L'intenzione espressa oggi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di riproporre la "inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado" da parte dell'accusa ha scandalizzato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, secondo cui sarebbe la prova che il premier "cerca sempre di trovare una scappatoia per assicurare l'impunità ai delinquenti". Eppure, in Occidente sono centinaia di milioni i cittadini che vivono sotto sistemi giudiziari che non consentono alla pubblica accusa di impugnare le sentenze di assoluzione (Stati Uniti e Gran Bretagna, per esempio), o che comunque ne limitano la facoltà (come in Francia). Si tratta forse di nazioni in cui si vuole "assicurare l'impunità ai delinquenti"?
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Ritengo anche che un cittadino che venga assolto in un grado di giudizio abbia diritto a non dover subire ulteriori percorsi e labirinti nell’ambito giudiziario perché un tribunale lo ha già definito esente da responsabilità”. Replicando alle affermazioni di Di Pietro, Costa ha fatto un esempio. “Poniamo il caso che il soggetto che è stato assolto in primo grado venga condannato in secondo grado: ebbene, costui avrebbe soltanto un altro grado di giudizio e non tre come garantisce la Costituzione, parimenti allora dovrebbe predisporsi una norma in base alla quale il soggetto assolto in primo grado e condannato in secondo grado abbia un ulteriore grado di giudizio oltre quello di legittimità. Altrimenti la situazione non sarebbe assolutamente conforme ai principi dello Stato di diritto”.
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