«Berlusconi va processato Non poteva non sapere»


Il pm: indagine distrutta dalla ex Cirielli. La difesa: niente prove



MILANO — Di 276 milioni di dollari di appropriazione indebita contestata a carico di Silvio Berlusconi dalla Procura nell'aprile 2005 nell'indagine sulla compravendita di diritti tv, alla fine alla prescrizione sopravvive la richiesta di processo per non più di 10 milioni nel 1999. La frode fiscale da 120 miliardi di lire di imposte evase è prosciugata quasi interamente dai condoni fiscali. Gli ipotizzati falsi in bilancio scompaiono per il 1996 e 1997, e restano in piedi solo per il 1998 e 1999, ma per poco come gli altri reati, sui quali la prescrizione calerà a metà/fine 2007 in mancanza di una sentenza definitiva. Effetto della «cura dimagrante» imposta all'udienza preliminare dal penultimo atto della maggioranza di Berlusconi in tema di giustizia, la legge ex Cirielli che ha drasticamente ridotto i termini di prescrizione.

«Da un certo momento in poi — attacca il pm Fabio De Pasquale in requisitoria — l'inchiesta e l'iter della legge hanno viaggiato su binari paralleli: fin quando il treno della legge è deragliato piombando sul treno processuale e distruggendolo». Il pm elenca i motivi per cui propone di rinviare a giudizio Berlusconi (e con lui altre 11 persone, tra le quali il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri per falso in bilancio): le rogatorie che hanno mostrato come Berlusconi «fosse il reale beneficiario economico» delle società off-shore di cui aveva sempre negato la riferibilità; il rapporto diretto con gli altri due protagonisti della vicenda, Frank Agrama e Daniele Lorenzano; il controllo della struttura in mano alla compagna (Candia Camaggi, l'unica prescritta da tutto
Fedele Confalonieri è presidente del cda Mediaset. Ieri il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi, Confalonieri e altri 10 indagati per presunte irregolarità nell'acquisto di diritti televisivi da parte di Mediaset
al pari di Giorgio Vanoni) del cugino di Berlusconi, Giancarlo Foscale; le deposizioni di alcuni testi Fininvest; una lettera (su Berlusconi «socio di Agrama») e i verbali dell'ex agente Paramount, Bruce Gordon (quella della foto con la mano sulla spalla del Cavaliere).

Richiama così una delle obiezioni difensive (quella di addebitare al Cavaliere una responsabilità oggettiva) l'ironica domanda del pm: «Ma Berlusconi poteva non sapere? È possibile che i suoi manager, parenti, soci, insomma tutti per 20 anni l'abbiano ingannato e ne abbiano defraudato l'azienda?». Quotata in Borsa, si spinge a dire il pm, «quand'era in stato pre-fallimentare», con un «rapporto tra debiti e mezzi propri di 3 a 1. Sempre che per mezzi propri s'intendano le risorse ufficiali, perché se invece s'intendono pure i fondi neri....».

Per un paradosso giuridico, la parte civile Mediaset, con l'avvocato Salvatore Pino, chiede pure contro il suo fondatore quell'«ennesimo processo — protesta invece l'avvocato Ghedini — a cui si vuole portare Berlusconi in presenza di un'assoluta inconsistenza probatoria». E sulla prescrizione, Ghedini rinvia al mittente: «Non è colpa nostra se le indagini sono durate 4 anni e i pm hanno ancora degli atti da compiere».




Luigi Ferrarella




13 maggio 2006