«L'Udc voterà scheda bianca alla terza votazione al solo scopo di tenere unita la Cdl, giudicando un errore non convergere sulla candidatura di Giorgio Napolitano», si legge in una nota diffusa al termine dell'ufficio politico del partito. Concetto colorito successivamente dal leader Casini: «Prendiamo atto che siamo in minoranza». Quanto basta per mettere sul chi va là il leghista Maroni, che minaccia: «Se l'Udc vota Napolitano, la Cdl è finita». La lega fin dal mattino del martedì, mettendo in prima pagina sulla Padania proprio Maroniin una vecchia foto steso a terra dopo lo «scontro» con la polizia quando ministro dell'Interno era proprio Napolitano, si è messa di traverso. Convincendo ancora di più berlsuconi a non accettare l'idea di un voto a un rappresentante dell'area post comunista.

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Le prime tre chiame sono servite solo a chiarire un aspetto, la CDL non ha avuto la capacità di proporre un candidato alternativo a Napolitano, ora si arriva alla quarta votazione, quella decisiva, e qui c'è il centrosinistra totalmente schierato dalla parte dell'anziano leader diessino, affossata la candidatura D'Alema sono spariti tutti i problemi.. il quarto voto vedrà unito il centrosinistra e nello stesso tempo una opposizione profondamente divisa sul futuro e le prospettive della legislatura, ci saranno tantissimi voti che si aggiungeranno a quelli già sufficenti per eleggere Napolitano, la prova di forza dell'opposizione si scontra con la realtà delle forze politiche di centro contrarie al clima di guerra civile che serve solo a rafforzare gli estremismi, il voto aggiunto che si profila per Napolitano politicamente sarà molto pesante