Bombette relativiste: nel laboratorio emiliano spunta “la casa di tutte le religioni”
Attualità - lun 8 mag
di Graziano Girotti, cogestore del blog Il Filo a Piombo
Forse la proposta non merita l’attenzione che stiamo per darle: potremmo rubricarla come una banale sparata di un politico in cerca di visibilità. Pensandoci bene, però, siamo convinti di trovarci di fronte all’ennesimo missile lanciato contro il cattolicesimo in Italia. Ovviamente nel silenzio più o meno generale. E allora la faccenda diventa seria.
Insomma, è successo che un consigliere regionale Ds dell’Emilia Romagna (predicatore di culto valdese), tal Massimo Mezzetti, ha buttato là di riunire “tutti i culti in una casa delle religioni, ovvero un luogo che, anche simbolicamente e come veste architettonica, rappresenti l’incrocio e l’incontro di culture e fedi differenti, dove si possa convivere e celebrare feste e cerimonie religiose. Potremmo affidare il progetto a un architetto importante, per dare maggiore qualità all’iniziativa”. Il virgolettato, sebbene sembri incredibile, è ripreso pari pari da quanto comparso sul quotidiano “Il Resto del Carlino” di mercoledì 3 maggio 2006, a pagina 1 del fascicolo regionale. Non è stato smentito.
Quando ci siamo imbattuti nella pensata del Mezzetti ci è venuta in mente una grande sala giochi, dove tutti saranno liberi di portare il loro passatempo preferito sperando di trovarci qualcuno con cui trascorrere qualche oretta, magari lontano dalle lamentele della moglie. E allora ci sarà colui che arriva col monopoli sotto braccio, o quello appassionato di strategie che sfodera l’immancabile risiko, o ancora il tradizionalista con le carte da briscola che invocherà un po’ di compagnia chiedendo: “Chi si fa un rubamazzo con me?” Alla fine della serata, una pacca sulle spalle e arrivederci alla prossima per la rivincita.
Una voce di dissenso per la verità, e per fortuna, c’è stata. Quella di Monsignor Ernesto Vecchi, vicario della Curia bolognese, il quale ha parlato di “idea non praticabile per i cristiani. La mescolanza delle fedi è un concetto non chiaro”. Parole che, dietro la necessaria forma diplomatica, nascondono una sostanza nettamente contraria. Noi che diplomatici non siamo, ci riteniamo spiritualmente, intimamente e culturalmente offesi da tale grossolano e volgare tentativo di farci esplodere in faccia la puntuale bombetta relativista. Una casa dei culti è, alla fine, la morte di tutti i culti. Ma soprattutto la morte del cristianesimo che, piaccia o meno, sta a fondamento della storia del nostro Paese, dell’Europa, dell’Occidente. Un fondamento che dunque va combattuto con ogni mezzo, anche con le idee più strampalate, per sfarinarlo, indebolirlo, fargli mancare la linfa vitale. A pensarci bene l’obiettivo è uno solo. Continuare a mettere in discussione – sotto tante forme e da più direzioni (anche con idee strampalate) - il ruolo e l’esistenza stessa del cattolicesimo in Italia, alla lunga (o forse neppure tanto alla lunga) si farà largo tra la gente comune della maggioranza dei cattolici il convincimento che, in nome del “dialogo” con le altre fedi, si dovrà pur rinunciare a qualcosa. Si punta a far abbassare la guardia, a lavorare ai fianchi. Non siamo fessi e nel tranello laicista non cadiamo. Per dialogare non si può e non si deve rinunciare a un etto della propria identità.
Graziano Girotti
graziano.girotti@email.it
cogestore del blog Il Filo a Piombo




Rispondi Citando
