Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    MARIO DEAGLIO

    Non è stato soltanto il presidente del Consiglio italiano a fare una clamorosa marcia indietro nel giro di pochi giorni dopo la promessa di ridurre a due sole le aliquote Irpef, il che avrebbe fatto volare i redditi netti di molte categorie di italiani. Nella coalizione di governo tedesca è sorto un vivace contrasto tra i liberali che premono per il sostanzioso taglio fiscale promesso agli elettori e la cancelliera Merkel che frena, rinviando di un anno (almeno) il sospirato taglio. In molti Paesi d'Europa, dalla Grecia alla Gran Bretagna le imposte vengono aumentate, non diminuite. Il presidente della Banca Centrale Europea chiarendo (e forse correggendo) quanto ha detto pochi giorni fa, dichiara che l'attuale ripresa produttiva non è consolidata e che pertanto le imposte non possono essere tagliate.

    Il taglio delle imposte non è quindi così facile come si potrebbe pensare, non si tratta certo della bacchetta magica in grado di suscitare immediatamente la crescita. Ma non si era detto che il miglior rimedio alla crisi consisteva proprio nel mettere del nuovo denaro nelle tasche degli europei, in modo tale che la loro domanda aggiuntiva riavviasse l'economia? E perché, quando si viene al dunque, è sempre difficile, in tutta l'Europa e non soltanto in Italia, ridurre le imposte? Le risposte sono sostanzialmente tre.

    La prima risposta è che, invece di ridurre le imposte, la maggior parte dei paesi - non l'Italia - ha già aumentato sostanzialmente le uscite pubbliche per interventi di salvataggio delle proprie banche o altre istituzioni finanziarie in difficoltà; ad aumentare le uscite pubbliche hanno inoltre variamente contribuito - questa volta anche in Italia - le spese per sostenere la cassa integrazione o istituzioni simili che hanno mitigato l'asprezza della crisi sulle famiglie ma non sono certo bastate a rimettere nessun paese su un adeguato binario di crescita. E nel frattempo la crisi ha fatto diminuire sensibilmente le entrate fiscali.

    Per conseguenza il panorama dei deficit europei, oltre che degli Stati Uniti e del Giappone, è diventato orribile. Irlanda e Germania avevano entrambe un bilancio pubblico in sostanziale pareggio nel 2007, per il 2010 la Commissione europea prevede un deficit rispettivamente del 15 e del 5 per cento del prodotto interno lordo; l'Italia in questo senso si è comportata abbastanza bene passando da circa il 2 ad «appena» il 5,5 per cento previsto nel 2010 e scendendo così sotto la media della zona euro. Si tratta, però, di una magra soddisfazione perché nel 2011 il debito pubblico accumulato dall’Italia sarà, secondo le previsioni dell’Ue, pari a circa il 118 per cento del prodotto lordo; nel suo complesso l'intera area euro si sta avvicinando ai livelli italiani ma dovrebbe arrivare nel 2011 solo all'88 per cento, sempre secondo le previsioni della Commissione europea.

    A questo punto - ed ecco la seconda ragione della difficoltà a ridurre le imposte - una sensibile riduzione della pressione fiscale da parte dei grandi Paesi europei farebbe aumentare fortemente sia il deficit sia il debito e comporterebbe il rischio di una perdita di credibilità del debito pubblico dei Paesi emittenti con conseguenze disastrose per l'intero sistema finanziario mondiale oltre che per il singolo Paese che si dimostrasse così temerario. Per questo il governatore Trichet non vuole che le imposte diminuiscano. Se proprio si pensa di usare ancora l'arma del deficit, appare preferibile un aumento di spesa pubblica legato a grandi lavori piuttosto che un aumento dei consumi privati che consisterebbero, in parte non piccola, di beni di consumo prodotti al di fuori dell'Unione Europea.

