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Discussione: 8 Per 1000

  1. #1
    Yay je bat'lh manob Hegh
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    Exclamation 8 Per 1000

    Faccio appello a NON donare l'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica.Spiego il perchè.Sono in 7 a spartirsi i soldi del nostro 8 per 1000:la Chiesa Cattolica,lo Stato,le Assemblee di Dio,la Chiesa Valdese,i Luterani,gli Avventisti e le Comunità Ebraiche.Ma:

    -Il comma 3 dalla legge 222 del 20.05.1985 (riforma del Concordato voluta da Craxi) si conclude così: "...in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse". Quale che sia, cioè, la percentuale delle scelte espresse, anche la quota su cui non è stata effettuata nessuna scelta viene distribuita ad alcune chiese (non tutte,perchè perché la Chiesa Valdese e l'ADI non partecipano e la loro quota viene assegnata allo Stato,anche se per la precisione, la Chiesa Valdese rifiutò le quote non esprese nell'intesa del 1993, ma nel 2001 il Sinodo approvò l'accettazione anche delle quote non espresse,ma lo Stato non ha ancora risposto alla richiesta dei Valdesi di rivedere l'Intesa in tal senso, e quindi per ora i Valdesi continuano a usufruire solo delle quote espresse) o allo Stato, in percentuale alle scelte a loro favore.In Germania,invece,il credente versa volontariamente alla sua chiesa un 9 per cento dell'imposta sul reddito pagato, chi non vuole semplicemente non paga; in Spagna il contribuente può dichiarare che lo 0,5 per cento del gettito fiscale possa essere destinato alla Chiesa o allo Stato, in assenza di scelta la cifra è destinata ad altri fini.In Italia non solo viene limitata la libertà di scegliere o non scegliere, ma è evidente l'intrusione nel segreto delle coscienze.Questa situazione si aggrava ulteriormente da quando la legge consente ai lavoratori dipendenti di affidare al datore di lavoro la redazione della proprio denuncia dei redditi, per possibili rischi di rappresaglie sul posto di lavoro.Un'altra cosa non corretta è il sistema di conteggio delle scelte effettive dei contribuenti la cui percentuale non viene attribuita contando la reale destinazione della scelta espressa, ma con un sorteggio a campione che molti ritengono addirittura illegale.

    -I Testimoni di Geova, i più pericolosi concorrenti del Vaticano, sono da più di dieci anni in attesa di essere inseriti,insieme ai Buddhisti ma inutilmente, e questo non è giusto, dato il loro numero.I Battisti rifiutano l'8 per 1000,quindi una Chiesa può vivere anche senza.

    -La somma ricevuta dalla Chiesa Cattolica (936 milioni di euro nel 2004) è stata distribuita in questo modo:

    46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio)
    33,58% sostentamento del clero
    19,97% aiuti al Terzo Mondo (compresa la costruzione di opere inutili ai fini del sostegno alle popolazioni come le chiese)

    La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.
    Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente.Nessuna verifica dei dati da parte dello Stato è prevista.

    -Ogni anno tutte le confessioni ricevono ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa Cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all'anno in corso.

    -Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato nel 2004 per interventi straordinari nei seguenti ambiti:

    44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
    24,73% calamità naturali
    23,03% conservazione beni culturali civili
    4,44% fame nel mondo
    3,16% assistenza rifugiati

    Ma con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata dal Governo Berlusconi per finanziare la controversa missione militare italiana in Iraq.Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.

