http://it.geocities.com/caccialbianco/
STORIA DEI BOERI
Un Afrikaner è un sudafricano bianco, di estrazione calvinista Ugonotta olandese, tedesca o belga, che parla l'afrikaans, una lingua derivata principalmente dall'olandese del XVII e XVIII secolo, che oggi integra prestiti dai linguaggi africani e dalla lingua inglese.
Gli Afrikaner (ampiamente noti fino al XX secolo come Boeri, dall'olandese boer, "contadino") discendono principalmente dai coloni Calvinisti bianchi che occuparono il Capo di Buona Speranza durante il periodo di amministrazione (1652-1795) della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC) e nel susseguente periodo di amministrazione britannica. Negli anni 1830 e 1840 una stima di 12.000 pionieri Boeri (Voortrekker) penetrò nei territori del futuro Natal, nelle province del Transvaal e dello Stato Libero di Orange, allo scopo di mettersi fuori dalla portata dell'autorità britannica, per sfuggire alle implacabili guerre di confine, al colonialismo britannico e alle sue politiche di anglicizzazione, e per allentare la pressione su una frontiera sovraffollata, nella quale la terra stava diventando scarsa.
Mentre alcuni storici sostengono che questa serie di migrazioni, in seguito note come Great Trek, venne causata perché i Boeri non furono d'accordo con le restrizioni britanniche sulla schiavitù, è un dato di fatto che molti di questi "Boeri-marcianti" (coltivatori migranti, semi-nomadi) non possedevano schiavi, contrariamente ai loro più ricchi cugini della parte occidentale del Capo, che non emigrarono né presero parte al Great Trek.
La vasta maggioranza dei Voortrekkers erano "Boeri-marcianti" provenienti dalla parte orientale del Capo, che erano impegnati nella pastorizia. Cionondimeno, la promulgazione britannica dell'Ordinanza 50, nel 1828, che garantiva pari diritti davanti alla legge per tutte le "persone libere di colore", fu un fattore del malcontento Boero, come è ben documentato in numerose fonti contemporanee; le varie repubbliche dalla vita breve fondate dai Voortrekkers avrebbero tutte racchiuso la disuguaglianza razziale nelle loro costituzioni.
Il Great Trek fu principalmente il risultato del "cedimento della diga" formata dalla repressione delle migrazioni di popolazione e dalle pressioni sulla popolazione, quando la migrazione ad est dei "Boeri-marcianti" giunse a una fermata virtuale per almeno tre decenni. Anche se alcuni "Boeri-marcianti" si spinsero oltre il fiume Orange in periodi precedenti.
Durante il cosiddetto Great Trek essi combatterono contro gli Zulu (dopo che i capi dei Voortrekker, Piet Retief e Gerhard Maritz, assieme a quasi metà dei loro seguaci vennero uccisi da Dingaan e dai suoi guerrieri dopo che questi avevano inizialmente firmato con loro un trattato territoriale), che all'epoca occupavano le stesse aree in cui erano entrati i Boeri.
I Boeri stabilirono stati indipendenti in quello che oggi è il Sud Africa: il Natalia/Transvaal (la Repubblica Sudafricana) e lo Stato Libero di Orange.
Il desiderio inglese di estendere il loro impero coloniale nelle aree Boere portò a due Guerre Boere nel 1880-1881 e nel 1899-1902, che finirono con l'inclusione delle aree Boere nelle colonie britanniche.
A seguito dell'annessione britannica delle Repubbliche Boere, la creazione dell'Unione del Sud Africa, nel 1910, andò in qualche modo nella direzione della sfumatura delle differenze tra coloni britannici e Afrikaner. La maggioranza nera, comunque, venne esclusa dalla pari partecipazione negli affari della nazione fino al 1994 a causa della politica di apartheid (il termine in lingua afrikaans che significa "segregazione") attuata della dirigenza politica sudafricana.
