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  1. #1
    naufrago
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    Predefinito Sputtanamenti vari... evviva i pentiti

    Notizia del 11 maggio 2006 - "Camicie verdi", dal celodurismo alla devolution Un film documentario, un viaggio all’interno dei meandri della Lega Nord, tra misteri e segreti, violenza verbale e xenofobia. Guida ufficiale: Mario Borghezio
    MILANO, 11 mag - Dietro la telecamera («una di quelle da quattro soldi che – ci tiene a dire il regista – sicuramente tutti avete a casa») c'è Claudio Lazzaro, che ha lasciato la redazione del Corriere della Sera un anno fa, proprio per girare questo docu-film. Un viaggio nei meandri della Lega Nord, tra ronde notturne e manifestazioni di piazza, tricolore in fiamme e giuramenti dei ministri leghisti di fronte a Ciampi, con mano sulla bandiera. Un percorso tra le contraddizioni di un movimento che con gli anni è cambiato profondamente, che è diventato verbalmente violento, razzista, xenofobo, che ha fatto della lotta all'immigrato la sua bandiera. Guida ufficiale: Mario Borghezio, che si fa accompagnare ovunque dalle telecamere, al mercato di giorno, a fare volantinaggio, nei quartieri a rischio la sera, a fare le ronde per «ripulire le città padane».

    Il film non uscirà nelle sale, ma sarà distribuito in dvd nelle librerie e – successivamente – nelle edicole (ormai il trend è questo, almeno per i film di questo genere, come già accaduto per "
    Quando c’era Silvio" di Enrico Deaglio e Ruben Oliva). In 78 minuti le immagini raccontano di Bossi che alza vittorioso l'ampolla piena di acqua del Po, di Calderoli che mostra la sua maglietta contro l'Islam, dei comizi di piazza di ieri (a suon di «Roma ladrona» e «basta mazzette, vogliamo giustizia») e dei comizi di piazza di oggi (a suon di «musulmani di merda, vi cacceremo a calci in culo» e di grandi abbracci con l'ex nemico Silvio Berlusconi). Poi c'è la devolution, c'è Borghezio in ospedale picchiato dai no-global, ci sono tante urla, tanti insulti, tanti slogan populisti, le feste in discoteca dei "giovani padani" (una ragazza ai microfoni del regista: «Ho paura di essere stuprata da un extracomunitario») e le sagre di paese a sfondo politico: «Sì alla polenta, no al cous cous».

    Ma soprattutto c'è una lunga intervista a Corinto Marchini (presente anche in sala alla prima del film, insieme ad alcuni ex compagni di partito, che tra l'altro hanno innescato una lite con la comica Lella Costa), ex senatore della Lega Nord, fondatore delle Camicie Verdi che, secondo Guido Papalia, procuratore capo di Verona, erano un'organizzazione paramilitare. Marchini vuota letteralmente il sacco, sia in sala, dopo la proiezione, che durante il film. Racconta che Bossi, nel settembre del 1996, gli chiese di sparare a i carabinieri. Racconta che la Lega aveva bisogno di un martire che andasse in galera, per tornare alla ribalta, perché i giornali non parlavano più del movimento. Racconta che tra i piani del partito c'era persino un complotto per uccidere Borghezio, rivale politico di cui liberarsi e vittima da portare in piazza per impietosire e rinvigorire la base.

    E poi alla fine del film non risparmia bordate per Bossi, che definisce «quella bestia mezza handicappata» e «persona spregevole» e critiche al regista, al quale suggerisce di fare un film sulla nuova Lega Nord, quella che ha abbandonato i valori della giustizia per allearsi con Forza Italia, quella «affarista, che fa sparire nel nulla 40 milioni di euro, quella dell'abbraccio mortale con Berlusconi». E conclude: «La Lega Nord di una volta voleva Craxi in galera, oggi l'idea che Previti sia a casa mi fa rabbia e il partito è alleato di questa gente qua. Io ora voto Di Pietro». Lazzaro risponde annuendo, per calmare le acque di una proiezione che si è trasformata in un accesissimo confronto, e conferma: «È vero, sono cose di cui si dovrebbe parlare, ma io con questo film volevo soltanto mostrare il volto di chi sta dietro la devolution, in vista del referendum». Insomma, oggi la politica si fa con i dvd in edicola.

