Volevo segnalare un testo indiano in cui mi sono imbattuto di recente. Purtroppo l'originale sancrito e' difficile da trovare, e non sono sicuro il testo sia stato tradotto in italiano. Esistono varie traduzioni in inglese, tra cui una online.
Il testo in questione e' il Tripura Rahasya o 'Segreto di Tripura', noto anche come Haritaayana Samhita. Fu comunicato da Vishnu, sotto forma di Dattaatreya, signore degli Avadhuutas (gimnosofisti o i saggi nudi), a Parasuraama. L'opera consiste in 12,000 slokas divise in tre sezioni: Maahaatmya Khanda (sulla Grande Dea Srii Deevi), Jnaana Khanda (sulla Conoscenza Suprema), e Charyaa Khanda (sulla condotta personale - questa sezione e' andata persa).
Il testo, che si apre con "OM Namaha" e chiude con "Shri Tripuraiva Hrim", fornisce diciamo il retroterra metafisico alla dottrina Sri Vidya di testi come il Devi Maahaatmya o il Lalita Upaakhaayana. In soldoni, ho personalmente trovato questo testo oltre che poetico, utilissimo a livello pratico.
Perche'?
Intanto perche' la sua esposizione e' limipida e chiara; e poi perche' tratta certe questioni in modo oserei dire pragmatico. Ad esempio il testo, sotto forma di dialogo, cerca di definire lo stato di samadhi o quello di nirvikalpa. Risponde a domande del tipo: come fare a frenare i processi mentali? Cosa succede quando la mente si ferma per un po'? Cosa si prova in questo stato? etc.
Insomma: il testo, che pure e' un testo antico e 'tradizionale', contiene tutta una serie di consigli di grande utilita' per chi medita (in questo senso posso paragonarlo solamente ai libri di Osho).




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