User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Aug 2009
    Messaggi
    619
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Contro il razzismo. Per l’alternativa.

    martedì 12 gennaio 2010 10:21
    Contro il razzismo. Per l’alternativa.

    Contro il razzismo. Per l’alternativa.
    Stampa questo post martedì 12 gennaio 2010 10:21 - di Carlo Leoni - Categorie: Articoli

    Come una lama che squarcia un velo, i fatti drammatici di Rosarno hanno fatto piazza pulita della melassa politicista su “partiti dell’amore”, dialogo sulle riforme e riedizioni, come farsa, di quelle politiche dei due forni dal tragico esito. Sopra al minuetto dei “pastoni politici” si è imposta, da Rosarno, la realtà di un paese che ha fatto clamorosi passi indietro in termini di civiltà e di dignità democratica. Maroni e, più pateticamente, la Gelmini hanno visto bene di soffiare su un fuoco che era già fin troppo divampato.

    Mi è venuto da pensare all’apartheid. Una parola che, in afrikaans, non significa altro che “separazione”. I razzisti sudafricani non volevano vivere in un paese bianco. Dei neri avevano bisogno, per estrarre oro dalle loro miniere, per spazzare le strade, per curare i propri giardini e pulire le loro case. Ma poi, ad una certa ora, dopo essere stati spremuti a dovere per quattro denari, dovevano sparire dalla circolazione, non dovevano più farsi vedere in giro nelle LORO città. Dovevano tornare, lontano dalla vita dei bianchi, nella dimensione appunto separata delle immense townships.

    Diciamoci la verità : non pochi italiani pensano che, mutatis mutandis, anche in Italia si dovrebbe fare più o meno lo stesso. Quante volte gli industriali del Nord hanno detto che senza gli stranieri molte imprese chiuderebbero. E quanti si sono preoccupati quando è stata a rischio la presenza in Italia delle “badanti” che assistono i nostri anziani perché noi non abbiamo più il tempo ( e la voglia ? ) di farlo.
    Tutti, anche il più estremo leghista, sa e dice che ormai l’Italia non può fare a meno dei migranti. Ma guai a parlare di diritti, di case, di scuole, di assistenza sanitaria… Gli immigrati sono solo braccia e sudore, non esseri umani meritevoli di diritti e di politiche positive, non uomini e donne con le loro storie, le loro aspirazioni e la loro voglia di libertà. Queste sono prerogative nostre non loro.

    “Padroni a casa nostra”, dicono i leghisti. E che cos’è questo slogan se non la versione italiana dell’apartheid ? Poco, veramente troppo poco sono stati contrastati certi disvalori per accettare nei fatti, anche nel centrosinistra, l’equazione “allarme sicurezza =immigrazione”. Ora, anche dai fatti di Rosarno, ci viene detto che l’alternativa per la quale si deve lavorare non può ridursi a tattica politica e a un mero ricambio di ceto governativo. Occorre costruire i pilastri di un nuovo movimento culturale, sociale, valoriale. Ci vuole tempo e soprattutto tenacia, per risalire la china. Subito, però, va individuato il campo di forze sociali e politiche che assumano sulle proprie spalle il carico di questo progetto di cambiamento. E’ quello che chiamiamo da anni un “nuovo centrosinistra”.

    Ci era sembrato che Pierluigi Bersani si fosse candidato a dirigere il PD proprio per abbandonare le velleità di autosufficienza e ricostruire una coalizione ampia e coesa. Così si diceva da parte sua e dei suoi sostenitori nei giorni del congresso del PD. Poi, di questo progetto unitario si sono perse le tracce e abbiamo visto emergere un disegno del tutto diverso.

    Intendiamoci : ogni giornata politica dimostra che quel partito è preda di una impressionante confusione di idee e che il congresso non ha affatto risolto i problemi in cui si dibatte fin dalla sua costituzione. Ma nella babele di posizioni politiche, si fa luce un disegno che non è quello di allargare la coalizione ai moderati, ma al contrario di costruire una alleanza di moderati. Più in prosa, di sostituire la sinistra con l’UDC. Che cos’è se non questo ciò che si sta cercando di realizzare in Puglia per iniziativa anche personale di Massimo D’Alema ?

