AN INDICA GIORGIA MELONI PER LA VICEPRESIDENZA DELLA CAMERA
Domani a Montecitorio sarà candidata la leader di Azione giovani che commenta: «È una cosa di destra»
ROMA. «Per me è motivo di grande orgoglio, mi mette di fronte a una grande responsabilità istituzionale e sono fiera del fatto che An, per volontà del presidente Gianfranco Fini, abbia voluto dare tramite me un importante segnale ai giovani e alle donne».
Giorgia Meloni commenta a caldo la notizia diramata dall’ufficio stampa del partito: domani alle 10,30 alla Camera Alleanza nazionale indicherà lei come vicepresidente dell’aula di Montecitorio.
La scelta di candidare a un ruolo istituzionale così delicato una donna che non ha ancora trent’anni rappresenta una inversione di rotta clamorosa nei confronti della prassi alla quale ci ha abituato il parlamento italiano.
«Non è una scelta estemporanea, quanti si stupiscono e sono abituati agli stereotipi di una destra maschilista ignora la realtà dei fatti».
Fatti della quale Meloni è la testimonianza vivente: «Sono l’unica donna ad essere presidente di un movimento giovanile di partito».
La leader di Azione giovani elenca le altre scelte di An e di Gianfranco Fini per valorizzare il ruolo delle donne nel partito: «Il Secolo è l’unico quotidiano ad avere un direttore donna, Flavia Perina, e l’Ugl è l’unico sindacato ad avere un segretario
generale donna, Renata Polverini». E non finisce qui: «Daniela Santanché di An è
stata la prima donna nella storia repubblicana ad essere stata relatrice alla legge Finanziaria e le quote rosa sono state applicate nelle liste del partito, nonostante non fossero diventate legge».
Meloni ha conquistato anche la copertina del Magazine del Corriere della Sera.
Bionda, giovane e carina, l’occasione è troppo ghiotta per la stampa abituata abituata a un mondo politico composto perlopiù da maschi e anziani.
«Non mi spaventa l’idea di sembrare un “panda”. Non mi ci sento perché sono arrivata in parlamento dopo un percorso politico che tutti conoscono».
Romana, del popolare quartiere della Garbatella, Giorgia Meloni è giornalista professionista, da due anni presidente di Azione giovani, dopo essere stata a lungo al vertice del movimento giovanile della destra assieme ad altri tre dirigenti.
È stata eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione XV Lazio 1.
La Meloni non nasconde l’emozione per una scelta fornita dal partito che la responsabilizza ulteriormente: «An alla vigilia della campagna elettorale ha stipulato un’alleanza con le donne e con le giovani generazioni. La scelta di Fini conferma che la destra porta avanti le sue iniziative con le azioni».
Un gesto per certi versi dirompente rispetto agli schemi tradizionali. Nella legislatura precedente l’opposizione fece eleggere come vicepresidenti della Camera, il diessino Fabio Mussi, cresciuto alla scuola di Frattocchie, inossidabile
dirigente della Quercia e una vecchia volpe democristiana formatosi alla scuola di De Mita come Clemente Mastella. Ai candidati giovani e alle donne il centrosinistra
non diede nessun ruolo di vero primo piano.
«La differenza tra noi e loro – conclude Giorgia Meloni – si vede anche, se non soprattutto, da questo».




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