    Vediamo cosa fanno le altre chiese:

    -Chiesa Valdese
    La somma ricevuta dalla Chiesa Valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non può essere usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali. L'obiettivo è di assegnare almeno il 30% a progetti per combattere la fame nel mondo, e di non superare il 5% per le spese di pubblicità e di gestione (in realtà nel 2004 la somma di queste due voci ha raggiunto il 6,88%; lo 0,38% è stato speso per il personale).Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa.Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:

    32,90% cultura, pace e diritti umani
    24,65% anziani e sanità
    17,80% bambini e giovani
    18,36% occupazione, assistenza sociale
    6,49% rifugiati, migranti e nomadi
    Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:
    22,82% sviluppo agricolo e attività produttive
    25,39% bambini e giovani
    36,90% assistenza e sviluppo sociale
    11,13% sanità
    3,54% diritti umani

    -Chiesa Evangelica Luterana
    Parte dei finanziamenti ricevuti (2,8 milioni di euro nel 2004) viene utilizzata per il sostentamento dei pastori e parte per iniziative di tipo culturale o caritativo. Un terzo della sommma complessiva viene gestito dalle comunità locali. Ogni anno viene pubblicato un resoconto delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali e la distribuzione per aree geografiche ma non elenca in dettaglio il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente. La distribuzione dei finanziamenti dichiarata per il 2004 è stata:

    18,27% ministri di culto
    4,45% diaconia al Golfo
    4,33% diaconia all'estero
    1,38% gestione e amministrazione
    32,20% progetti delle comunità
    39,36% progetti della Chiesa Luterana

    -Unione delle Comunità Ebraiche
    I fondi ricevuti (3,8 milioni di euro nel 2004) non sono destinati ai rabbini, ma ad attività legate alla cultura ebraica, alla conservazione del patrimonio artistico e ad iniziative assistenziali. Il sito internet dell'Unione delle Comunità Ebraiche non riporta attualmente alcun resoconto sulla distribuzione dei fondi, ma ha riportato in passato i dati relativi al 2001 (redditi del 1997). La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:

    50,71% attività formative in cultura ebraica
    23,75% attività culturali
    17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap)
    8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico

    -Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno
    Rifiuta di destinare i fondi ottenuti (2,4 milioni di euro nel 2004) alle esigenze di culto e al sostentamento del clero: i fondi ricevuti sono devoluti esclusivamente a scopi umanitari, sociali, assistenziali e culturali. Il sito internet riporta un resoconto dettagliato per l'anno 2004, suddiviso sia per tipo di attività sia per ripartizione regionale, e un archivio completo dei resoconti di tutti gli anni precedenti.
    Per il 2003 gli avventisti hanno dichiarato il 7,5% di spese in gestione e pubblicità.

    -Assemblee di Dio
    I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto).
    Il sito internet dà una generica descrizione dei campi d'azione ma non fornisce alcun tipo di rendiconto. Tuttavia sono stati forniti su richiesta i seguenti dati relativi al 2004:

    41,17% erogazioni in Italia
    9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo
    49,43% accantonamenti per il 2005

    Questi sono tutti dati ufficiali,se volete una conferma rapida andate sui siti ufficiali delle varie chiese o su www.wikipedia.com .Più che evidenti sono i motivi per i quali non bisogna regalare i nostri soldi alla Chiesa Cattolica:li usa per tutto tranne le opere umanitarie e si fa mantenere dallo Stato per ciò che riguarda la tutela delle chiese (mentre potrebbe pensarci da sola,con tutti i soldi che prende).Inoltre gli insegnanti di religione vengono ora stipendiati direttamente dallo Stato (e siccome non si usa l'8 per 1000 per fare ciò,non possiamo nemmeno scegliere se contribuire o meno,dobbiamo farlo per forza),a differenza di quanto avveniva prima.Io suggerirei,pur non appartenendo ad alcuna di queste 2 confessioni,di destinare l'8 per 1000 ai Valdesi o agli Avventisti,che usano in maniera proficua i fondi,sono trasparenti nei bilanci e non fruiscono di privilegi.Altrimenti,se proprio non volete,dateli allo Stato.