    Questo disegno va contrastato e non perché colpisce la sinistra, ma perché una alleanza ancor più moderata di quelle fin qui conosciute ( che già lo erano non poco ), è destinata alla sconfitta perenne perché priva della energia culturale e politica necessaria a contrastare non solo Berlusconi ma il berlusconismo che si è ben radicato in questo Paese. Questo disegno neo-moderato si può battere, anche perché non tutti nel PD la pensano in questo modo e ne abbiamo avuto prova in questi giorni.

    Ma dipende anche da noi, da Sinistra Ecologia e Libertà e dalla sua capacità di iniziativa politica. Intanto bisogna dimostrare che non dormiamo in piedi e che abbiamo ben capito quel che sta accadendo. Bene si è fatto quindi nei giorni scorsi a dare un segnale di reazione e a chiedere incontri bilaterali con tutti i partiti del centrosinistra, per avere un chiarimento risolutivo. Poi bisogna affermarsi agli occhi di quante più persone possibili non come l’ennesima frazione di ceto politico, ma come persone capaci di indignarsi per quanto sta accadendo in Italia e che si battono per cambiare le cose.

    Concludo quindi sugli stessi temi sui quali ho iniziato. Dobbiamo promuovere il massimo possibile di mobilitazione contro il razzismo, per l’uguaglianza, per i diritti dei migranti. Faremo una cosa assolutamente indispensabile e faremo anche capire, in questo modo, perché, nel nostro simbolo, insieme alle parole sinistra ed ecologia, abbiamo voluto la parola libertà.

    Carlo Leoni

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Aug 2009
    Messaggi
    619
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Contro il razzismo. Per l’alternativa.

    martedì 12 gennaio 2010 100
    Dopo Rosarno


    Stampa questo post martedì 12 gennaio 2010 100 - di Roberto Musacchio - Categorie: Articoli

    Anche per reagire costruttivamente all’indignazione per i fatti di Rosarno sarebbe bene provare a cercare di capire cosa si cela dietro l’inqualificabile esplosione di razzismo. Della realtà del mercato nero del lavoro in agricoltura e del ruolo delle organizzazioni criminali si è cominciato a dire.