    Vi è però una terza e più profonda ragione: una riduzione duratura delle imposte si potrebbe realizzare soltanto riducendo sensibilmente la spesa pubblica. Il che significa privatizzare una serie importante di servizi pubblici, oppure riorganizzarli in maniera più efficiente oppure ancora peggiorarne la qualità, in entrambi i casi riducendo sensibilmente il personale che li produce; potrebbe altresì significare la riduzione delle pensioni e di altri trasferimenti sociali. Nessuna di queste opzioni incontra il favore dell’opinione pubblica europea: gli entusiasmi per i benefici delle privatizzazioni sono ormai tramontati. Ogni giorno si registrano lamentele sul funzionamento dei servizi pubblici ma ben pochi sembrano volere davvero la privatizzazione della nettezza urbana, dell'acqua potabile, dei servizi anagrafici o delle carceri.

    In altre parole, una struttura pubblica solida, magari un po' grigia e vecchiotta, e un ombrello assistenziale rassicurante costituiscono una parte profonda della cultura europea. La signora Thatcher ha modificato rapidamente e radicalmente questo stato di cose in Gran Bretagna al prezzo di profonde lacerazioni nella società britannica e di una sua generale perdita di solidità. L'Europa naturalmente non dice di no all'efficienza, ma sembra preferire che l'evoluzione in quella direzione sia lenta e che i privati siano chiamati a collaborare con il settore pubblico e non a fare i «padroni».

    Se le cose stanno così, gli europei, e gli italiani in particolare, devono essere preparati soltanto a piccole discese della pressione fiscale che rimarrà strutturalmente più elevata di quella di Paesi maggiormente fondati sui valori individuali, a cominciare dagli Stati Uniti. L'obiettivo, in Italia e in Europa, non può essere quello di riduzioni «miracolose» del carico fiscale; è meglio pensare a un graduale e duraturo aumento dell’efficienza della spesa pubblica.

    Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa - LASTAMPA.it
    Regressista amante della pucchiacca.

  2. #2
    forumistin
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    grazie a dio c'è sempre qualcuno su cui riversare la colpa delle sciocchezze che si dicono.

    trichet, silvio ringrazia. :giagia:
    aderisci anche tu al Portiere Fans Club

  3. #3
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Se proprio si pensa di usare ancora l'arma del deficit, appare preferibile un aumento di spesa pubblica legato a grandi lavori piuttosto che un aumento dei consumi privati che consisterebbero, in parte non piccola, di beni di consumo prodotti al di fuori dell'Unione Europea.

    ....in entrambi i casi riducendo sensibilmente il personale che li produce; potrebbe altresì significare la riduzione delle pensioni e di altri trasferimenti sociali. Nessuna di queste opzioni incontra il favore dell’opinione pubblica europea: [/I]gli entusiasmi per i benefici delle privatizzazioni sono ormai tramontati.
    Prima stanno venti anni ad ammazzare l'industria europea, l'agricoltura europea, mandano le banche europee coi depositi degli europei a finanziare la Cina, e poi si accorgono che i consumi europei vanno a finanziare la produzione di valore aggiunto in Cina.
    E quindi concludono che la salute dell'economia europea è il rigor mortis.

    Poi si ripropone che la soluzione alla crisi economica sarebbe, ancora una volta, l'aumento della disoccupazione e la diffusione della miseria.
    Ma gli europei non vogliono!

    La classe dirigente che ci ha portato al disastro (perchè di disastro si tratta) ci vuole portare fuori dal disastro applicando le stesse ricette che ci hanno portato al disastro.
    Propone il rigor mortis e la diffusione della miseria!! Purchè non si intacchino i Sacri Dogmi che ci hanno portato al disastro!

    A quando una salutare resa dei conti con questi saltimbanchi?
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Il problema principale è che sono state fatte privatizzazioni senza liberalizzazioni (vedi sistema bancario) o privatizzazioni di monopoli naturali senza mettere redini ai privati ( autostrade) , per non parlare della struttura economica che è restata un mix micidiale di statalismo e corporativismo..una via di mezzo che non poteva funzionare.

