
Originariamente Scritto da
pietro
Il 25 aprile, a Milano, sono successe tre cose del tutto distinte. Qualcuno ha fischiato Letizia Moratti. E' una faccenda che non commenterò perché rientra nel gioco infantile delle polemiche tra centrodestra e centrosinistra. Un gruppo di migranti accompagnava una bara simbolica che ricordava un marocchino handicappato ucciso da un vigilante che lo voleva sfrattare dall'appartamento che occupava, pare per affittarlo ai viados "che pagano di più". A un certo punto questo gruppo di persone ha bruciato un pezzo di carta (così sembra dalle foto) che raffigurava in maniera approssimativa una bandiera israeliana. A Piazza San Babila, un presidio completamente diverso di persone, legate ad alcuni centri sociali, ha gridato "Palestina rossa!" e rivolto alcuni fischi verso un gruppo di persone che agitavano bandiere israeliane.
Cose che normalmente non verrebbero nemmeno citate nella cronaca locale dei quotidiani. L'unico fatto grave è successo il giorno dopo, e ci fa capire molto del futuro che ci attende sotto il centrosinistra. Su La Repubblica, Mario Pirani invita alla violenza fisica: "E infine, i servizi d'ordine, che è sperabile esistano ancora, hanno del tutto dimenticato i tempi in cui i provocatori e gli estremisti venivano scacciati dai cortei con metodi assai più persuasivi dell'"invito al dialogo"?" Il richiamo ai bei vecchi tempi viene accolto con entusiasmo da Armando Cossutta, quello che gestiva i soldi che i sovietici mandavano in Italia per finanziare il PCI: "Quando c'erano i cortei, il Pci sapeva organizzarsi in modo da isolare i provocatori. Ora purtroppo non si fa più niente". Lo stalinismo al servizio del capitalismo totale e dell'imperialismo, insomma. Siccome gli attuali funzionari dei DS difficilmente vorranno sporcarsi le mani, presumiamo che si arriverà ad affittare i servizi di qualche agenzia del genere di quella che mandò Quattrocchi in Iraq. Il concetto di impedire, vietare, reprimere lo ribadisce il neo-clericale, ex-libertario, Francesco Rutelli:"In un giorno di libertà e di festa nazionale nessuno ha il diritto e puo' prendersi la libertà di compiere dei gesti tanto assurdi. Noi non lo tollereremo più." Intervengono anche gli imprenditori religiosi. Per l'Osservatore Romano, le isteriche condanne di giudici improvvisati da cui siamo stati sommersi tutto ieri sono state tardive, mentre Amos Luzzatto, dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (quello che accompagnò Fini a Gerusalemme), invoca letteralmente una Endlösung: discolpando Bertinotti, aggiunge "non significa che la sinistra tutta non debba agire in maniera definitiva contro questi teppisti". Nel frattempo, Forza Italia ha presentato un'interrogazione all'Unione Europea, chiedendo se la Commissione europea e il Consiglio non ritengano "insufficienti le misure adotatte nel contrasto dell'antisemitismo negli ultimi tempi?" e "quali iniziative intende assumere la Commissione (e il Consiglio, ndr) per fronteggiare l'ormai diffuso ritorno di sentimenti antisemiti in diversi paesi dell'Unione europea?" Non si è ancora formato il futuro governo di centrosinistra, che già si intuisce quale sarà il rapporto tra governo e opposizione. Il grande pregio che si attribuisce al sistema bipartitico è che una parte corregge gli eccessi dell'altra: il governo dà troppi soldi al nord? L'opposizione rivendica i diritti del sud. Il governo vuole entrare in guerra? L'opposizione sostiene le ragioni della pace. Qui invece avremo un governo che spinge in un senso, e l'opposizione che da dietro gli dà la spinta e lo accusa di non sforzarsi abbastanza. A Piazza San Babila, il gruppo di persone che agitava bandiere israeliane reggeva anche uno striscione con la scritta "Brigata Ebraica. Anche loro, 5.000 sionisti, liberarono l'Italia". Sionisti, notate, non "ebrei". Il sito dell'Associazione Amici d'Israele spiega senza falsi pudori lo scopo per cui i loro militanti si infilano con bandiere dello stato d'Israele in manifestazioni che commemorano un evento avvenuto tre anni prima che nascesse Israele: "L'utilizzo del termine "sionisti" è stato scelto