Una delle caratteristiche tipiche di molti Italiani è quella di soffrire di un costante senso di inferiorità nei confronti delle altre popolazioni.Vuoi per il retaggio di secoli di divisioni interne,vuoi soprattutto per i venti anni diesaltazioni fuori misura della potenza Italiana e per i successivi decenni in cui la sinistra Italiana ha fatto di tutto per cancellare questa attitudine assieme a tutti i residui e ricordi del fascismo,come se ci si dovesse vergongnare di conservare quello che è un sentimento antico,sano e assolutamente positivo quale il senso di appartenenza e di identità,anche Nazionale o Statale.
Ora,per quale motivo sessanta anni dopo la fine del Fascismo e 150 dopo l'Unità continuiamo a mantenere un atteggiamento cosi' negativo,cui prodest,che senso ha?
Basta guardarsi intorno,sentire i discorsi da bar,leggere un giornale o venire sul forum,l'atteggiamento è identico:quello di un paese fondamentalmente evoluto che continua a ragionare di se come un vecchio frustrato o un ragazzino depresso incapace di giudicarsi obiettivamente,che senso ha?Tra il masochismo da un lato e la propaganda Fascista (o anche Forzitalista,nei suoi aspetti piu' legati all'apparenza e all'ottimismo forzatamente manifestato) ci sono delle vie di mezzo,e sono convinto che siano quelle che vanno percorse .




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Insomma, gli interventi nell'ex-Jugoslavia, poi nuovamente in Kosovo, come in Afghanistan e in Iraq... in Somalia... ripercorrono gli errori colonialisti del fascismo. L'atteggiamento prono agli USA è ben peggiore dell'alleanza con l'Asse nazional-socialista che, al contrario, garantiva - almeno nella persona del Duce - un rapporto più equilibrato con gli alleati. La distruzione dello Stato sociale è degna della peggiore "democrazia" liberista. Insomma, che aspettate a tagliare la gola ai vostri leaders!? 