    Sulle tasse, è il solito problema..sono altissime ( folli, quasi il 50%, si arriva al 70% se si includono i contributi pensionistici) su chi le paga, visto il livello scandaloso di evasione che c'è in Italia.

    Vogliamo davvero un Italia simil URSS? Bene, ma che tutti contribuiscano, non una minima parte che deve mantenere tutti gli altri.
    Combatti in maniera seria l'evasione e abbassa le tasse al lavoro dipendente..punto, il resto è mangime per imboniti o da una giustificazione ai complici del boss di Arcore per continuare a vivere alle spalle di chi lavora o non pagare un euro di tasse.
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  5. #5
    vae victis
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    Il problema principale è che sono state fatte privatizzazioni senza liberalizzazioni (vedi sistema bancario) o privatizzazioni di monopoli naturali senza mettere redini ai privati ( autostrade) , per non parlare della struttura economica che è restata un mix micidiale di statalismo e corporativismo..una via di mezzo che non poteva funzionare.
    Il problema secondo me è che si è voluto (ed io a suo tempo ero concorde) sopperire alla malagestione del pubblico dando a privati ciò che invece doveva rimanere "nostro".Certo visto come è stato gestito il pubblico in tutta la I° Repubblica,regno dello spreco e della corruzione,la soluzione pareva allettante ,ma il finale è stato lo stesso he fosse un politico ladro o un privato cittadino che cerca lucro (e ci credo,mica si lavora gratis) nessuno dei due gestisce "per il popolo",e noi lo prendiamo sempre nel culo.
    Torniamo a ciò che "sarebbe" dovuto essere:determinati settori (autostrade,rete idrica,scuola ecc. ecc) debbono essere pubblici e garantire al cittadino un servizio migliore al minor costo possibile,chi governa il suo ministero rubando e sprecando lo si punisce in cabina elettorale o se proprio esagera lo si fucila !Ma in Italia più sei ladro e più gestisci con clientela più vinci,quello è il problema .
    Ultima modifica di King Z.; 15-01-10 alle 13:56
    Regressista amante della pucchiacca.

  6. #6
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    Il problema principale è che sono state fatte privatizzazioni senza liberalizzazioni (vedi sistema bancario) o privatizzazioni di monopoli naturali senza mettere redini ai privati ( autostrade) , per non parlare della struttura economica che è restata un mix micidiale di statalismo e corporativismo..una via di mezzo che non poteva funzionare.
    Nessuno vuole l'URSS.
    Ma devo osservare che l'azienda dove lavoro da 32 anni opera nel settore del trattamento acque, e quindi da 32 anni concorre ad appalti pubblici, sia di costruzione degli impianti sia nella gestione, e parliamo di acquedotti e depurazione. Le gare sono state sempre vinte in concorrenza con le altre aziende del settore (e ormai capitano gare (nel fotovoltaico) in cui partecipiamo in cento.
    In ditta c'è uno smisurato archivio e in ogni faldone trovi i capitolati tecnici e i capitolati d'oneri puntualmente rispettati.

    Devo pensare (e lo penso) che il vecchio sistema, gara pubblica, capitolati, direttore lavori nominato dall'Ente Appaltante, scadenza naturale di 3 o 5 anni dei contratti di gestione, controlli della ASL, dell'Ispettorato del lavoro, dei Carabinieri del NOE, della Finanza, dell'ARPA, dell'Ufficiale Sanitario e della Forestale (a noi ci tocca pure quello, una volta mi fecero 600.000 lire per aver acceso un fuoco!)...

