
    i compagni, la lotta di classe,
    tante cose belle
    che ho nella testa
    ma non ancora nella pelle!
    Un'idea, un concetto, un'idea,
    finché resta un' idea, è soltanto un'astrazione,
    se potessi mangiare un'idea
    avrei fatto la mia rivoluzione,
    la mia rivoluzione, la mia rivoluzione...


    quanto è vera questa, e quanto dovremmo rileggerla noi per primi...

  7. #7
    Dalla parte del torto!
    Data Registrazione
    16 Mar 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    4,103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    IO SE FOSSI DIO
    [Giorgio Gaber ]

    Io se fossi Dio...
    e io potrei anche esserlo,
    sennò non vedo chi!

    Io se fossi Dio,
    non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
    non sarei mica un dilettante,
    Sarei sempre presente!
    Sarei davvero in ogni luogo a spiare
    o meglio ancora a criticare
    appunto cosa fa la gente.
    Per esempio il piccolo borghese
    com'è noioso,
    non commette mai peccati grossi,
    non è mai intensamente peccaminoso.
    Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
    e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
    lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

    Per questo
    io se fossi Dio,
    preferirei il secolo passato,
    se fossi Dio
    rimpiangerei il furore antico,
    dove si odiava, e poi si amava,
    e si ammazzava il nemico!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    non sarei così coglione
    a credere solo ai palpiti del cuore
    o solo agli alambicchi della ragione.

    Io se fossi Dio,
    sarei sicuramente molto intero
    e molto distaccato
    come dovreste essere Voi!

    Io se fossi Dio,
    non sarei mica stato a risparmiare,
    avrei fatto un uomo migliore.
    Si vabbè lo ammetto
    non mi è venuto tanto bene,
    ed è per questo, per predicare il giusto,
    che io ogni tanto mando giù qualcuno,
    ma poi alla gente piace interpretare
    e fa ancora più casino!

    Io se fossi Dio,
    non avrei fatto gli errori di mio figlio,
    e sull'amore e sulla carità
    mi sarei spiegato un po' meglio.

    Infatti non è mica normale
    che un comune mortale
    per le cazzate tipo compassione e fame in India,
    c'ha tanto amore di riserva
    che neanche se lo sogna,
    che viene da dire:
    "Ma dopo come fa a essere così carogna?"

    Io se fossi Dio,
    non sarei ridotto come Voi
    e se lo fossi io certo morirei
    per qualcosa di importante.

    Purtroppo l'occasione
    di morire simpaticamente
    non capita sempre,
    e anche l'avventuriero più spinto
    muore dove gli può capitare
    e neanche tanto convinto.

    Io se fossi Dio,
    farei quello che voglio,
    non sarei certo permissivo,
    bastonerei mio figlio,
    sarei severo e giusto,
    stramaledirei gli Inglesi
    come mi fu chiesto,
    e se potessi
    anche gli africanisti e l'Asia
    e poi gli Americani e i Russi;
    bastonerei la militanza
    come la misticanza
    e prenderei a schiaffi
    i volteriani, i ladri,
    gli stupidi e i bigotti:
    perché Dio è violento!
    E gli schiaffi di Dio
    appiccicano al muro tutti!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Finora abbiamo scherzato!
    Ma va a finire che uno
    prima o poi ci piglia gusto
    e con la scusa di Dio tira fuori
    tutto quello che gli sembra giusto.

    E a te ragazza
    che mi dici che non è vero
    che il piccolo borghese
    è solo un po' coglione,
    che quel uomo è proprio un delinquente,
    un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
    e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

    Io come Dio inventato,
    come Dio fittizio,
    prendo coraggio
    e sparo il mio giudizio e dico:
    "Speriamo che a tuo padre
    gli sparino nel culo cara figlia!".
    Così per i giornali diventa
    un bravo padre di famiglia.

