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Discussione: su d'alema...

  1. #1
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    Predefinito su d'alema...

    gliela fa o non gliela fa?
    che d'alema non riesca ad essere eletto mi dispiacerà (anche se è ciò che accadrà). in verità mi dispiacerà perchè ciò significherà che il centrosinistra non ha la forza per governare seriamente ma deve dar conto a un "casini" di compromessi. pertanto non cambierà gran che a livello di riforme favorevoli alla modernizzazione e laicizzazione.
    mi sorprende che il baffino si sia mostrato così stupido da essersi prestato a questa pantomima, evidentemente la sua immensa ambizione gli ha annebbiato il cervello.
    ricordo a quelli che stimano l'uomo di gallipoli che egli è stato il principale responsabile del ritorno al potere del berlusconi e di cinque anni di malgoverno e "malaeducation": lasciatosi infinocchiare con la bicamerale (quando la lega non gli fece passare le riforme...) e soprattutto (cosa più grave) accordandosi col berluska che lo fregò elegantemente, commise un errore ciclopico ponendosi a capo di un governo (ribaltone) non legittimato dall'elettorato.
    insomma per falra breve, che d'alema sia l'uomo del centro-sinistra su cui puntare per il colle, non mi va giù, specie se penso che la vera grande proposta che poteva venire da questa maggioranza troppo composita era una donna: FINOCCHIARO.
    questo avrebbe davvero significato un cambiamento sul quale sarebbe stato duro protestare da parte dell'opposizione.
    può anche darsi, non è da escludere del tutto che il nome della finocchiaro possa miracolosamente venir fuori in seconda battuta (chissà...)
    saluti da parte di chi vorrebbe continuare ad illudersi

  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69
    Ma cosa avrebbe fatto "silviuccio" se le elezioni le avesse vinte lui?Io penso: LUI PDR,Fini premier,Casini alla camera e un'altro del cdx al senato,grazie a Dio,cosi' non e' stato.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mike51
    Ma cosa avrebbe fatto "silviuccio" se le elezioni le avesse vinte lui?Io penso: LUI PDR,Fini premier,Casini alla camera e un'altro del cdx al senato,grazie a Dio,cosi' non e' stato.
    CONCORDO PIENAMENTE

  5. #5
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    Predefinito si ho letto...

    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    n un articolo sulla Stampa molto in anticipo sulla stretta finale per il Quirinale e sulla autoimposizione di D’Alema alla massima carica dello Stato, Lucia Annunziata stigmatizzava i detrattori dell’aspirante capo dello Stato e concludeva che il povero Massimo aveva da sempre pagato in termini sia politici che personali prezzi troppo elevati rispetto agli obiettivi raggiunti. (“Picchiate D’Alema” La Stampa 23/4/06). Può darsi, fatto sta che oggi come uomo più potente dell’Unione, uno che può contare su 200 voti, rivendica o meglio pretende per sé il Quirinale rischiando molto in prima persona, ammesso che nella politica italiana si rischi mai veramente qualcosa e ci sia corrispondenza tra responsabilità politica e potere, ma facendo rischiare molto di più, come già in passato, alla esigua maggioranza di governo, ai poveri elettori del centro sinistra e al paese nel suo insieme.

    Al di là della legittima rivendicazione del maggior partito dell’Unione, peraltro non molto gratificato dal risultato elettorale, di una carica istituzionale, pretesa che non può comunque diventare un incubo per il governo che deve ancora nascere, non si può facilmente sostenere né che D’Alema sia un garante super partes della Costituzione, né che possa essere massimamente rappresentativo dell’intero paese, e nemmeno che possa rappresentare nel suo insieme l’elettorato del centro sinistra. Massimo D’Alema è un uomo di partito e di apparato che si è formato più alle Frattocchie che alla Normale dove è rimasto eterno studente, uno che è diventato segretario grazie ad una manovra, è diventato presidente del Consiglio a seguito di una manovra, è stato il motore della Bicamerale per molti aspetti più “incostituzionale” della riforma di Calderoli e Berlusconi, ha siglato con orgoglio “il patto della crostata” a casa Letta, ha rivendicato di non aver fatto una legge sul conflitto di interessi in quanto autentico “liberale”.



    Silvio Berlusconi che obiettivamente non potrebbe desiderare candidatura migliore rispetto le sue illegittime ma molto concrete aspettative, allontanare da sé e per sempre lo spettro di Rebibbia o San Vittore che si è materializzato in queste ore per l’amico Cesarone e consolidare l’impero, si è visto costretto, per non rischiare il linciaggio da parte del proprio elettorato a rievocare lo spettro salvifico della falce e martello. Con grande disappunto di Giuliano Ferrara che tifa apertamente per Massimo D’Alema, e mettendosi contro due amici storici: Fedele Confalonieri che si sentirebbe comprensibilmente “rassicurato” e Marcello Dell’Utri che in una intervista al Corriere della Sera dà il suo consenso all’ex comunista garantista. Per fortuna nessuno ha posto la fatidica domanda a Cesare Previti mentre si presentava “spontaneamente” ai cancelli di Rebibbia.

