Roma, 4 mag . (Adnkronos/Ign) - Gli (Ameri-cani) dicono 'no' alla rogatoria della procura di Roma che indaga sull'uccisione di Nicola Calipari. In riferimento alla tragica morte del funzionario del Sismi, avvenuta subito dopo il rilascio della giornalista Giuliana Sgrena a un posto di blocco Usa a Bagdad, il ministero di via Arenula spiega che ''il Dipartimento di Giustizia di Washington, nel formulare il cordoglio per la tragica morte del dott. Nicola Calipari e il rammarico per le ferite riportate da Giuliana Sgrena e dal militare Andrea Carpani, in data 24 aprile 2006 ha comunicato in modo definitivo di non poter fornire ulteriori informazioni oltre a quelle contenute nel rapporto del Multi National Corps-Iraq, già trasmesso al Governo Italiano''. In pratica gli Stati Uniti si rifiutano di fornire i nomi dei militari che si trovavano al check-point in cui è stato ucciso Calipari.
In realtà però i nomi dei componenti della pattuglia statunitense in servizio al check-point sulla Route Irish il 4 marzo dello scorso anno, lungo la strada tra Baghdad e l'aeroporto, erano già emersi in seguito all'inchiesta condotta sull'episodio dal Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) dei carabinieri. L'identificazione dei militari Usa venne resa possibile dallo 'scompattamento' del file che, grazie al semplice passaggio ad un altro sistema di scrittura, fece saltare gli 'omissis' contenuti nella relazione della commissione d'inchiesta della forza multinazionale in Iraq. In questo modo risultarono 'in chiaro' i nomi dei militari americani. E proprio contro uno di questi, il soldato Mario Lozano, i magistrati della procura di Roma lo scorso dicembre avevano formulato l'ipotesi di omicidio volontario. Quanto invece alla rogatoria sull'attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003, le stesse Autorita' statunitensi il 20 marzo 2006 si sono dichiarate favorevoli a mettere a disposizione una persona, detenuta in Iraq e ritenuta responsabile, insieme ad altri, della strage dei nostri militari, per un interrogatorio tramite video conferenza. ''Allo stato attuale -rende noto il ministero della Giustizia- sono in corso contatti per definire le modalita' dell'interrogatorio.''
(Adnkronos)




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