    Io se fossi Dio,
    maledirei davvero i giornalisti
    e specialmente tutti,
    che certamente non son brave persone
    e dove cogli, cogli sempre bene.
    Compagni giornalisti avete troppa sete
    e non sapete approfittare delle libertà che avete,
    avete ancora la libertà di pensare
    ma quello non lo fate
    e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
    e di fotografare immagini geniali e interessanti,
    di presidenti solidali e di mamme piangenti.
    E in questa Italia piena di sgomento
    come siete coraggiosi, voi che vi buttate
    senza tremare un momento:
    cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
    e si direbbe proprio compiaciuti.
    Voi vi buttate sul disastro umano
    col gusto della lacrima in primo piano.
    Sì vabbè lo ammetto
    la scomparsa dei fogli e della stampa
    sarebbe forse una follia,
    ma io se fossi Dio,
    di fronte a tanta deficienza
    non avrei certo la superstizione della democrazia!

    Ma io non sono ancora
    del regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
    nel regno dei cieli non vorrei ministri
    e gente di partito tra le "balle",
    perché la politica è schifosa
    e fa male alla pelle.
    E tutti quelli che fanno questo gioco,
    che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
    come la lebbra e il tifo,
    e tutti quelli che fanno questo gioco,
    c'hanno certe facce
    che a vederle fanno schifo,
    che sian untuosi democristiani
    o grigi compagni del P.C.
    Son nati proprio brutti
    o perlomeno tutti finiscono così.

    Io se fossi Dio,
    dall'alto del mio trono
    vedrei che la politica è un mestiere come un altro
    e vorrei dire, mi pare Platone,
    che il politico è sempre meno filosofo
    e sempre più coglione!:
    è un uomo tutto tondo
    che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
    che scivola sulle parole
    anche quando non sembra o non lo vuole.

    Compagno radicale,
    la parola compagno non so chi te l'ha data,
    ma in fondo ti sta bene,
    tanto ormai è squalificata,
    compagno radicale,
    cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
    ti muovi proprio bene in questo gran casino
    e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
    e dall'altra si riempiono le galere
    di gente che non centra un cazzo!
    Compagno radicale,
    tu occupati pure di diritti civili
    e di idiozia che fa democrazia
    e preparaci pure un altro referendum
    questa volta per sapere
    dov'è che i cani devono pisciare!

    Compagni socialisti,
    ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
    compagni socialisti,
    con le vostre spensierate alleanze
    di destra, di sinistra, di centro,
    coi vostri uomini aggiornati,
    nuovi di fuori e vecchi di dentro,
    compagni socialisti fatevi avanti
    che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
    fatevi avanti col mito del progresso
    e con la vostra schifosa ambiguità!
    Ringraziate la dilagante imbecillità!

    Ma io non sono ancora
    nel regno dei cieli,
    sono troppo invischiato
    nei vostri sfaceli...

    Io se fossi Dio,
    non avrei proprio più pazienza,
    inventerei di nuovo una morale
    e farei suonare le trombe
    per il Giudizio universale.

    Voi mi direte perché è così parziale
    il mio personalissimo Giudizio universale?
    Perché non suonano le mie trombe
    per gli attentati, i rapimenti,
    i giovani drogati e per le bombe?
    Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
    Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
    io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
    o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
    ma come uomo come sono e fui
    ho parlato di noi, comuni mortali,
    quegli altri non li capisco,
    mi spavento, non mi sembrano uguali.
    Di loro posso dire solamente
    che dalle masse sono riusciti ad ottenere
    lo stupido pietismo per il carabiniere,
    di loro posso dire solamente
    che mi hanno tolto il gusto
    di essere incazzato personalmente.
    Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
    cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
    Però se fossi Dio
    sarei anche invulnerabile e perfetto,
    allora non avrei paura affatto,
    così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
    che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

    Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
    di noi posso parlare perché so chi siamo
    e forse facciamo più schifo che spavento,
    ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

    Ma io se fossi Dio,
    non mi farei fregare da questo sgomento
    e nei confronti dei politicanti
    sarei severo come all'inizio,
    perché a Dio i martiri
    non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

    E se al mio Dio che ancora si accalora,
    gli fa rabbia chi spara,
    gli fa anche rabbia il fatto
    che un politico qualunque
    se gli ha sparato un brigatista,
    diventa l'unico statista.

    Io se fossi Dio,
    quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
    c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
    che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
    è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

    Io se fossi Dio,
    un Dio incosciente enormemente saggio,
    avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
    ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
    quella faccia che era!

