Evoluzionismo di Cristo
Nel piano di Gesù pare che Egli ci chiami a farci responsabili della nostra ulteriore "evoluzione".
di Maurizio Blondet
Padre Guy Consolmagno, gesuita, è l’astronomo del Vaticano.
Arrivato a Glasgow per un convegno, ha allegramente detto la sua sul «creazionismo», sulla scienza, sulla fede e sull’infallibilità pontificia (1).
Credere che Dio ha creato il mondo in sei giorni «è una forma di paganesimo», ha esordito.
E ciò perché ci riporta ai tempi in cui l’uomo credeva a «dei della natura», che producevano eventi naturali come il fulmine e il tuono.
«Ma il Dio cristiano è un dio soprannaturale» [dunque non l’autore del mondo, par di capire]; ed è proprio per questo che i preti cristiani possono fare gli scienziati (come lui), ossia cercare le cause naturali dei fenomeni naturali, prima attribuiti a «divinità vendicatrici».
Poi il nostro è tornato sul creazionismo e sui suoi sostenitori.
Costoro, ha detto, hanno diffuso nella società il «mito distruttivo» secondo cui la scienza e la religione sono in contrasto.
Invece - tenetevi forte, perché qui l’originalità del luogo comune potrebbe sconvolgervi - «scienza e religione hanno bisogno l’una dell’altra».
«La religione ha bisogno della scienza per non cadere nella superstizione e per tenersi a contatto con la realtà [sic]. E anche per proteggersi dal creazionismo, che è una forma di paganesimo».
Note
1) Ian Johnston, «Creationism dismissed as ‘a kind of paganismi’ by Vatican’s astronomer», The Scotsman, 5 maggio 2006.




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