Villa Certosa, inchiesta sulla collinetta costruita da Berlusconi
Prima un porticciolo privato, poi un bunker per il quale scattò subito il segreto di stato. E adesso una vera e propria collinetta artificiale alta almeno una decina di metri: Villa Certosa, la residenza sarda di Berlusconi a Porto Rotondo, costruita all´insegna del superlusso e con scarso rispetto per i vincoli paesaggistici e ambientali, finisce nuovamente nel mirino della magistratura.
L'ennesimo scandalo ambientale legato alla residenza estiva dell'ormai ex premier (quella dove aveva accolto Blair e moglie con tanto di bandana) scatta martedì quadno l'emittente sarda Cinquestelle riusce a filmare e mandare in onda in esclusiva la nuova "grande opera": una collinetta artificiale, sormontata da olivi secolari, che s'innalza per oltre una decina di metri con tanto di solitaria panchina dalla quale osservare in tutto relax il golfo di Marinella. I lavori sarebbero stati ultimati un mese fa: si tratterebbe di una piattaforma di quattrocento metri di circonferenza e di dieci di altezza, con al centro la riproduzione della rosa dei venti.
Ma a differenza di quanto era accaduto con la costruzione del bunker e del porticciolo, adesso il presidente della Regione, Renato Soru, ha deciso di inviare un'immediata ispezione. Il leader di Forza Italia non è infatti più presidente del Consiglio e quindi, almeno in teroria, niente più a Villa Certosa può essere posto sotto segreto di Stato. Nel pomeriggio dovrebbe quindi raggiungere Porto Rotondo il direttore del Servizio regionale Urbanistica, Paola Cannas, accompagnata dagli agenti del Servizio di vigilanza ambientale della Regione. Scopo della missione una verifica sulla compatibilità della nuova realizzazione con le norme urbanistiche vigenti.
Anche Il procuratore Valerio Cicalò, già titolare di un' inchiesta in dirittura d'arrivo su presunti abusi alla Certosa, conta di «visitare» la villa nei prossimi giorni, ma chiarisce che sull'immobile vige ancora il segreto di Stato.
Nel settembre del 2004 il ministero dell'Interno, in virtù del segreto di Stato, aveva bloccato una analoga richiesta di ispezione alla Certosa da parte della magistratura di Tempio e il procuratore Valerio Cicalò aveva presentato un'istanza alla Corte Costituzionale sollevando un conflitto di attribuzione. La Consulta, però, non si era espressa, perchè nel frattempo Berlusconi aveva rinunciato alle sue prerogative di presidente del Consiglio autorizzando lui stesso il sopralluogo




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