Quirinale. nella corsa al Colle D'Alema ha un asso nella manica: Silvio Berlusconi
News del 04-05-2006
Sostenere, come ha fatto Silvio Berlusconi, che Gianni Letta è una candidato super partes per il Quirinale dopo che ieri ha lanciato il nome di Ciampi dopo aver parlato con il Presidente che quindi verosimilmente gli aveva rappresentato la sua indisponibilitá, sostenere tutto ció è sospetto.
Con una mossa giudicata a sorpresa ieri Silvio Berlusconi ha tolto di mezzo Ciampi. Dice che Gianni Letta è il nome super partes e apre cosí la strada alla contrapposizione di un altro candidato super partes come lo è Letta, e cioè Massimo D’Alema.
Un candidato da eleggere con i voti di una sola parte politica, l’Unione, ed il segreto soccorso azzurro di una cinquantina di parlamentari di Forza Italia.
In sostanza la vicenda assume sempre piú i caratteri di una volata al presidente dei Ds tirata dal presidente di Forza Italia. Inciucio? Patto della crostata? Certo è che gli uomini piú vicini a D’Alema temono soprattutto che Romano Prodi e Piero Fassino non diano il necessario aiuto a D’Alema nella corsa al Colle.
Temono che un Capo dello Stato di 57 anni, e con lo spessore politico di D’Alema possa segnare un’epoca.
In qualche modo oggi Prodi ha complicato un po’ le cose ipotizzando un dialogo con la Cdl che potrebbe portare alla rosa di tre nomi e al riemergere della candidatura Amato.
“Lavoreremo nelle prossime ore, anche di notte, purché‚ in nodo trasparente e sotto i riflettori”, precisa non a caso Prodi.
Ma se si va sul nome secco a maggioranza, come sembra propiziare Berlusconi con il suo muro contro muro su Letta, D’Alema parte avvantaggiato.
“Giá erano pronti a mandarci Ciampi - confida uno dei dalemiani di staff piú importanti - perché convinti che di lí a due anni il posto si sarebbe liberato per Prodi e Veltroni o Fassino avrebbero preso il suo posto a Palazzo Chigi, e invece…”.
Invece adesso lunedí 8 maggio si inizierá da Massimo D’Alema.
La parte piú democristiana della Margherita non nasconde il proprio disagio per D’Alema, non sono pochi quelli che dicono ‘nel segreto dell’urna il mio voto se lo scorda’.
Ma tant’è. La corsa è iniziata, e Massimo ha un alleato da asso nella manica, Silvio Berlusconi.
“Sempre che poi non lo freghi di nuovo come fece nel 1998 nella bicamerale.
(www.linOnline.it)




Rispondi Citando
