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Discussione: Giorno 12 gennaio

  1. #1
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    Predefinito Giorno 12 gennaio

    La data del 12 gennaio 2010 potrebbe in futuro essere citata da qualche amante dei particolari della storia.
    Perché ricorderà l'annuncio ufficiale che non si possono calare le tasse.
    La data in cui vi è il riconoscimento che il sistema dell'unità d'italia è destinato alla fine.

    Occorrerà forse una mezza dozzina di interventi su questo forum, ma potrebbe essere interessante ricordare questo giorno che rappresenta un momento in cui tutto un ciclo storico, creato dalle logge circa 200 anni or sono, riconosce di non avere più la possibilità di continuare.
    Ultima modifica di jotsecondo; 15-01-10 alle 16:22

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    E' sulle tasse che da molti anni si articola tutto il sistema di ricerca di libertà dei popoli del Nord.
    Infatti la schiavitù di un popolo si misura attraverso il volume del suo sfruttamento che si materializza nell'imposizione delle tasse.

    Oltre trenta anni or sono uscivano i primi movimenti autonomisti ed indipendentisti molto determinati anche se con un piccolo seguito. .
    Fu con il concetto dell'autonomia che i movimenti ebbero uno sviluppo.

    Il concetto trainante era di comunicare ai cittadini del Nord come, con l'autonomia, l'80% delle tasse sarebbero rimaste sul territorio dove venivano pagate.
    Questo messaggio portò in una decina di anni ad uno sviluppo inimmaginabile del consenso.

    La difesa della propria identità rappresentava la punta di diamante di questi movimenti, ma comunque l'argomento trainante, anche se molte volte era solamente sottinteso, erano le tasse.

    Che tale argomento fosse importante lo dimostrò il fatto che la lega, nata dal cartello elettorale determinato dalla fusione di molti movimenti autonomisti nati nel Nord, quando andò alle elezioni nel 1996 da sola, nonostante essere in vigore la legge elettorale del maggioritario, riuscì ad ottenere un ottimo successo.
    Ebbe il 10% dei voti, perché lo slogan dei comizi e sui manifesti, che facevano presa, era il motto sempre caro a tutti i vecchi militanti. “”MENO TASSE - MENO ROMA””

    Questo argomento delle tasse è sempre stato sempre il cavallo di battaglia della lega anche se, molte volte non acclamato, in quanto la lega non poteva sbilanciarsi troppo per non dare troppo danno alla partitocrazia e a roma, sotterranea creatrice della dirigenza di questo cartello autonomista .
    Ultima modifica di jotsecondo; 15-01-10 alle 16:26

  3. #3
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    Nel 2001 Berlusconi, comprendendo l'importanza del messaggio del calo delle tasse, lanciò un suo progetto di diminuzione basato principalmente sulla riduzione del numero delle aliquote.

    La promessa del calo delle tasse pertanto divenne un cavallo di battaglia del centro destra, usato in mezzadria tra Berlusconi e la lega.
    Era solamente a fondo pubblicitario elettorale, ma sempre di effetto.

    In questi giorni Berlusconi, profittando come la lega è sempre più legata al carro romano, si è impossessato totalmente del messaggio lanciando la proposta, già accennata a suo tempo di ridurre le aliquote a due.

    Dopo due giorni, consapevole di essere considerato il padrone credibile dell'argomento tasse nell'immaginario dei cittadini, comunicava che causa la crisi, il debito pubblico stratosferico in continua espansione non si poteva dare corso alla proposta di riduzione dell'imposizione fiscale.

    Anzi qualcuno parla che per un eventuale calo delle tasse sarebbe necessario un aumento della tassazione sui consumi, attraverso l'inasprimento della percentuale dell'Iva.
    In tal modo si mette in evidenza quale sarebbe la via per poter spremere maggiormente i cittadini, specialmente quelli del Nord, in quanto l'IVA viene pagata maggiormente nel settentrione, in quanto nel Sud l'evasione fiscale è endemica e molto sviluppata.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    Negli ultimi dieci anni anni gli indipendentisti, comprendendo ormai definitivamente come la lega non persegue il progetto che propaganda di liberare il Nord dallo sfruttamento, hanno incominciato a sostenere come sia inderogabile la necessità di determinare un calo delle tassazioni.

    Il concetto di fondo è di esporre un elenco di modifiche della imposizione fiscale.
    Elenco che deve essere dettagliato nei particolari, in modo da permettere ad ogni cittadino di poter calcolare il volume di denaro che rimane in più in suo possesso non versandolo allo stato.

