... il Nascituro assassinato con la Madre a martellago ... ne hanno pubblicato la foto su il Gazzettino ... che cosa si può dire o pensare?
Entrambi sicuramente sono ora degnamente accolti nelle più sublimi vette del Creato ...
... mentre gran parte dell'umanità, sordido verminaio terrestre, di che cosa si sta occupando?
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Ecco l'articolo de il Gazzettino:
Jennifer
». Anna Maria Giannone, la
mamma della ragazza di Olmo di
Martellago uccisa assieme al bimbo
che teneva in pancia da nove mesi,
non piange. Le lacrime le riserva per
la notte, quando non riesce a dormire,
di giorno lotta per onorare la
memoria di sua figlia e del nipote di
cui le resta solo una foto. «Guardi -
dice passandomi il cellulare con la
foto a colori di Hevan - non le sembra
che sia un bambino che sta dormendo?
»
Come dare torto a quella mamma e
nonna, che si aggrappa al cellulare
per mandare messaggini alla figlia
che non c’è più, e ammira il bel
nipote che sarebbe nato il 18 maggio.
La foto è dolce, un bambino che sta
dormendo con gli occhi chiusi, il
volto paffuto e sereno, un angioletto,
come si usa dire guardando i neonati.
Anna Maria Giannone mostra la foto
a me e al collega Ario Gervasutti,
che ha seguito la vicenda Jennifer
fin dall’inizio, con una preghiera:
«Pubblicatela. Fate vedere che quello
ha spezzato due vite». Il punto su
cui Anna Maria e il marito Tullio
Zacconi insistono è proprio questo:
Hevan non era più un feto, ma un
bambino già completo che, in caso di
parto prematuro, sarebbe stato in
grado di sopravvivere. Lucio Niero -
ma i genitori non vogliono pronunciare
quel nome, non sanno come
chiamarlo, «perché dire bestia sarebbe
offensivo per gli animali» -
dunque ha ucciso due volte. Jennifer
e il figlio. Chiedono la contestazione
del doppio omicidio. E la foto che
pubblichiamo è la prova che Hevan
non era un feto, anche se tecnicamente
così andrebbe chiamato, ma
un bambino che è stato ucciso dal
padre. Un distinguo, tra feto e bambino,
che presumibilmente sarà materia
di dibattito nelle aule di tribunale.
Pubblichiamo una foto che suscita
forti emozioni e sicuramente farà
discutere. Ma non è certo una visione
raccapricciante. Anzi il piccolo
Hevan fa tenerezza, viene voglia di
prenderlo in braccio. Lo farà oggi
Jenny che sarà sepolta assieme al
bimbo che tanto voleva.
Ai nostri lettori mostriamo questa
foto - su richiesta e con l’esplicita
autorizzazione dei genitori di Jennifer
- con il massimo rispetto per la
sensibilità di tutti e dopo un’attenta
riflessione. Televisioni e giornali
quotidianamente mostrano immagini
terribili di cadaveri vittime della
barbarie umana, il sangue e la morte
più o meno in diretta, purtroppo,
fanno parte del corollario mediatico.
Noi, sul Gazzettino, abbiamo sempre
cercato di non eccedere in dettagli
truculenti, ed evitiamo di sbattere in
prima pagina situazioni choccanti.
Questa regola vale anche nel caso di
Hevan. La foto è bella: un neonato,
vestito con il completino nuovo, che
dorme.
Per quel bimbo a Olmo di Martellago
in via Baracca era già pronta la
cameretta. Nonna Anna Maria mostra
con orgoglio, il lettino, la carrozzina,
i vestitini. Tutto era pronto
per l’arrivo di Hevan e il bimbo
avrebbe trovato serenità e calore in
quella famiglia e soprattutto una
mamma vera, orgogliosa del figlio.
«Jenny era felice, pensava solo al
bambino e di quell’altro non ne voleva
più sapere - racconta Anna Maria
- l’avremmo aiutata noi. A Hevan
non sarebbe mancato nulla».
Ma questo non andava bene a Lucio
Niero. Lui voleva essere sicuro di
cancellare quella creatura. Jennifer
non ha mai voluto abortire. È morta
perché voleva quel figlio. Questo
splendido bambino di cui oggi resta
solo una foto.
Servizio diGERVASUTTI
NEL NORDEST A PAGINA IV


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