    Giorgia Camandona

    qualcuno conosce questo Sig. Corinto? No, perchè sembra proprio 'nu bravo piccciottto...

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  2. #2
    Ecogiustiziere Insubre
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    Roba da matti...
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  3. #3
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    Naturalmente uscirà nelle sale in occasione del voto referendario. Che strana coincidenza.

  4. #4
    naufrago
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    Letto. Beh, mi pare che le idee del Corinto siano un attimino cambiate... soprattutto, scegliere DiPietro vuol dire stare con chi ha fatto del tintinnare delle manette uno strumento di lotta politica, mai condannato e certamente subdolo e strisciante.

  5. #5
    giovanni.fgf
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    Flego ..Corinto..

    ma anche

    A conferma di tali intimidazioni oltre che del forte vincolo d'obbedienza
    di tipo militare che lega gli aderenti all'associazione va ricordato l'inequivoco
    contenuto dell'intervista (1) rilasciata al giornalista della Stampa
    Fabio Poletti da un responsabile territoriale delle camicie verdi (di nome
    Andrea, che compie 29 anni giusto oggi È 13.8.1996) agevolmente individuabile
    nell'imputato Andrea ******* (nato il 13.8.1967 e res.te in *******)
    (2) (cfr. deposizioni di Irene Pivetti del 22 e 29.9.1996, e del 10.11.1997,
    articolo sul quotidiano la Stampa È del 14.8.1996, e deposizione Poletti del 17.11.1997; nonche« quanto emerge, sia pur indirettamente, dalla lettera del 27.8.1996 trasmessa dal segretario della Lega Nord-Liga Veneta a tutti i segretari del Veneto, a conferma di un disagio avvertito anche da alcuni dirigenti del movimento).
    con ossequi.

  6. #6
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77
    ...Racconta che tra i piani del partito c'era persino un complotto per uccidere Borghezio, rivale politico di cui liberarsi e vittima da portare in piazza per impietosire e rinvigorire la base....
    ...povero Mario!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa
    ...povero Mario!!!
    conoscendo gli appetiti sessuali di certuni forse poteva essere l'alternativa a questo

  8. #8
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken il warriero
    conoscendo gli appetiti sessuali di certuni forse poteva essere l'alternativa a questo
    ...quelli che escono dalla Lega sono tutti così!!! Bestie feroci!!! Non crederai mica a queste cazzate??!!

  9. #9
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    E' ricominciata la guerra di una certa corrente politica per distruggere e affondare la Lega!!!
    Avevano provato gia in anni precedenti a sput...rla nel 94 e 96 dicendo che eravamo dei beceri trogloditi ma molto di quello che la Lega a quei tempi diceva si è avverato!!!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77
    Notizia del 11 maggio 2006 - "Camicie verdi", dal celodurismo alla devolution Un film documentario, un viaggio all’interno dei meandri della Lega Nord, tra misteri e segreti, violenza verbale e xenofobia. Guida ufficiale: Mario Borghezio
    MILANO, 11 mag - Dietro la telecamera («una di quelle da quattro soldi che – ci tiene a dire il regista – sicuramente tutti avete a casa») c'è Claudio Lazzaro, che ha lasciato la redazione del Corriere della Sera un anno fa, proprio per girare questo docu-film. Un viaggio nei meandri della Lega Nord, tra ronde notturne e manifestazioni di piazza, tricolore in fiamme e giuramenti dei ministri leghisti di fronte a Ciampi, con mano sulla bandiera. Un percorso tra le contraddizioni di un movimento che con gli anni è cambiato profondamente, che è diventato verbalmente violento, razzista, xenofobo, che ha fatto della lotta all'immigrato la sua bandiera. Guida ufficiale: Mario Borghezio, che si fa accompagnare ovunque dalle telecamere, al mercato di giorno, a fare volantinaggio, nei quartieri a rischio la sera, a fare le ronde per «ripulire le città padane».