    Ma in fondo tutto questo è stupido
    perché logicamente
    io se fossi Dio,
    la Terra la vedrei piuttosto da lontano
    e forse non ce la farei ad accalorarmi
    in questo scontro quotidiano.

    Io se fossi Dio,
    non mi interesserei di odio o di vendetta
    e neanche di perdono
    perché la lontananza è l'unica vendetta
    è l'unico perdono!

    E allora
    va a finire che se fossi Dio,
    io mi ritirerei in campagna
    come ho fatto io...
    Sinistra Nazionale!

  8. #8
    Nimmo
    Ospite

    Predefinito

    Quando è moda, è moda
    di Gaber - Luporini


    Mi ricordo la mia meraviglia e forse l'allegria
    di guardare a quei pochi che rifiutavano tutto
    mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste
    che si univano come un'ondata che rifiuta e che resiste.
    Ora il mondo è pieno di queste facce, è veramente troppo pieno
    e questo scambio di emozioni, di barbe, di baffi e di kimoni
    non fa più male a nessuno.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

    Non so che cosa è successo a queste facce, a questa gente
    se sia solo un fatto estetico o qualche cosa di più importante
    se sia mio ripensamento o la mia mancanza di entusiasmo
    ma mi sembrano già facce da rotocalchi o da ente del turismo.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

    E visti alla distanza non siete poi tanto diversi
    dai piccolo borghesi che offrono champagne e fanno i generosi
    che sanno divertirsi e fanno la fortuna e la vergogna
    dei litorali più sperduti e delle grandi spiagge della Sardegna.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

    E anche se è diverso il vostro grado di coscienza
    quando è moda è moda, non c'è nessuna differenza
    tra quella del playboy più sorpassato e più reazionario
    a quella sublimata di fare "la comune" o un consultorio.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

    Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
    direi che sono diverso e quasi certamente solo
    direi che non riesco a sopportare le vecchie assurde istituzioni
    e le vostre manie creative, le vostre innovazioni.

    Io sono diverso, io cambio poco, cambio molto lentamente
    non riesco a digerire i “corsi accelerati” da Lenin a l’Oriente
    e anche nell’amore non riesco a conquistare la vostra leggerezza
    non riesco neanche a improvvisare o fare un po’ l’omosessuale tanto per cambiare.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.


    E siete anche originali, basta ascoltare qualche vostra frase
    piena di nuove parole, sempre più acculturate, sempre più disgustose
    che per uno normale, per uno di onesti sentimenti
    quando ve le sente in bocca avrebbe una gran voglia che vi saltassero i denti.

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

    Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
    direi che non è più tempo di fare mischiamenti
    che è il momento di prender le distanze, che non voglio inventarmi più amori
    che non voglio più avervi come amici, come interlocutori.

    Sono diverso e certamente solo.
    Sono diverso perché non sopporto il buon senso comune
    ma neanche la retorica del pazzo
    non ho nessuna voglia di assurde compressioni
    ma nemmeno di liberarmi a cazzo
    non voglio velleitarie mescolanze con nessuno
    nemmeno più con voi
    ma non sopporto neanche la legge dilagante del "fatti i cazzi tuoi!"

    Sono diverso, sono polemico e violento
    non ho nessun rispetto per la democrazia
    e parlo molto male di prostitute e detenuti
    da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
    di quelli che mi diranno che sono qualunquista, non me ne frega niente
    non sono più compagno, né femministaiolo militante
    mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari e le altre cazzate
    e, finalmente, non sopporto le vostre donne liberate
    con cui voi discutete democraticamente
    sono diverso perché quando è merda è merda
    non ha importanza la specificazione...

    autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai, gramsciani
    cattolici, nani, datori di luci, baristi, troie, ruffiani, paracadutisti, ufologi...

    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
    Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

 

 

Discussioni Simili

  1. Video Giorgio Gaber
    Di danko (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 07-08-08, 00:57
  2. La democrazia (secondo Giorgio Gaber)
    Di Myrddin-Merlino nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 09-10-07, 14:51
  3. Giorgio Gaber - Io se fossi Dio
    Di nel forum Musica
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-01-05, 06:15
  4. un saluto a Giorgio Gaber!
    Di carbonass nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-01-03, 18:59

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito