10 FEBBRAIO: IL GIORNO DEL RICORDO
LE FOIBE:UNA VERGOGNA SCONOSCIUTA
L’11 febbraio 2004 la Camera dei Deputati ha approvato quasi all’unanimità (contrari Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) la proposta di legge che istituisce per il 10 febbraio il “Giorno del ricordo” per le vittime delle foibe e per i protagonisti dell’esodo giuliano,ma…
Finita la seconda guerra mondiale, dal luglio all’ottobre del 1946 si tenne a Parigi la conferenza di pace, l’Italia vi partecipò da sconfitta, non si tenne minimante conto del ruolo della Resistenza e dell’antifascismo e dovette subire le decisioni prese dai vincitori; la questione più spinosa riguardava la ridefinizione dei confini nazionali, con l’Alto-Adige conteso fra Italia e Austria e la Venezia Giulia,l’Istria e la Dalmazia fra Italia e Yugoslavia; le decisioni furono quelle di lasciare all’Italia l’Alto-Adige e di consegnare alla Nazione di Tito la quasi totalità della Venezia Giulia,l’Istria(con la città di Pola) e la Dalmazia(con Fiume e Zara),il trattato di pace fu firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. Circa 300.000 Italiani “assegnati” alla Yugoslavia decisero di espatriare,ma la loro odissea era solo all’inizio,a Venezia i profughi furono insultati dai portuali,a Bologna un convoglio ferroviario fu respinto alla stazione,inoltre il PCI,assai più vicino a Tito che ai vertici politici italiani,aveva fatto credere ai propri militanti(e non solo) che i profughi fossero fascisti in fuga.
La campagna annessionistica di Tito era cominciata già dal 1943 e fu proprio nel periodo 43-45 che la sua ferocia raggiunse i massimi livelli,la repressione tito-comunista colpì non solo fascisti e collaborazionisti ma anche italiani antifascisti il cui solo torto era quello di opporsi alle mire annessionistiche di Tito.
Il metodo più pratico per sbarazzarsi degli avversari era gettarli nelle foibe,caverne non molto larghe e profonde centinaia di metri. Per risparmiare tempo e pallottole i titini legavano i prigionieri gli uni agli altri, poi sparavano a quelli della prima fila che trascinavano con sé nella foiba gli altri sventurati compagni ancora vivi.
Ma di tutto questo non se ne parla, o meglio non se n’è mai parlato, a scuola, nei giornali, nessun vocabolario fa cenno alle foibe se non come “fossa comune delle vittime di lotte civili e assassini politici” (Devoto-Oli) o “fossa comune per occultare cadaveri di vittime di eventi bellici” (De Mauro) o se ne parla,ma in maniera distorta “Dolina con sottosuolo cavernoso. Indica particolarmente le fosse del Carso nelle quali,durante la guerra 40-45,furono gettati i corpi delle vittime della rappresaglia nazista” (Vocabolario della lingua parlata italiana-Salinari)…i nazisti al posto dei comunisti.
La storia ,si sa, viene scritta dai vincitori,ma dopo sessant’anni anche i vinti avrebbero diritto ad un briciolo di verità.