    Ma la realtà è assai più grande e parla di una colossale mistificazione che viene operata sui migranti strutturalmente trasformati in questione di sicurezza quando invece siamo in presenza di una trasformazione strutturale del mondo del lavoro che ha a che fare con la globalizzazione e che viene negata volutamente e consapevolmente. Poco tempo fa, nel 2008, la Commissione Europea ha licenziato una comunicazione sul tema della immigrazione che dovrebbe essere letta da tutti. La relazione ufficiale dice che ci sono oggi in Europa 18,5 milioni circa di lavoratori migranti e che il flusso annuo è di circa 1,5 -2 milioni. Sono il 3,8% della popolazione totale. Le persone attive nel mercato del lavoro in Europa sono 235 milioni. Al 2060, dice la Commissione, diminuiranno di 50 milioni per ragioni demografiche. Questo se continuano questi ritmi immigratori. In assenza di migrazione il deficit diventa di 110 milioni. Ciò, dice la Commissione, metterebbe a rischio tutto il sistema sociale e renderebbe non sostenibile né il mercato del lavoro né il welfare. Dunque, sempre per la Commissione, la migrazione è necessaria e va sostenuta. Addirittura servono 50 milioni di migranti in più dei previsti. D’altronde siamo in un quadro globale di incremento dei flussi migratori tanto che i migranti al lavoro nel mondo sono diventati 191 milioni, il doppio del 1965. Della loro condizione drammatica, delle leggi internazionali esistenti e violate, parla una brava sindacalista, Silvana Cappuccio, in un bel libro, Glokers, che consiglio di leggere. Ma torniamo adesso all’Europa. La cosa incredibile è che a fronte di ciò che dice quella comunicazione le politiche sono purtroppo ben altre. Quella situazione descritta chiederebbe una politica organica di gestione degli ingressi. Invece quello che c’è di organico è la politica vergognosa delle espulsioni con la famigerata direttiva che non a caso è stata appunto battezzata della vergogna. La politica degli ingressi viene affidata a provvedimenti spezzettati e contraddittori. Da ultime due direttive una sulla cosiddetta carta blu per la migrazione qualificata e l’altra sull’integrazione tra permesso di soggiorno e permesso di lavoro. La contraddizione di fondo, in realtà la mistificazione, è che queste stesse direttive vengono trattate con la base giuridica della migrazione e non quella del diritto del lavoro. Quando proposi in Parlamento Europeo con emendamento di inserire questa seconda base giuridica ciò venne considearato inaccettabile per i trattati. Non è dunque un caso che molti dei miglioramenti inseriti ai testi dalla commissione lavoro dove ero relatore per il Gue non furono approvati dalla commissione competente, quella libertà, pur solitamente più avanzata. Le contraddizioni dei testi per altro restano pesanti: basti pensare ai rischi di una immigrazione di tecnici che depriva il Paese di origine o al rischio che con il permesso di lavoro scada quello di soggiorno. Ma la contraddizione diventa ancora più evidente con una terza direttiva approvata e che ha destato molte discussioni e cioè quella sulle sanzioni ai datori di lavoro che usano lavoratori clandestini. Sono qualche milione i lavoratori che lavorano regolarmente essendo irregolari e la relazione della stessa direttiva dice che si tratta di un problema di mercato del lavoro. Ma invece che prevedere la loro regolarizzazione la direttiva alla fine li espelle. Ma almeno dice che i colpevoli sono i datori di lavoro che vanno, loro e non i migranti, perseguiti e che bisogna garantire ai lavoratori i loro diritti a partire dall’essere almeno pagati. E qui arriviamo a Rosarno dove neanche questa, per me inaccettabile, direttiva viene applicata e i colpevoli divengono i migranti mentre i negrieri non pagano le loro colpe. D’altronde è l’ Italia che andando oltre il peggio dell’Europa rende reato la migrazione cosiddetta clandestina. Ma se la realtà è quella che dicevo all’inizio, con quei numeri enormi, deve essere trattata per quello che è e cioè una conseguenza dei processi di globalizzazione. Naturalmente questa globalizzazione va criticata in radice e dunque anche in ciò che determina nel mercato del lavoro. Ma la colossale mistificazione che viene operata , e che fa parte del processo generale di svalorizzazione del lavoro di cui il cuore è la precarizzazione, è che a milioni di persone viene negato il diritto di potersi definire lavoratori. Mi viene spesso di fare un paragone con il capitalismo nascente: pensiamo a cosa sarebbe stata la storia della modernità se quel capitalismo invece che abbattere la servitù della gleba avesse chiesto ai feudatari il fitto di lavoratori che continuavano ad essere servi della gleba. Purtroppo torna oggi invece il lavoro servile e addirittura schiavistico e ciò mostra come il capitalismo abbia perso le proprie virtù progressive. Proprio per questo ragionamento non mi convincono neanche le versioni soft e corrette della migrazione per quote. E’ inaccettabile comunque la disparità di condizione che si è creata nella globalizzazione tra merci, denaro e esseri umani, le prime libere di far tutto e gli ultimi no. Ma quelle stesse cifre della migrazione ci parlano di una impraticabilità delle quote a meno di non derubricare comunque i diritti. L’unico strumento vero e accettabile è una organizzazione dell’esercizio del diritto a cercare lavoro e cioè un permesso di soggiorno a tal fine. Ciò permetterebbe di sapere chi arriva e a questi di esercitare i propri diritti nel mercato del lavoro. Cioè un cambio radicale di paradigma che però è indispensabile prima che tutta l’Italia divenga Rosarno.

