
Originariamente Scritto da
Der Wehrwolf
Sabato scorso a Moretta (CN) si è svolta una riunione
organizzata da Guido Rossi e militanti di Cuneo cui ho
partecipato in qualità di portavoce del Fronte
Indipendentista, ma soprattutto come osservatore e
uditore.I presenti erano 73 (contati due volte dal
sottoscritto).Nè tanti nè pochi, visto il luogo
sperduto e la nulla pubblicità della cosa, ma la
qualità dei discorsi dei convenuti era ottima.
Io come portavoce FIP non ho fatto nessun proclama od
appello ad unirsi a noi, perchè credo che la realtà
piemontese sia stata ancor più violentata e calpestata
di quella lombardo-veneta e ritengo che prima di
aderire a qualsivoglia nuova realtà più diffusa,i
piemontesi dovranno ritrovarsi tra loro, e ricreare
una loro comunità umana e politica.
Non sarà facile, ma le potenzialità ci sono.
Per quel che riguarda il FIP vorrei precisare
qualcosa:
1)vedo che si dibatte molto sulla questione gay,non
gay e da una parte c'è chi afferma che il fine del FIP
sia combattere i gay nel nome del cattolicesimo e chi,
all'opposto, condanna il FIP per avere come fine la
propaganda dei matrimoni gay.
Ora:forse nessuno dei contendenti ha voluto intendere
ciò che si è detto a Cazzago ma il concetto che ripeto
è il seguente: il FIP non si occupa delle tendenze
sessuali dei propri aderenti e della società (eccezion
fatta per i pedofili che condanniamo senza se e senza
ma) e non è nè a favore nè contro i pacs.Ogni
aderente, in materia, la pensi come vuole.Chiaro?
Stesso discorso per la religione che appartiene al
privato di ognuno di noi e non è dirimente per
militare nel movimento.Chiaro che la battglia
all'islamizzazione delle nostre terre rimane punto
cardine del nostro agire ma non in quanto battaglia
all'islam come "falsa religione", ma perchè elemento
estraneo e ostile alla nostra cultura.
Sul discorso immigrazione si dovrà certamente
discutere meglio, ma il FIP deve andare oltre i facili
e mai realizzati slogan della Lega e proporre cose
serie e realizzabili. Pensare di ridurre a zero la
presenza di stranieri è utopia (per lo meno con
strumenti democratici).Occorre allora pensare ad una
politica di dose massima accettabile (già superata)di
verifica degli entrati, di reimpatrio di nullafacenti
e delinquenti, di turn over e di selezione dei
migranti secondo criteri di prossimità
etnico-culturale.
Ribadito questo, le prediche di chi pretende di
bollare il FIP come movimento clerico-fascista sono
respinte al mittente, così come quelle di chi teme una
sua deriva ultra libertaria e mondialista.
Il nostro faro rimane infatti il principio di
autodeterminazione politica e culturale del nostro e
di tutti i popoli e di conseguenza combattiamo
l'imposizione della subcultura McDonald definita
"occidentale" (nata per uccidere tutte le culture
originarie a partire dalla nostra)e rifiutiamo le
ingerenze finanziario- "umanitarie" negli affari
interni degli stati (Serbia,Iraq, Iran, Russia
etc).Per il resto, oltre ad un marcato impegno
ambientale il nostro programma non è altro che la
copia esatta di quello della Lega originaria.
Scusate la lunghezza, ma talune precisazioni erano
necessarie.
P.S. Vedo che una serie di pappagalli prezzolati,
anzichè discutere a tema, inventano notizie false
(tipo falsi proclami o alleanze del FIP) o mettono in
dubbio i numeri delle nostre riunioni.
A costoro rispondo che il FIP vuole differenziarsi da
altri partiti romanizzati per la propria onestà e, a
tal proposito, vorrei citare l'intervista rilasciata
alla "Provincia di Como".Al giornalista che voleva
scrivere un pezzo sulla "robusta" partecipazione di
comaschi alla manifestazione di Cazzago, ho risposto
che le sue informazioni erano sbagliate e che di
comaschi purtroppo ne avevo visti due o tre.
Questa mia dichiarazione è stata poi correttamente
riportata dalla Provincia e dimostra, mi sembra,
serietà e onestà.
Ultima annotazione.Credo sia utile e giusto non
scrivere il Fronte di Max Ferrari.Io sono il portavoce
provvisorio e lo faccio volentieri (non come i poveri
onorevoli della lega che si "sacrificano") e
gratuitamente,ma il FIP è di tutti quelli, giovani e
anziani, che ci credono e che lavorano per i suoi
nobili ideali, quindi, per favore, non connotiamolo
con riferimenti personali.
Max Ferrari