    La strategia consiste nel fatto che se la partitocrazia, nel suo complesso, contestasse tale calo di introiti fiscali adducendo che questo determinerebbe un calo dei servizi, si deve evidenziare che con la secessione si potrebbero risparmiate, da parte dei cittadini dello stato del Nord, dai 200 ai 250 mila miliardi di euro all'anno di tasse.
    Cifra che viene assorbita parte a fondo perduto dal meridione e parte attraverso le ruberie e gli sperperi della partitocrazia.

    Di fonte a questa precisazione è logico che la grande massa dei cittadini del Nord, consapevoli di quanto ci rimettono, continuando a vivere in uno stato unitario nella condizione di coloni, sarebbero conseguentemente propensi, favorevoli e non contrari ad una secessione.

    Finora sarebbe sempre stato possibile in qualsiasi momento iniziare questa operazione di esposizione dei vantaggi economici con la diminuzione della tassazione.
    Ma nasceva un problema.
    La partitocrazia, grazie al centro destra ed in special modo della lega, ha sempre in modo plateale, e in altri casi in modo sottinteso, fornito una speranza che prima o poi la situazione fiscale sarebbe migliorata.
    Si è persino inventato un trucco detto pomposamente “ federalismo solidale”” e poi trasformato in “federalismo fiscale”per illudere i cittadini del Nord.

    La truffa della propaganda consiste che già nelle parole indicative di “” federalismo fiscale”” si insinuava che tale tipo di legge comunque verteva sul problema fiscale.
    E si lascia a ciascun cittadino nel suo immaginario dare un valore a tale parola.

    Pertanto la credibilità del calo fiscale restava sempre in mano alla partitocrazia attraverso il suo mentore Berlusconi e la lega romana.
    Ultima modifica di jotsecondo; 15-01-10 alle 16:51

  5. #5
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    In questo momento, per una serie di problemi, Berlusconi è sottoposto ad un linciaggio mediatico da chi auspica di poterlo scalzare per poter occupare il suo spazio di potere.
    Il Cavaliere deve difendersi dal suo interno politico ma anche dall'alleato lega che con la storia delle tasse continua ad erodere l'elettorato del PDL.

    Il Cavaliere ha pensato di togliere questa arma dalla mano della lega e di renderla propria.
    E poi dopo due giorni distruggere per sempre tale arma, stabilendo una volta per tutte che tale processo di riduzione non può avvenire causa il debito pubblico, essendo questo eterno ed in continuo sviluppo, e conseguentemente l'operazione del calo fiscale sarà rimandata in un futuro molto lontano.

    Tutto questo in un momento in cui solo un' enorme ricorso alla cassa integrazione permette all'italia di fingere che non vi sia una crisi della produzione manifatturiera, mentre invece questa crisi sta imperversando.

    Così il 12 gennaio la partitocrazia getta la spugna, innalza la bandiera bianca sull'argomento. .
    Più nessuna promessa .
    Il volume eccessivo di tassazione continuerà imperturbabile.

    Il governo italiano ha necessità di credibilità internazionale e non può permettersi che a dirigere lo stato vi sia una classe politica dichiarante di calare le tasse nel momento in cui il debito pubblico aumenta in modo esponenziale contro ogni regola europea.
    L'arma propagandistica del calo delle tasse, se la partitocrazia desidera continuare a governare, deve essere abbandonata per sempre.

    Il calo delle tasse non può più essere usato come specchietto e truffa elettorale dalla partitocrazia
    I cittadini devono rassegnarsi.
    Anzi devono sperare che il ventilato aumento dell'IVA non venga applicato.
    Ultima modifica di jotsecondo; 15-01-10 alle 17:19

  6. #6
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    Il calo delle tasse diventa pertanto un patrimonio libero e pertanto esclusivo patrimonio degli indipendentisti, perché sono gli unici ad essere credibili nell'auspicare tale riforma.
    Purtroppo diventa necessario, per ottenere una minor oppressione fiscale, che i cittadini usino l'autodeterminazione e conseguentemente formare uno stato al Nord di vera impostazione occidentale.

    La parte territoriale dello stato ( meridione) che considera suo diritto il poter vivere di assistenzialismo, dovrà avere la possibilità di formarsi uno stato che potrebbe anche essere basato su un sistema economico che si avvicini al terzo mondo.

    Sistema che avrà sicuramente dei difetti, ma deve essere rispettato da chi desidera, per sua cultura comportamentale, usarlo come sistema di vita.

    Gli indipendentisti adesso non hanno più un concorrente nella loro proposta fiscale.

    E il calo fiscale si può ottenere solamente in un modo.
    Le altre promesse sono solamente propaganda elettorale.