    ...garantisca molto meglio efficienza ed economicità rispetto ad andare a regalare strutture ai privati, che le trattano come fonte di bottino, fanno lavorare la ditta amica della sorella di un'amante di un amministratore purchè faccia prezzi tali che deve per forza avere gli extracomunitari in nero per campare (e in più sgancia la busta)

    Qui non stiamo parlando di "statalismo", qui stiamo parlando di ideologia, della famosa mano invisibile che a tutto doveva provvedere e che invece evidentemente sta a farsi le seghe.
    Le "teorie economiche", a partire da quelle dell'URSS a finire alla mano invisibile non funzionano.
    Ultima modifica di Grifo; 15-01-10 alle 15:11
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Nessuno vuole l'URSS.
    Ma devo osservare che l'azienda dove lavoro da 32 anni opera nel settore del trattamento acque, e quindi da 32 anni concorre ad appalti pubblici, sia di costruzione degli impianti sia nella gestione, e parliamo di acquedotti e depurazione. Le gare sono state sempre vinte in concorrenza con le altre aziende del settore (e ormai capitano gare (nel fotovoltaico) in cui partecipiamo in cento.
    In ditta c'è uno smisurato archivio e in ogni faldone trovi i capitolati tecnici e i capitolati d'oneri puntualmente rispettati.

    Devo pensare (e lo penso) che il vecchio sistema, gara pubblica, capitolati, direttore lavori nominato dall'Ente Appaltante, scadenza naturale di 3 o 5 anni dei contratti di gestione, controlli della ASL, dell'Ispettorato del lavoro, dei Carabinieri del NOE, della Finanza, dell'ARPA, dell'Ufficiale Sanitario e della Forestale (a noi ci tocca pure quello, una volta mi fecero 600.000 lire per aver acceso un fuoco!)...

    ...garantisca molto meglio efficienza ed economicità rispetto ad andare a regalare strutture ai privati, che le trattano come fonte di bottino, fanno lavorare la ditta amica della sorella di un'amante di un amministratore purchè faccia prezzi tali che deve per forza avere gli extracomunitari in nero per campare (e in più sgancia la busta)
    Grifo,
    abbiamo rischiato il fallimento del paese con politici, imprenditori disonesti e lecchini di partito pieni di soldi o sistematesi a vita a spese degli altri
    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Qui non stiamo parlando di "statalismo", qui stiamo parlando di ideologia, della famosa mano invisibile che a tutto doveva provvedere e che invece evidentemente sta a farsi le seghe.
    Le "teorie economiche", a partire da quelle dell'URSS a finire alla mano invisibile non funzionano.
    Il legame tra grado di libertà economica e benessere è evidente e documentato.
    IBL - La libertà resta la formula vincente

    Ritengo gli eccessi delle teorie anarcocapitalste quasi peggio del comunismo, ma delle liberalizzazioni più spinte farebbero bene al paese e responsabilizzerebbero gli individui.
    In Italia un Taxista (rischio zero, che è come andare in giro in macchina guadagnandosi da vivere con dei BOT garantiti dallo stato) guadagna più di un Ingegnere che fa innovazione e rischia..il nocciolo è tutto lì.

    Ma si va OT.. vogliamo un paese in cui mamma Stato pensa a tutti?

    Bene, ma allora tutti contribuiscano, non solo un parte che è bastonata in maniera scandalosa (70% del costo aziendale in tasse e contributi, una follia) e non esistano gente che fa la bella vita coi soldi dello Stato …le tasse su chi paga si possono ridurre e devono essere ridotte.

    Il problema è che chi vive di privilegio (gran parte dei mantenuti statali e tutta l’evasione fiscale e chi opera in mercati protetti) fa maggioranza politica..e allora chi paga ( tu sei tra quelli, se ho ben capito) sarà bastonato sempre di più.
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Pressione fiscale miracoli vietati in Italia e in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Torniamo a ciò che "sarebbe" dovuto essere:determinati settori (autostrade,rete idrica,scuola ecc. ecc) debbono essere pubblici e garantire al cittadino un servizio migliore al minor costo possibile,chi governa il suo ministero rubando e sprecando lo si punisce in cabina elettorale o se proprio esagera lo si fucila !Ma in Italia più sei ladro e più gestisci con clientela più vinci,quello è il problema .
    :giagia::giagia:
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