    Roberto Musacchio

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Aug 2009
    Messaggi
    619
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Contro il razzismo. Per l’alternativa.

    mercoledì 13 gennaio 2010 17:17
    Maroni e i fatti di Rosarno


    Stampa questo post mercoledì 13 gennaio 2010 17:17 - di Elettra Deiana - Categorie: Articoli

    Quale Stato ha fatto la sua comparsa e ha esercitato le sue funzioni a Rosarno, nei giorni della vergogna nazionale? Qual è il profilo costituzionale di questo Stato, il bagaglio di vincoli giuridici che ne caratterizza la funzione, il messaggio che consegna ai cittadini, donne e uomini, della Repubblica?

    Questa è la domanda che noi rivolgiamo al ministro dell’Interno Maroni, che dovrebbe essere ministro della Repubblica e invece, in ogni sua mossa ministeriale, continua a essere soltanto un occhiuto esponente della Lega, con le disastrose conseguenze che questo produce nella cultura politica e nel senso comune del nostro Paese.

    Maroni, riferendo al Senato sui fatti di Rosarno, ha affermato che lo Stato è presente nei luoghi della criminalità organizzata e fa quello che deve fare. Ma si è dimenticato di sottolineare che si tratta di uno Stato irrimediabilmente deturpato dalla logica e dalla pratica della politica delle ruspe contro l’”altro”, di uno Stato che lui stesso, il ministro, e la sua maggioranza di governo, stanno conducendo sempre più lontano dalla Costituzione e dai vincoli di uno Stato di diritto, rendendolo quanto più possibile malleabile e disponibile alle inaudite strategie di potere della maggioranza e del premier. Dissoluzione della Costituzione repubblicana.

    A Rosarno e nella gestione che lo Stato, tramite il ministero dell’Interno, ha fatto di quella vicenda di odio razzista, infiltrazioni delle cosche, manovre strumentali di ogni tipo, si è consumato l’ennesimo atto del degrado della nostra Repubblica. Io non so se siamo arrivati al degrado estremo. Certo siamo a punto che rischia di essere di non ritorno. Non solo per la violenza inaudita che si è consumata contro gli immigrati, per l’incontenibile razzismo italico che ormai tracima da tutte le parte, dalla vallate leghiste del Nord agli aspri paesaggi dell’infelice Calabria, non solo per la brutale soluzione di polizia che si è costruita sul dramma, non solo per la totale e dichiarata e rivendicata assenza di politiche dell’immigrazione degne di un Paese che ha in Costituzione gli articoli 1 e 3. Non solo per tutto questo ma, soprattutto, per la crescente assuefazione all’ordinaria quotidianità del male che tutto ciò ha prodotto e alimentato nel nostro Paese. Qui, soprattutto qui, ci sono sì le responsabilità della maggioranza ma anche quelle dell’opposizione, del Pd in modo particolare, che non a caso, di fronte alla vicenda di Rosarno e dei giorni successivi e all’informativa di Maroni a Senato, non ha saputo esprimere nulla di sostanzialmente diverso. Solo preti e vescovi hanno pronunciato parole di umanità e diritto

    Caccia al negro, deportazione, colonne di infelici in attesa del loro destino. Siamo a questo punto.

    Faremo tutto quello che è nelle nostre mani. Perché lo Stato di Maroni non è il nostro Stato e perché non potremo essere quello che vogliamo essere se non prendiamo radicalmente le distanze dalle sue politiche della sicurezza.

    Elettra Deiana

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-05-11, 11:14
  2. ddl contro il razzismo
    Di pietroancona nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 14-11-07, 17:22
  3. Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 01-02-07, 21:38
  4. De Benoist: Contro il razzismo, Contro l'Immigrazione
    Di ardimentoso nel forum Destra Radicale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 08-01-05, 22:08
  5. Girotondo contro Gentilini....contro ogni razzismo.
    Di Oasis nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-09-02, 02:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226