    Vi sono tre anni senza votazioni.
    Tre anni in cui il sistema italico scenderà sempre più in basso, in quanto il cancro partitocratico non potrà regredire.

    Ecco perché il 12 gennaio per una piccolo desiderio di puntualizzazione potrà essere ricordato in un futuro, anche se come semplice desiderio di conoscenza storica.

    La partitocrazia si è arresa.
    Non ha più il coraggio ne la forza della determinazione di continuare ad usare l'argomento calo delle tasse.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    E' ormai evidente che la macchina dello stato è fuori controllo. Viaggia da sé verso la catastrofe, come aveva osservato giustamente Miglio nel 1984, in Appellarsi al vero Sovrano.

    In questa condizioni impegnarsi per una giusta indipendenza dei popoli che non verrà MAI concessa dal potere politico, perché così facendo ammetterebbe il suo fallimento fraudolento, è illusorio.

    Ma si potrebbe tentare chiedendo l'attuazione dell'articolo 1° comma due della costituzione vigente in quanto facente parte dei Principi fondamentali, ai quali tutta la struttura dello stato deve essere adeguata.

    Nessuno potrebbe opporsi ad una tale richiesta in quanto proprio i comuni delinquenti che ci amministrano sono i primi a chiedere il rispetto della costituzione.

    Ma c'è qualcuno di voi che, onestamente, senza andare a leggersi cosa dice l'articolo 1° comma due della costituzione, sa qui citarlo?:gluglu:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    Citazione Originariamente Scritto da Paulus Visualizza Messaggio
    E' ormai evidente che la macchina dello stato è fuori controllo. Viaggia da sé verso la catastrofe, come aveva osservato giustamente Miglio nel 1984, in Appellarsi al vero Sovrano.

    In questa condizioni impegnarsi per una giusta indipendenza dei popoli che non verrà MAI concessa dal potere politico, perché così facendo ammetterebbe il suo fallimento fraudolento, è illusorio.

    Ma si potrebbe tentare chiedendo l'attuazione dell'articolo 1° comma due della costituzione vigente in quanto facente parte dei Principi fondamentali, ai quali tutta la struttura dello stato deve essere adeguata.

    Nessuno potrebbe opporsi ad una tale richiesta in quanto proprio i comuni delinquenti che ci amministrano sono i primi a chiedere il rispetto della costituzione.

    Ma c'è qualcuno di voi che, onestamente, senza andare a leggersi cosa dice l'articolo 1° comma due della costituzione, sa qui citarlo?:gluglu:
    L'indipendenza è l'unica soluzione.
    Ma forse è ancora difficile metterla in atto.

    Comunque da adesso siamo sicuri che la speranza di calare le tasse deve sparire.

    Anzi con la cassa integrazione che veleggia vi saranno disastri.
    Perché si determinano minor produzione, minor consumi, minor ricorso al credito per paura del futuro, minor introiti fiscali, aumento vertiginoso del debito pubblico.

    Non ci salveremo.
    L'indipendenza arriverà per disperazione.

    Siamo su una polveriera.
    Piccolo esempio
    Immaginiamo per un momento che a Rosarno avessero scaricato un camion di armi automatiche.
    Quelli hanno niente da perdere.

    Ritornava il ciclo storico di Spartaco-
    E Spartaco portò la necessità che ci fosse una dittatura. Ossia il potere centrale.
    Ma dittatura vuol dire miseria.

    Miseria di adesso aggiunta con quella del futuro è un bel quadro.

    L'unico problema è che i cittadini non sono pienamente consapevoli di questo.
    Qualcuno deve pregare che si faccia questa indipendenza prima che comprendano quello che gli sta bruciando la pelle.
    Ultima modifica di jotsecondo; 16-01-10 alle 18:47

  9. #9
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    l'editto del 12 gennaio 2010 ha effetti collaterali anche sul decantato federalismo fiscale che, anche quando andrà in porto, non riuscirà ad abbassare le tasse.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Giorno 12 gennaio

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio

    L'indipendenza è l'unica soluzione.
    Ma forse è ancora difficile metterla in atto.
    l'indipendenza per adesso, non è nell'agenda di coloro
    che possono concederla, che poi, sono gli stessi che si sono
    adoperati per formare una santa alleanza internazionale per darla
    al kosovo.
    se oggi il nord volesse l'indipendenza, si costituirebbe ancora
    la santa alleanza, ma questa volta per impedirla.
    le marionette europee, non sono autorizzate
    a tali concessioni; se prima non cade l'impero, hai voglia...

 

 
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