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Devilslord
    Faccio appello a NON donare l'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica.Spiego il perchè.Sono in 7 a spartirsi i soldi del nostro 8 per 1000:la Chiesa Cattolica,lo Stato,le Assemblee di Dio,la Chiesa Valdese,i Luterani,gli Avventisti e le Comunità Ebraiche.Ma:

    -Il comma 3 dalla legge 222 del 20.05.1985 (riforma del Concordato voluta da Craxi) si conclude così: "...in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse". Quale che sia, cioè, la percentuale delle scelte espresse, anche la quota su cui non è stata effettuata nessuna scelta viene distribuita ad alcune chiese (non tutte,perchè perché la Chiesa Valdese e l'ADI non partecipano e la loro quota viene assegnata allo Stato,anche se per la precisione, la Chiesa Valdese rifiutò le quote non esprese nell'intesa del 1993, ma nel 2001 il Sinodo approvò l'accettazione anche delle quote non espresse,ma lo Stato non ha ancora risposto alla richiesta dei Valdesi di rivedere l'Intesa in tal senso, e quindi per ora i Valdesi continuano a usufruire solo delle quote espresse) o allo Stato, in percentuale alle scelte a loro favore.In Germania,invece,il credente versa volontariamente alla sua chiesa un 9 per cento dell'imposta sul reddito pagato, chi non vuole semplicemente non paga; in Spagna il contribuente può dichiarare che lo 0,5 per cento del gettito fiscale possa essere destinato alla Chiesa o allo Stato, in assenza di scelta la cifra è destinata ad altri fini.In Italia non solo viene limitata la libertà di scegliere o non scegliere, ma è evidente l'intrusione nel segreto delle coscienze.Questa situazione si aggrava ulteriormente da quando la legge consente ai lavoratori dipendenti di affidare al datore di lavoro la redazione della proprio denuncia dei redditi, per possibili rischi di rappresaglie sul posto di lavoro.Un'altra cosa non corretta è il sistema di conteggio delle scelte effettive dei contribuenti la cui percentuale non viene attribuita contando la reale destinazione della scelta espressa, ma con un sorteggio a campione che molti ritengono addirittura illegale.

    -I Testimoni di Geova, i più pericolosi concorrenti del Vaticano, sono da più di dieci anni in attesa di essere inseriti,insieme ai Buddhisti ma inutilmente, e questo non è giusto, dato il loro numero.I Battisti rifiutano l'8 per 1000,quindi una Chiesa può vivere anche senza.

    -La somma ricevuta dalla Chiesa Cattolica (936 milioni di euro nel 2004) è stata distribuita in questo modo:

    46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio)
    33,58% sostentamento del clero
    19,97% aiuti al Terzo Mondo (compresa la costruzione di opere inutili ai fini del sostegno alle popolazioni come le chiese)

    La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.
    Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente.Nessuna verifica dei dati da parte dello Stato è prevista.

    -Ogni anno tutte le confessioni ricevono ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa Cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all'anno in corso.

    -Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato nel 2004 per interventi straordinari nei seguenti ambiti:

    44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
    24,73% calamità naturali
    23,03% conservazione beni culturali civili
    4,44% fame nel mondo
    3,16% assistenza rifugiati

    Ma con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata dal Governo Berlusconi per finanziare la controversa missione militare italiana in Iraq.Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.

    Vediamo cosa fanno le altre chiese:

    -Chiesa Valdese
    La somma ricevuta dalla Chiesa Valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non può essere usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali. L'obiettivo è di assegnare almeno il 30% a progetti per combattere la fame nel mondo, e di non superare il 5% per le spese di pubblicità e di gestione (in realtà nel 2004 la somma di queste due voci ha raggiunto il 6,88%; lo 0,38% è stato speso per il personale).Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa.Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:

    32,90% cultura, pace e diritti umani
    24,65% anziani e sanità
    17,80% bambini e giovani
    18,36% occupazione, assistenza sociale
    6,49% rifugiati, migranti e nomadi
    Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:
    22,82% sviluppo agricolo e attività produttive
    25,39% bambini e giovani
    36,90% assistenza e sviluppo sociale
    11,13% sanità
    3,54% diritti umani

