Non so voi ma, personalmente, sono terrorizzato dai salvacondotti che i ds stano offrendo a quel filibustiere del nano in cambio del colle...
L'iniziativa del giorno porta invece la firma di Piero Fassino che in una intervista al giornale di Giuliano Ferrara, «Il Foglio», lancia un «manifesto presidenziale» in quattro punti per l'elezione di Massimo D'Alema al Quirinale. «La guerra è finita - dice Fassino - perciò la candidatura di D'Alema al Quirinale deve essere il primo atto di una pace da costruire e non l'ultimo atto di una guerra che continua».
Traduzione dello scrivente:
- Caro nano, se ci voti D'Alema non ti facciamo del male
In sostanza Fassino propone un accordo con la Cdl che può avvenire «prima dell'elezione e alla luce del sole». Ma ecco i quattro punti del «manifesto»:
1) L'assicurazione che se il governo Prodi dovesse entrare in crisi si tornerà a votare in base al principio tipico della democrazia e dell'alternanza;
Traduzione dello scrivente:
- Caro nano, se cade Prodi non inciuceremo con la lega o con l'udc e potrai rigiocartela, giurin giuretta
2) Da capo del Csm, un Presidente che eserciti la funzione di garanzia operando per evitare ogni possibile cortocircuito tra giustizia e politica,
Traduzione dello scrivente:
- Caro nano, cercheremo di non farti sbattere in galera per tutti i reati che hai commesso, e tieni presente che hai un processo aperto ed uno da rifare
3) Sulle grandi scelte di politica estera un Presidente che favorisca la massima intesa possibile;
Traduzione dello scrivente:
- Caro nano, insomma, forse ci sarà questa guerra in Iran, là, se vogliamo i soldi della Nato e della ricostruzione, dobbiamo votare noi, che tanto Rifonda non vota, lo sai.
4) All'indomani del referendum, si riprenda un confronto tra le forze politiche che consenta di portare a conclusione una transizione istituzionale da troppi anni incompiuta.
Traduzione dello scrivente:
- Caro nano, la devolution la bocciamo perché fa cagare, e poi facciamo i padri della patria tutti insieme, così magari tu recuperi un po' di dignità, che ne dici?




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