
Originariamente Scritto da
Independent
Quest' ultimo post contiene due elementi molto importanti, 1-la delusione. 2-le maniche da rimboccarsi. Cerco di spiegare perchè, secondo me, inserendoli in un discorso più generale.
La delusione, e nel caso dei libertari una sfiducia, anzi una condanna congenita della politica, fanno sì che ognuno voglia andare per conto suo (io per primo, vedi nick) o in piccoli gruppetti. I libertari dunque fanno molta fatica a cedere su qualcosa, così come i liberali anche loro individualisti che portano ognuno la sua idea e spesso rifiutano di aggregarsi a "gruppi" dove il singolo deve necessariamente rinunciare a qualcosa della sua purezza intellettuale.
Ora se se l' intenzione è quella di incidere politicamente, e non solo di creare "circoli culturali" in rete, lo scopo qual' è? Credo diffondere idee libertarie e liberali (già qui nasce un distinguo però) e tentare la loro applicazione concreta. Già limitandosi al primo punto, la diffusione, è necessaria visibilità. Quanta ne possono ottenere piccoli gruppuscoli? Poca, se non nessuna.
Il primo grosso ostacolo è dato dalla resistenza a mettersi insieme, resistenza fortissima, come testimoniato da LIBERAMENTE.
Sinceramente qui la soluzione è difficile da trovare.
Comunque vediamo che qualche aggregato si forma, quali le migliori alternative per uscire da internet?
Per i libertari che si riconoscono, diciamo così nella line di Facco e co. ci sarebbe il movimento libertario, se operativo però, e qui pongo un punto interrogativo.
L' idea più valida in generale sarebbe la rete, alla neo-lib, dico "alla" neo-lib. Alleanza per le libertà? Leggo di eventuale simbolo e tesseramento ma, con tutto il rispetto (che poi è quella con l' impostazione ideale che mi trova più d' accordo) vedo grande il rischio di fermarsi a "giocare" alla politica in rete tra amici, perchè quella concreta richiede un tipo di impegno diverso, ed entra in gioco il discorso di rimboccarsi le maniche. Qui siamo tutti seduti comodamente alla nostra tastiera, ma per ottenere quella famosa visibilità e quindi penetrazione di certe idee nel dibattito serve ben altro. Qualche esempio, un istituzione culturale che opera anche fuori dalla rete come l' IBL con convegni, pubblicazioni, contatti in qualche giornale medio-grande, e anche in parlamento, ne ha davvero poca. Nel panorama più propriamente politico i Riformatori Liberali, con tutta l' esperienza di partito e nonostante parte di una delle due grandi coalizioni, arrancano. Per incidere servono le conferenze, le pubblicazioni, gli articoli, l' attività tra i giovani, se volgliamo dirla tutta quella nelle strade (l' estrema destra a Roma raccoglie consensi a colpi di manifesti) ma tutto questo necessita di un' impegno che chi cerca di organizzare queste realtà è disposto a offrire?
P.S.
Domanda ovviamente non rivolta a chi già fa politica.