    -Chiesa Evangelica Luterana
    Parte dei finanziamenti ricevuti (2,8 milioni di euro nel 2004) viene utilizzata per il sostentamento dei pastori e parte per iniziative di tipo culturale o caritativo. Un terzo della sommma complessiva viene gestito dalle comunità locali. Ogni anno viene pubblicato un resoconto delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali e la distribuzione per aree geografiche ma non elenca in dettaglio il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente. La distribuzione dei finanziamenti dichiarata per il 2004 è stata:

    18,27% ministri di culto
    4,45% diaconia al Golfo
    4,33% diaconia all'estero
    1,38% gestione e amministrazione
    32,20% progetti delle comunità
    39,36% progetti della Chiesa Luterana

    -Unione delle Comunità Ebraiche
    I fondi ricevuti (3,8 milioni di euro nel 2004) non sono destinati ai rabbini, ma ad attività legate alla cultura ebraica, alla conservazione del patrimonio artistico e ad iniziative assistenziali. Il sito internet dell'Unione delle Comunità Ebraiche non riporta attualmente alcun resoconto sulla distribuzione dei fondi, ma ha riportato in passato i dati relativi al 2001 (redditi del 1997). La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:

    50,71% attività formative in cultura ebraica
    23,75% attività culturali
    17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap)
    8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico

    -Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno
    Rifiuta di destinare i fondi ottenuti (2,4 milioni di euro nel 2004) alle esigenze di culto e al sostentamento del clero: i fondi ricevuti sono devoluti esclusivamente a scopi umanitari, sociali, assistenziali e culturali. Il sito internet riporta un resoconto dettagliato per l'anno 2004, suddiviso sia per tipo di attività sia per ripartizione regionale, e un archivio completo dei resoconti di tutti gli anni precedenti.
    Per il 2003 gli avventisti hanno dichiarato il 7,5% di spese in gestione e pubblicità.

    -Assemblee di Dio
    I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto).
    Il sito internet dà una generica descrizione dei campi d'azione ma non fornisce alcun tipo di rendiconto. Tuttavia sono stati forniti su richiesta i seguenti dati relativi al 2004:

    41,17% erogazioni in Italia
    9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo
    49,43% accantonamenti per il 2005

    Questi sono tutti dati ufficiali,se volete una conferma rapida andate sui siti ufficiali delle varie chiese o su www.wikipedia.com .Più che evidenti sono i motivi per i quali non bisogna regalare i nostri soldi alla Chiesa Cattolica:li usa per tutto tranne le opere umanitarie e si fa mantenere dallo Stato per ciò che riguarda la tutela delle chiese (mentre potrebbe pensarci da sola,con tutti i soldi che prende).Inoltre gli insegnanti di religione vengono ora stipendiati direttamente dallo Stato (e siccome non si usa l'8 per 1000 per fare ciò,non possiamo nemmeno scegliere se contribuire o meno,dobbiamo farlo per forza),a differenza di quanto avveniva prima.Io suggerirei,pur non appartenendo ad alcuna di queste 2 confessioni,di destinare l'8 per 1000 ai Valdesi o agli Avventisti,che usano in maniera proficua i fondi,sono trasparenti nei bilanci e non fruiscono di privilegi.Altrimenti,se proprio non volete,dateli allo Stato.
    pur di non dar soldi allo stato li ho sempre destinati alla chiesa cattolica (che blla sarebbe l'opzione l'8 per mille puoi darlo a chi caxxo vuoi, te compreso), verificherò le tue percentuali (quelle della chiesa cattolica le conscevo già) e se son vere quest'anno foraggerò la chiesa valdese (gli altri non so chi diavolo ( ) siano.
    Valtrumplino sicuramente

    Lombardo forse

    Padano..per quel che resta

    Italiano MAI!

  3. #3
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    devolvetelo al comune di provenienza
    federalismo per un paese migliore

  4. #4
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    no quello è il 5 per mille

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Io lo abolirei.

 

 

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