    Il film non uscirà nelle sale, ma sarà distribuito in dvd nelle librerie e – successivamente – nelle edicole (ormai il trend è questo, almeno per i film di questo genere, come già accaduto per "
    Quando c’era Silvio" di Enrico Deaglio e Ruben Oliva). In 78 minuti le immagini raccontano di Bossi che alza vittorioso l'ampolla piena di acqua del Po, di Calderoli che mostra la sua maglietta contro l'Islam, dei comizi di piazza di ieri (a suon di «Roma ladrona» e «basta mazzette, vogliamo giustizia») e dei comizi di piazza di oggi (a suon di «musulmani di merda, vi cacceremo a calci in culo» e di grandi abbracci con l'ex nemico Silvio Berlusconi). Poi c'è la devolution, c'è Borghezio in ospedale picchiato dai no-global, ci sono tante urla, tanti insulti, tanti slogan populisti, le feste in discoteca dei "giovani padani" (una ragazza ai microfoni del regista: «Ho paura di essere stuprata da un extracomunitario») e le sagre di paese a sfondo politico: «Sì alla polenta, no al cous cous».

    Ma soprattutto c'è una lunga intervista a Corinto Marchini (presente anche in sala alla prima del film, insieme ad alcuni ex compagni di partito, che tra l'altro hanno innescato una lite con la comica Lella Costa), ex senatore della Lega Nord, fondatore delle Camicie Verdi che, secondo Guido Papalia, procuratore capo di Verona, erano un'organizzazione paramilitare. Marchini vuota letteralmente il sacco, sia in sala, dopo la proiezione, che durante il film. Racconta che Bossi, nel settembre del 1996, gli chiese di sparare a i carabinieri. Racconta che la Lega aveva bisogno di un martire che andasse in galera, per tornare alla ribalta, perché i giornali non parlavano più del movimento. Racconta che tra i piani del partito c'era persino un complotto per uccidere Borghezio, rivale politico di cui liberarsi e vittima da portare in piazza per impietosire e rinvigorire la base.

    E poi alla fine del film non risparmia bordate per Bossi, che definisce «quella bestia mezza handicappata» e «persona spregevole» e critiche al regista, al quale suggerisce di fare un film sulla nuova Lega Nord, quella che ha abbandonato i valori della giustizia per allearsi con Forza Italia, quella «affarista, che fa sparire nel nulla 40 milioni di euro, quella dell'abbraccio mortale con Berlusconi». E conclude: «La Lega Nord di una volta voleva Craxi in galera, oggi l'idea che Previti sia a casa mi fa rabbia e il partito è alleato di questa gente qua. Io ora voto Di Pietro». Lazzaro risponde annuendo, per calmare le acque di una proiezione che si è trasformata in un accesissimo confronto, e conferma: «È vero, sono cose di cui si dovrebbe parlare, ma io con questo film volevo soltanto mostrare il volto di chi sta dietro la devolution, in vista del referendum». Insomma, oggi la politica si fa con i dvd in edicola.

    Giorgia Camandona

    qualcuno conosce questo Sig. Corinto? No, perchè sembra proprio 'nu bravo piccciottto...
    L'unico scopo di tale film è di far vedere che i leghisti sono così, quindi che chi vuole il federalismo è così, quindi che chi chiede l'indipendenza della Padania è così.

    Che tristezza.

    Fossi nei ragazzi del FIP non mi esalterei troppo, se mai faranno un documentario ( e vedasi ad esempio l'articolo su libero del dopo 1° maggio) sarà esttamente così.

    Questi sono gli strumenti di chi sta dietroi ai movimentisti per dire che si sta bene conme si è oggi, perchè la base di chi vuol cambiare è composta da gente spregevole.

    Povero ingenuo chi porge la mano a simili cose, pensando in tal modo di mettere in difficoltà la controparte.
    Valtrumplino sicuramente

    Lombardo forse

    Padano..per quel che resta

    Italiano MAI!

 

 
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