con cura. Con tale messaggio infatti, abbiamo già voluto introdurre la prossima battaglia culturale: quella dello "sdoganamento" del sionismo. Crediamo infatti importante, nei prossimi anni, spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto, al contrario di quanto sostengono le forze politiche di estrema destra e di estrema sinistra - oltre che diversi intellettuali - che lo riducono ad un movimento "colonialista" o "razzista". Tutti si rivolgono a Fausto Bertinotti. Ora, l'area interessata non ha nulla a che vedere con Bertinotti. Il 25 aprile, dicono, "è di tutti", e la Moratti insegna che non è obbligatorio essere di centrosinistra per parteciparvi. Faccio qui un inciso. Quelli che hanno contestato gli "sdoganatori" sionisti non sono esenti da colpe. Si tratta, infatti, di un ambiente che ritiene che quattro skinhead siano il massimo dei mali e che fagocitano quella cosa tragicamente inutile che è la guerra tra bande giovanili, tanto da aver scatenato una rissa in Corso Buenos Aires alcune settimane fa, in cui almeno un terzo dei manifestanti sono finiti in carcere. E' il tipo di gente che crede che chiunque non sia entrato nell'estrema sinistra a quindici anni, e non parli in un certo modo, è un losco infiltrato fascista. Per la legge del contrapasso, Mario Pirani, sempre sulla Repubblica, scrive che "non è un caso" che il loro presidio fosse proprio a Piazza San Babila, un tempo "covo colpevolmente tollerato delle squadre dei picchiatori neri". Comunque, quando qualcuno viene attaccato dal centrodestra, dal centrosinistra, dal Vaticano e persino dallo Stato d'Israele, ha tutta la mia solidarietà. Ma torniamo a Fausto Bertinotti, che non solo condanna rumorosamente, ma parla della "esigenza di guadagnare un'idea mite della politica". L'ambasciatore d'Israele non si accontenta: "Le scuse di Bertinotti non sono sufficienti". Lo ha dichiarato a Sky Tg24 Ehud Gol, ambasciatore israeliano in Italia, a proposito della bandiera israeliana bruciata ieri durante la manifestazione del 25 aprile. "Non capisco perché era necessario, in una festa italiana, dimostrare contro Israele, bruciando la bandiera del nostro paese", ha aggiunto Gol. Per l'ambasciatore israeliano a Roma, "Bertinotti e altri della sinistra devono fare il massimo per fermare questi gruppi militanti, questo odio contro Israele. Devono iniziare un lungo processo di educazione". I manifestanti di ieri, ha aggiunto, "non sono il governo italiano, ma fascisti della sinistra italiana". Ora, l'ambasciatore israeliano è abbastanza informato da sapere che Bertinotti non c'entra niente. Infatti Gol, come tutti quelli che parlano adesso di Bertinotti, sta mandando un altro messsaggio, e quello che è successo il 25 aprile è solo un pretesto mediatico per farlo. Da una parte, il futuro governo dovrà schiacciare chi critica il dominio. Dall'altra, siccome non si possono mandare in carcere tutti, e non ci sono più i servizi d'ordine di una volta, occorre "educarli". E qui ritroviamo il grande progetto di Fausto Bertinotti, che abbiamo chiamato lo stalinismo fricchettone. Cioè il controllo in maniera autoritaria di tutte le forme di dissenso che comunque nasceranno. Mentre DS e Margherita si fonderanno nel "Partito democratico" che prenderà il posto della vecchia DC, Rifondazione occuperà il posto lasciato libero dai DS. Dove Bertinotti dovrà usare la sua funambolica retorica un po' psicanalitica e un po' populista, per tenere sotto controllo chiunque si muova "a sinistra". Anche Cossutta (intervistato oggi su Repubblica) lo dice esplicitamente:" Bertinotti, e non solo lui, deve tenere la barra dritta [...] Bertinotti saprà neutralizzare i massimalisti evitando danni alla causa comune". Dimenticavo, come dimenticano tutti. Nel rapporto per la sola settimana dal 6 al 12 aprile, il Centro palestinese per i diritti umani ci informa che gli israeliani hanno ucciso 19 palestinesi, feriti 94, sequestrati 70, mentre i coloni si sono impossessati con la forza di case private a Hebron. Il rapporto, però, non segnala fischi contro bandiere palestinesi.
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