CALIPARI: MOZIONE SENATORI UNIONE, FUORI NOMI MILITARI USA
Roma, 9 mag. - Fuori i nomi dei militari Usa coinvolti
nella vicenda che costo' la vita al funzionario del Sismi
Nicola Calipari.
I senatori del centrosinistra
Iovene,Ferrante, Di Siena, Pisa, Baio Dossi, Furio Colombo, Morando e Bobba dell'Ulivo,
Martone e Malabarba di Rifondazione
Comunista,
Silvestri e Donati dei Verdi,
Cossutta dei Comunisti
Italiani,
a seguito del rifiuto statunitense di fornire alle
Autorita' italiane i nomi dei militari USA coinvolti nella
vicenda che costo' la vita al funzionario del SISMI Nicola
Calipari, hanno presentato una mozione con la quale chiedono al
governo italiano di adoperarsi e mettere in atto ogni
iniziativa utile per l'ottenimento di tutte le informazioni
necessarie a fare piena luce su quanto accaduto.
Nel documento
si sottolinea che "preso atto della risposta negativa da parte
del Dipartimento di Giustizia americano alla rogatoria relativa
al tragico evento che la sera del 4 marzo del 2005 a Baghdad
costo' la vita al funzionario del Sismi Nicola Calipari e
provoco' il ferimento della giornalista de 'il Manifesto'
Giuliana Sgrena e dell'altro funzionario del Sismi Andrea
Carpani; rilevato altresi', che tale rifiuto a collaborare e a
fornire elementi, diversi da quelli gia' forniti nel rapporto
del Multi National Corps-Iraq, allontana ulteriormente
l'accertamento pieno della verita' su quel tragico episodio da
parte delle autorita' del nostro Paese; ricordando, infine, al
Governo, nel rispetto delle proprie prerogative e
dell'autonomia della magistratura, l'obbligatorieta' nella
trasmissione di questa, come di qualsiasi altra, rogatoria
internazionale; impegna il Governo: a riferire urgentemente in
ordine alle ragioni che sostengono il rifiuto statunitense e,
qualora non fossero ancora conosciute, ad attivarsi per
apprenderle; ad esprimere al Governo degli Stati Uniti, per
tramite del suo Ambasciatore a Roma, una formale protesta per
la mancata collaborazione per l'accertamento della verita' in
ordine a questo caso e richiamare ad un sistema di relazioni
rispettoso delle reciproche prerogative nazionali; a mettere in
atto ogni iniziativa utile per l'ottenimento di tutte le
informazioni necessarie a fare piena luce su quanto accaduto".




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