Il termine Afrikaner comprende diverse comunità di bianchi di lingua afrikans. Il suo primo utilizzo risale al 1707 ma non venne usato ampiamente fino a dopo la guerra Anglo-Boera agli inizi del XX secolo. Prima di allora le varie comunità bianche di lingua afrikaans erano conosciute come Boeri, Trek-Boers, Olandesi del Capo (quelli che vivevano nella parte occidentale del Capo) o Voortrekkers. Si pensa che il termine Afrikaner sia stato usato per distinguere all'interno della popolazione bianca, quelli di lingua afrikaans da quelli di lingua inglese.
Prima Guerra Boera
Il primo scontro venne fatto precipitare da Sir Theophilus Shepstone che annesse il Transvaal (la Repubblica Sud Africana) per i britannici nel 1877, dopo la Guerra Zulu.
I Boeri protestarono e nel 1880 si ribellarono. I Boeri erano vestiti in abiti color kaki, mentre le uniformi britanniche erano di un rosso brillante, in netto contrasto con il paesaggio sudafricano, il che permise ai Boeri di bersagliare facilmente gli avversari da grande distanza.
Dopo che una forza britannica comandata da George Pomeroy-Collery venne pesantemente sconfitta nella Battaglia di Majuba Hill, nel febbraio 1881, il governo britannico di Gladstone diede ai Boeri l'autogoverno nel Transvaal, sotto la teorica supervisione britannica.
Seconda Guerra Boera
Ma ci fu una continua pressione sui Boeri, in seguito alla scoperta dell'oro nel Transvaal nel 1885 nel crinale di Witwatersrand.
Ci fu una corsa all'oro di coloni non Boeri, detti uitlanders.
I nuovi coloni venivano scarsamente considerati dai Boeri e in cambio ci furono pressioni per rimuovere il loro governo.
Nel 1896 Cecil Rhodes sponsorizzò un inefficace colpo di stato, l'incursione di Jameson e il fallimento di ottenere migliori diritti per i britannici venne usato come scusa per giustificare un ammasso di forze militari nella zona del Capo. C'era un'altra ragione per l'intenzione britannica di prendere il controllo della Repubblica Boera: all'epoca ci fu un tentativo della Repubblica del Transvaal di legarsi all'Africa Sud-occidentale Tedesca, una possibilità che i britannici, che tenevano d'occhio il sopraggiungente scontro con l'Impero Germanico, decisero di contrastare.
I Boeri, gudati da Paul Kruger, colpirono per primi. I Boeri attaccarono nella Colonia del Capo e nel Natal tra l'ottobre 1899 e il gennaio 1900. I Boeri furono in grado di assediare con successo le guarnigioni britanniche nelle città di Ladysmith, Mafeking (difesa dalle truppe comandate da Robert Baden-Powell) e Kimberley e inflissero ai britannici tre diverse sconfitte nel giro di una setimana, dal 10 al 15 dicembre 1899.
Non fu fino all'arrivo dei rinforzi, il 14 febbraio 1900, che le truppe britanniche comandate da Lord Roberts poterono lanciare una controffensiva per soccorrere le guarnigioni (la liberazione di Mafeking il 18 maggio 1900, provocò violente celebrazioni in Inghilterra) e permettere ai britannici di prendere Bloemfontein il 13 marzo e la capitale Boera, Pretoria, il 5 giugno.
Le unità Boere si diedero alla guerriglia per altri due anni, i britannici, ora sotto il comando di Lord Kitchener, risposero costruendo fortini, distruggendo fattorie e confiscando il cibo per evitare che cadesse in mano ai Boeri e ponendo i civili Boeri in campi di concentramento.
Gli ultimi Boeri si arresero nel maggio del 1902, e la guerra finì con il trattato di Vereeniging nello stesso mese.
22.000 soldati britannici morirono, così come 25.000 civili Boeri.
Il trattato pose fine all'eseitenza del Transvaal e dello Stato Libero di Orange come Repubbliche Boere e le pose all'interno dell'Impero Britannico.
Ma ai Boeri vennero dati 3 milioni di sterline in risarcimenti e gli venne promesso l'autogoverno (l'Unione del Sud Africa venne stabilita nel 1910).
I Boeri chiamano le due guerre come Guerre di liberazione.




Rispondi Citando
