È sparito dalla programmazione nelle principali città italiane "Katyn", film del regista polacco Andrzej Wajda dedicato all’eccidio della foresta di Katyn, nei pressi della città russa di Smolensk, dove il 5 marzo 1940 furono massacrati circa 22 mila soldati polacchi dalla Nkvd, la polizia politica sovietica. Tra essi il padre del regista. La strage fu attribuita ai nazisti nel silenzio delle potenze occidentali, che pure erano a conoscenza della verità . Sul luogo del massacro fu eretto un cippo che accusava i tedeschi. Dopo la guerra una commissione medica internazionale ebbe il compito di esaminare i cadaveri degli ufficiali polacchi. Ne faceva parte il direttore dell’Istituto di Medicina legale dell’Università di Napoli Vincenzo Maria Palmieri, che riferì anni dopo, nel 1978, che “nessuno dei 12 componenti della commissione ebbe dubbi sul fatto che il crimine fosse stato compiuto dai sovietici”. Per aver fatto parte della commissione il prof. Palmieri fu duramente attaccato dai comunisti. Il dirigente del Pci di Napoli Mario Alicata condusse una campagna di stampa contro di lui su “l’Unità ”. I suoi compagni di partito ne chiesero l’allontanamento dall’Università , ed il Rettore Adolfo Omodeo gli consigliò di rinunciare alla cattedra per timore di manifestazioni studentesche. Solo nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, l’allora leader dell’Urss Mikhail Gorbacev ammise la verità e la responsabilità dei comunisti. Il film di Wajda, uscito in Polonia nel settembre 2007, è arrivato in Italia solo il 13 febbraio di quest’anno. Ma la sua programmazione è stata ristretta a pochissime sale. A Milano è stato proiettato dal 3 aprile al Cinema Palestrina; a Roma alcune sale lo hanno proiettato solo in uno o due spettacoli pomeridiani, riservando lo spettacolo della sera ad un altro film. A Napoli, Katyn è stato programmato per pochi giorni in un’unica sala; una proiezione, seguita da dibattito, è stata organizzata dall’Istituto Universitario Orientale al cinema Filangieri. Ma anche in altri Paesi europei non è andata meglio. In Francia il film è uscito solo in 13 sale, ha denunciato il quotidiano Présent (10.4.09) ed il critico cinematografico di Le Monde, organo della sinistra francese, Jean-Luc Douin, ha accusato Wajda di “aver concepito il film come una bomba antisovietica” e di aver fatto “una strana confusione tra Katyn ed il genocidio degli ebrei” (Le Monde, 1.4.09)
Il film di Wajda, tratto dal romanzo di Andrzej Mularczyk “Post mortem” e basato sul diario del maggiore Adam Solski, trovato nel 1943 quando il cadavere dell’ufficiale polacco fu esumato, ripropone con rara efficacia uno degli orrori del comunismo. Gli ultimi 15’della pellicola mostrano con grande crudezza il massacro. Come già per altri film anticonformisti, ed a conferma del dominio gramsciano ancora intatto sulla cultura italiana, per vedere “Katyn” bisognerà attendere l’uscita del Dvd oppure si dovrà scaricarlo da Internet. (LN2/09)
RIPORTO UN POST GIUNTOMI VIA MAIL...
ora so che scatenerò un putiferio ma perchè non parlarne e cercare di analizzare?
comincio, io la verità è che ci sono stati morti a non finire sia da un lato che dall'altro perchè però dei morti so meglio degli altri??
è tanto difficile da ammettere??
GIOPIZZETTO




Rispondi Citando