    Un consenso incondizionato viene anche da un illustre condannato della prima repubblica, Paolo Cirino Pomicino che non senza malcelata gratitudine lo ricorda come “l’unico esponente del grande PCI che non si è piegato al giustizialismo di piazza”.
    Marcello Veneziani invece lo apprezza come “il più craxiano dei leader del centro sinistra e Giulio Tremonti lo definisce “molto bravo, molto capace, assolutamente serio” e aggiunge per ulteriore chiarimento “l’avrei assolutamente preferito a Prodi”.
    Il giorno in cui l’Unione avrebbe dovuto formalizzare la candidatura di Massimo D’Alema o proporre una rosa ufficiale di nomi tra i quali in pole position il suo, non l’ha fatto ufficialmente per non “bruciarlo” ma come teme Giuliano Ferrara qualcosa potrebbe essersi inceppato nella macchina di D’Alema for president; qualche senatore diessino di area cattolica come Giorgio Tonini rilancia l’esigenza della maggioranza dei 2 terzi per tutte le nomine di garanzia; Avvenimenti in singolare sintonia con Capezzone lancia il nome di Mario Monti…

    Se Berlusconi lo vuole al Colle, senza naturalmente compromettersi dopo una campagna permanente a colpi di bambini-concime e casematte del potere comunista, sa bene che non deve fare altro che tenere duro riproporre Letta e mantenere il veto, confidando che una posizione di sbarramento possa anche provocare un ricompattamento a fortezza dell’Unione sul candidato unico D’Alema. A quel punto pur “rischiando l’irrilevanza dell’opposizione” come paventa Giuliano Ferrara Berlusconi si sentirebbe personalmente “garantito” come gli amici Confalonieri e Dell’Utri ed il problema ricadrebbe tutto in casa del centro sinistra e sul neonato governo di Romano Prodi.

    Al di là di altre considerazioni sulla figura di Massimo D’Alema molti commentatori che non gli sono ostili osservano che la sua elezione da parte del solo centro sinistra si ritorcerebbe contro di lui e la sua parte politica per un deficit obiettivo di consenso. Aldo Cazzullo della Stampa intervenendo ad 8 e mezzo e riferendosi ai suoi precedenti incarichi istituzionali ha parlato di “problema di consenso... non possiamo fare finta che l’opinione pubblica non esiste…”.

    Allora forse non sarebbe stato meglio per il paese, per le istituzioni, per la vita del futuro governo, per il centro sinistra indicare da subito un nome come quello di Mario Monti a cui il centro destra non avrebbe potuto opporre un veto di nessun tipo; oppure, facendo ancora meglio, un nome di tale indipendenza ed autorevolezza giuridica ed istituzionale come quello, per esempio, di Stefano Rodotà, che pur se riconducibile ad un determinato orientamento culturale, avrebbe potuto trovare il consenso di qualche “liberale” non asservito e avrebbe comunque aggregato consensi una volta all’opera.
    www.centomovimenti.com
    si, ho letto con attenzione quello che qui esprimi e devo riconoscere che mi ritrovo pienamente nell'analisi e magari anche con i nomi che fai in ultimo.
    quando sostengo che la sconfitta prossima di d'alema mi dispiace, credo che sia chiaro che mi dispiace per il misero fallimento del centro-sinistra alla sua prima vera prova, e non certo per baffino del quale, da sempre, nutro solo cordiale antipatia per quel suo modo presupponente di porsi in ogni situazione (non ultima quella dichiarazione totalmente avventata rilasciata immediatamente dopo quegli exit-pool sballati...)
    quello che mi auguro, in definitiva, è che almeno sul colle vada qualcuno che rappresenti un sincera novità e che dia garanzie di affidabilità.
    saluti

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da mike51
    Ma cosa avrebbe fatto "silviuccio" se le elezioni le avesse vinte lui?Io penso: LUI PDR,Fini premier,Casini alla camera e un'altro del cdx al senato,grazie a Dio,cosi' non e' stato.
    su questo non ci sono dubbi !!
    e poi di essere super partes un presidente deve dimostrarlo durante il settennato. cosi' non hanno fatto Cossiga e Scalfaro.
    Pertini e , per certi versi, Ciampi erano uomini di parte ma sono risultati presidenti di tutti gli italiani.

 

 

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