Caso intercettazioni Tre nomi eccellenti Quelle telefonate di Moggi, Pairetto e Mazzini
ROMA - Rappresentano il calcio italiano ai massimi livelli i nomi coinvolti nelle intercettazioni telefoniche della procura di Torino, il cui contenuto, sintetizzato in un centinaio di pagine, è stato inviato nelle settimane scorse alla Federcalcio, all’Uefa e alla procura di Roma dal pm Raffaele Guariniello. I nomi sono quelli di Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, Innocenzo Mazzini, vice presidente della Figc e Pierluigi Pairetto, designatore arbitrale sino alla stagione passata, assieme a Paolo Bergamo, e attualmente membro della Commissione arbitri dell’Uefa. I dialoghi più interessanti, che non hanno però rilevanza penale (la procura torinese ha fatto sapere che l’inchiesta è già chiusa), sotto il profilo sportivo sarebbero quelli registrati tra Moggi e Pairetto, telefonate ripetute che riguarderebbero un arco di tempo di circa un anno, un anno e mezzo. L’argomento principale di discussione sarebbe naturalmente legato agli arbitri, ma rilevanti (e pure esemplificative di come ormai viene gestito il potere nelle alte sfere del nostro sport) vengono ritenute anche le intercettazioni in cui è protagonista più strettamente la Federcalcio. Motivo alla base della grave preoccupazione del presidente Franco Carraro, espressa anche pochi giorni fa ad alcuni consiglieri, e della sua feroce irritazione nei confronti di uno dei suoi collaboratori più stretti, appunto il vice Mazzini, col quale Carraro è ai ferri corti da lunghissimo tempo.
Pressata da ogni parte, la Federcalcio ieri ha emesso un lungo comunicato con il quale ha spiegato, prima di ogni altra cosa, che dal dossier non vengono fuori elementi tali da ipotizzare un qualche illecito sportivo. Sottolineatura più che comprensibile: tuttavia, l’elemento cardine intorno al quale sembra ruotare la vicenda sono proprio i contatti tra Moggi e Pairetto: cosa si sono detti in quelle telefonate intercettate? Dal fascicolo inviato da Guariniello, elaborato in ordine cronologico e per argomenti, davvero emerge solo uno spaccato avvilente del calcio italiano, oppure c’è qualcos’altro di ben più grave e inquietante, nel rapporto tra istituzioni, arbitri e club?
La risposta l’avremo nelle prossime settimane, forse nei prossimi mesi. Contemporaneamente al Mondiale in Germania. Qualcosa però si è già mosso, anche se a livello europeo: l’Uefa ha di fatto censurato Pairetto, non confermandogli l’incarico nella Commissione arbitri, in scadenza il 30 giugno prossimo. E la proposta della Figc di indicare Pierluigi Collina quale nuovo membro italiano, va infatti letta proprio in questa chiave. La Federcalcio, da parte sua, sta continuando ad esaminare due dossier, arrivati da Torino in tempi diversi: il primo il 21 settembre dell’anno scorso, inviato dal capo della procura Marcello Maddalena; il secondo finito sul tavolo di Carraro il 13 marzo 2006. Un’«ampia e copiosa documentazione - scrive la Figc - concernente la trascrizione integrale di un rilevante numero di conversazioni telefoniche» che hanno determinato la necessità di effettuare «ulteriori approfondimenti». L’Ufficio indagini di via Allegri ha quindi preso contatto con la procura di Roma: in particolare Pappa, capo dell’ufficio, ha riferito a due pm, Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, titolari da mesi di un’inchiesta sulla Gea, la società di cui è a capo, com’è noto, Alessandro Moggi, figlio del d.g. juventino. «Alcuni elementi presenti nel dossier - spiega ancora la Figc - possono avere attinenza con alcuni fatti oggetto di un altro procedimento penale in atto istituito dagli stessi magistrati». Appunto quello sulla Gea?
![]()




Rispondi Citando
