Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    10 Oct 2009
    Messaggi
    329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento

    Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento
    Inserito il 14 gennaio 2010
    Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento|Libertiamo.it
    Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento

    - Giusto il tempo di riassaporare il profumo del ‘94, e già siamo a sentire qualcosa che somiglia lontanamente all’odore del ‘96 e poi del 2006.

    L’Italia ha fatto ampia esperienza di una coalizione, quella del centro-sinistra prodiano, post-prodiano e neo-prodiano, che, nelle sue figure migliori, interpretava il rigore di bilancio in termini immobilistici (il debito è alto, la spesa pubblica non si può toccare, quindi le tasse neppure) e solo nelle peggiori teorizzava la “vendetta fiscale”.

    Un “centro-sinistra due”, anche se nominalmente berlusconiano e tremontiano, potrà governare – appunto – in modo più responsabile, facendo in modo che la spesa non scappi e la tassazione non sia costretta ad inseguirla, ma non sarà per questo più riformatore né porterà quel cambiamento che da un quindicennio il Cavaliere va predicando.

    Non basta non alzare le tasse, visto che la pressione fiscale può crescere in rapporto al Pil, anche se non aumentano le aliquote. A conti fatti, anche se a fronte di un minore gettito, il 2009 potrebbe essersi chiuso peggio del 2008, con un dato superiore al 43%. E non basta, anche se al momento funziona, rifugiarsi in corner sostenendo che le tasse possono scendere quando le cose vanno bene, ma non quando vanno male: che è argomento di non pregevole valore “scientifico” (vogliamo una tassazione rigidamente prociclica?) e di disarmata impotenza politica.

    Dopo avere sostenuto per un quindicennio, con enfasi sincera, che sulla questione fiscale si giocava la più importante questione civile che il Paese avrebbe dovuto affrontare, il centro-destra ha scelto di navigare in acque più tranquille. E’ una scelta comprensibile, che la crisi internazionale non ha necessitato, ma reso politicamente più digeribile ad un elettorato a cui gli tsunami finanziari hanno fatto riscoprire il gusto dello stato forte.

    Ma una discussione sulle tasse fatta di finte e controfinte, di veroniche e di passaggi in orizzontale è meno, molto meno, di quello che si poteva sperare e, perfino, che ci si poteva attendere, malgrado il pieno dei consensi e il vuoto di alternativa non sia il migliore incentivo alle riforme per una coalizione saldamente al potere.

    La riforma istituzionale più importante, quella per ristabilire un effettivo equilibrio di poteri tra stato e società, passa dalle tasse. E dalle tasse passa anche il “rialzarsi” di quell’Italia che un mix di tassazione punitiva e di spesa pubblica invasiva ha fatto pericolosamente piegare. Il Pdl non può oggi far finta di non averlo mai detto o, perfino, di non averlo mai pensato.

    Share
    Inserito da:

    Carmelo Palma

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    10 Oct 2009
    Messaggi
    329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento

    Perché al governo non serve abbassare le tasse, ma all’Italia sì
    Inserito il 08 gennaio 2010
    Perché al governo non serve abbassare le tasse, ma all?Italia sì|Libertiamo.it
    Perché al governo non serve abbassare le tasse, ma all’Italia sì

    - La ragione per cui è difficile mettere mano ad una riforma che alleggerisca, sia pure parzialmente, la pressione fiscale sul reddito personale e d’impresa non ha a che fare con gli equilibri di un bilancio pubblico minacciato dalla crisi economica. Ha piuttosto a che fare con gli equilibri politici di un Paese, il cui sistema fiscale fotografa alla perfezione i rapporti di forza e la “cultura sociale” diffusa, oltre ad influire, in modo rilevante, sull’evoluzione del sistema economico e produttivo.

    Non è un caso che, dal punto di vista politico, la stagione berlusconiana sia stata inaugurata, ormai quindici anni fa, da un attacco frontale allo “Stato fiscale”. La rottura nel sistema dei poteri e la bancarotta del sistema politico apriva potenzialmente spazi per cambiamenti profondi, tra cui quello fiscale appariva giustamente il primo e più strutturale. Il collasso delle classi dirigenti, che avevano gestito il Paese affidando allo Stato l’intermediazione di una massa crescente di risorse economiche, per la prima volta consentiva di articolare in termini “statuali” una polemica antistatalista, che fino a quel momento aveva animato solo simboliche “rivolte” .

    Non è un caso che quindici anni dopo – “Berlusconi regnante” – la situazione si sia quasi capovolta, la riduzione della pressione fiscale appaia all’esecutivo più un azzardo che una possibilità e le voci su di un possibile taglio delle tasse siano tempestivamente smentite.
    Il passaggio dal berlusconismo “eversivo” a quello “del consenso” – dal Berlusconi rappresentativo dell’esigenza di cambiamento a quello garante della continuità e della tenuta del sistema-paese – ha comportato il progressivo downgrading della questione fiscale, che non è, nè appare una delle priorità dell’azione di governo.

    Inoltre, mentre Berlusconi, rettificando il proprio radicalismo anti-fiscale, può dilagare nel perimetro elettorale della sinistra, non esiste ancora una sinistra che sappia o possa fare concorrenza liberale sui temi fiscali alla coalizione del centro-destra. Insomma, a Berlusconi non serve toccare l’equilibrio di un sistema, che oggi lo premia.

    Rimane però il fatto che gli equilibri politici passano e le leadership pure, ma il Paese resta. E nessuno ha ancora spiegato persuasivamente come per l’Italia sia possibile agganciare una ripresa economica più robusta e rialzare economicamente la testa, senza aggredire, come diceva ieri Benedetto Della Vedova, il “potentissimo disincentivo fiscale al lavoro e all’investimento produttivo”.

    Share
    Inserito da:

    Carmelo Palma -

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 20-12-11, 21:49
  2. Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 27-07-11, 15:15
  3. Movimento senza senso
    Di Antimodernità! nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 18-12-07, 18:23
  4. Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 10-07-04, 22:02

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito