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Discussione: Texas terra cristiana

  1. #21
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    Predefinito Re: Non possum

    Citazione Originariamente Scritto da vandeano2005 Visualizza Messaggio
    Digitus Dei est hic:


    Non Possum.
    Non c’è ricerca che valga l’uccisione di una vita.

    Firmato George W. Bush

    Versione italiana pubblicata da:
    Il Foglio 21-07-2006


    Ho deciso di non dare la mia approvazione all’H.R 810, il “Stem Cell Research Enhancement Act of 2005”.

    Come tutti gli americani, ritengo che la nostra nazione deve seguire con determinazione tutte le enormi possibilità che la scienza offre per curare tutte le malattie e migliorare la vita di milioni di persone. Tuttavia, ora che la scienza ci porta sempre più vicini allo svelamento dei segreti della biologia umana, ci induce anche nella tentazione di manipolare la vita umana e di violarne la dignità.

    La nostra coscienza e la nostra storia ci impongono di resistere a questa tentazione.


    Con le giuste politiche e tecniche scientifiche possiamo realizzare il progresso della scienza senza rinunciare alle nostre responsabilità morali.
    Nel 2001 ho avviato una nuova politica per la ricerca sulle cellule staminali che cercava di stabilire un equilibrio tra le necessità della scienza e gli obblighi della coscienza. Quando sono diventato presidente, non esisteva alcun finanziamento federale per la ricerca sulla cellula staminale degli embrioni. Secondo i princìpi della politica annunciata cinque anni fa, la mia amministrazione è stata la prima a destinare i fondi federali per questo tipo di ricerca, ma soltanto dalle cellule staminali tratte da embrioni che erano già stati distrutti. La mia amministrazione ha messo a disposizione più di novanta milioni di dollari. Questa politica ha consentito lo sviluppo di importanti ricerche e ha permesso all’America di stare al primo posto nelle ricerche sulle cellule staminali, ma senza incoraggiare la distruzione di embrioni umani viventi.

    L’H.R.810 ribalterebbe completamente l’equilibrata politica adottata dalla mia amministrazione.


    Se questa proposta dovesse diventare legge, i contribuenti americani, per la prima volta nella loro storia, sarebbero costretti a sovvenzionare la deliberata distruzione di embrioni umani. Oltrepassare questa linea significherebbe compiere un grave errore e scatenerebbe inutilmente un conflitto tra la scienza e la morale, che procurerebbe soltanto danni ad entrambe e indebolirebbe tutta la nostra nazione. I progressi già compiuti dimostrano che la ricerca sulle cellule staminali può procedere nel rispetto dei princìpi etici. Da quando ho annunciato la mia politica nel 2001, la mia amministrazione ha esteso i finanziamenti anche per le cellule staminali che si possono trarre dai bambini, dagli adulti e dal sangue del cordone ombelicale senza procurare alcun danno fisico al donatore: queste cellule staminali sono attualmente utilizzate nelle cure mediche.
    La scienza offre anche la speranza che un giorno potremmo sfruttare i potenziali benefici delle cellule staminali embrionali senza dover per questo distruggere vite umane. I ricercatori stanno sperimentando nuove tecniche che potrebbero permettere ai medici e agli scienziati di produrre cellule staminali altrettanto efficaci di quelle derivate dagli embrioni umani. Dobbiamo continuare a seguire queste possibili alternative, in modo da far progredire la ricerca, rimanendo fedeli agli ideali di una società rispettosa della dignità umana.

    Sono convinto che possiamo sfruttare le promesse della tecnologia senza essere costretti a diventare schiavi e garantire che la scienza rimanga al servizio della causa dell’umanità.

    Se volgiamo trovare i modi giusti per far progredire la scienza medica nel rispetto dell’etica, dobbiamo essere pronti a rifiutare quelli sbagliati.

    Per questo motivo ho posto il veto a questa proposta di legge [e anche per questo tu rimani, George, uno dei più grandi presidenti degli stati Uniti d’America N.d.R]
    Ah ah ah ah

  2. #22
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    Predefinito Re: Texas terra cristiana

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  3. #23
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    Predefinito Re: Texas terra cristiana

    sto amico di holuxar sara' stato qualche nazisking. googlate holuxar giudeacci e viene fuori una ricerca da stormfront dove holuxar celebra la shoah

  4. #24
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    Predefinito Re: Non possum

    Citazione Originariamente Scritto da Holuxar Visualizza Messaggio
    Sul Texas e la Venerabile Suor Maria di Gesù di Agreda (il 24 maggio è l'anniversario della sua morte terrena e salita al Cielo)...




    https://www.agerecontra.it/2017/05/l...maria-dagreda/

    https://www.agerecontra.it/2017/05/l...ria-dagreda-2/
    «CATTOLICESIMO La Mistica Citta’ di Dio di suor Maria d’Agreda 6 MAGGIO 2017 DA STAFF "CHRISTUS REX"
    La “Signora vestita di azzurro” – La Dama Azzurra dei “pellirosse”, suor Maria de Jesus Agreda

    Straordinaria è la vicenda rievocata dallo scrittore Vittorio Messori sul Corriere della Sera nell’aprile 2003.


    "Quando i missionari francescani spagnoli che risalivano la costa occidentale americana giunsero, ai primi del 1600, nei territori degli attuali Stati di Texas, Arizona, New Mexico e California s’imbatterono nei bellicosi Apache, Navajo e Comanche, che li decimarono. Nel 1622 partì allora una seconda spedizione, guidata dal francescano portoghese Afonso de Benavides (1578?-1635). Identico cammino, identico incontro, ma esito stavolta prodigiosamente diverso. I frati che avevano eretto una missione fortificata, furono subito visitati dagli indiani Xumana, anch’essi decisamente aggressivi, ma non vi fu scontro: piuttosto, i pellirosse chiesero d’inviare sacerdoti nei loro villaggi per amministrare i sacramenti. Inaudito. Che ne sapevano quei “selvaggi” di preti cattolici e acqua benedetta? Gli indiani risposero che li aveva inviati una “Signora vestita di azzurro”, la “Dama Azùl” dei resoconti spagnoli. Mistero fitto. D’improvviso gli indiani videro una stampa, colorata a mano, appesa a una parete della missione, e ripeterono: “Dama Azùl!”. Era il ritratto di una suora concezionista francescana, vestita del saio blu del suo ordine.
    Ma il mistero non era affatto risolto. Quando i missionari giunsero ai villaggi indiani furono accolti da una processione gremitissima, con croci ornate di fiori; ma per quanto sbigottiti, ciò che li sbalordì davvero fu scoprire che i nativi, mai incontrati prima da alcun europeo erano già catechizzati. Mancavano loro solo i sacramenti. La “Dama Azùl”… a quel punto qualcuno pensò a Maria de Jesus, suora appunto concezionista, che però stava lontanissima, nel convento spagnolo di Agreda, dove era entrata a 12 anni e da cui non si era mai mossa. Al secolo Maria Fernandéz Coronel y Arana (1602-1665) è oggi famosa per La mistica ciudad de Diòs, una sorta di biografia profetica della Madonna diffusa in milioni di copie in ogni lingua. I missionari pensarono a lei perché l’Arcivescovo di Città del Messico, reduce dalla Spagna, diceva che certi scritti della suora descrivevano l’America Settentrionale come se ella l’avesse visitata. Quando padre de Benavides la incontrò ad Agreda, suor Marìa, oggi venerabile, gli disse che Dio aveva esaudito la sua richiesta: quella di essere missionaria. Gli Xumana furono solo una delle diverse tribù del Sudovest statunitense che i missionari incontrarono già perfettamente istruiti nella fede".

    AL LINK SI TROVA IL LIBRO COMPLETO, DI CUI SI CONSIGLIA L’EDIFICANTE LETTURA»
    La Mistica Citta' di Dio di suor Maria d'Agreda

    http://3.bp.blogspot.com/-qgbljNIRP-...de-jesus-1.jpg



    https://www.agerecontra.it/2017/05/m...aria-a-fatima/

    «ARAI DANIELE MARTIRIO DEL PAPA COL SUO SEGUITO: VISIONE DATATA DA MARIA A FATIMA
    12 MAGGIO 2017 DA STAFF "CHRISTUS REX"
    L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele
    (...) Prima di parlare di Fatima, però, si deve ripetere che il pensiero dell’immenso mondo religioso umano di miliardi di anime, dai popoli primitivi ai più progrediti, pende e penderà sempre da ogni segno e parola che possa provenire da Dio attraverso i Suoi messi. Ciò a causa dell’impero universale di Dio sulle coscienze degli uomini e sulle loro società; idea alla base d’ogni credo, pur agnostico o ateo, concetto che è e sarà fino alla fine del mondo vero vaglio per la salvezza. Ma per noi cattolici questo concetto è soavemente completato dalla verità per cui tutti i messi inviati da Dio lo sono attraverso la Mediazione de Maria SS.
    A prova che sia un concetto universale, per ogni tempo e luogo, vale ricordare qui la storia con cui Vittorio Messori descrive l’evangelizzazione del Texas selvaggio con la visita della suora Maria de Agreda, autrice del libro prodigioso nel­la Spagna del XVII secolo, “La Mi­stica Città di Dio”; uno dei testi più stra­ordinari e misteriosi della letteratura religiosa, perché si richiama all’influsso sulle anime esercitato dalla Mediazione universale di Maria attraverso la Sua eletta inviata nel mondo (La signora in blu che convertì i pellerossa, Corriere della Sera, 5.4.03, p.35):


    “C’è, qui, una delle vicende più incredibili e, al contempo, più storicamente attestate – dell’in­tera storia cristiana. Precisia­mo subito che questi eventi hanno superato il più rigoroso e temibile degli esami: quello dell’Inquisizione spagnola che – con i suoi metodi collaudati, che provocavano il crollo psico­logico di qualunque simulato­re – giunse a interrogare la re­ligiosa per dieci ore al giorno durante molte settimane. Alla fine, quegli implaca­bili inquisitori si arresero, conclusero che i fatti stra­ordinari erano veri e che, dunque, suor Maria de Jesús non doveva essere disturbata. Del resto, so­no giunti alla stessa con­clusione anche gli storici americani dei nostri gior­ni, molti dei quali prote­stanti, ebrei, agnostici.” Essi rappresentando un pool di universi­tà texane hanno orga­nizzato un grande convegno sulla venerabile suor Maria de Jesús de Agreda, e, alla fine dei lavo­ri, verrà proposta la firma di una petizione, già più volte rin­novata, perché la francescana sia proclamata protettrice ufficiale dello Stato del Texas. Si noti, il convegno non è organizzato da istituzioni religio­se, ma da laicissime facol­tà universitarie.
    “Successe, dunque, che all’inizio del Seicento, i francescani decisero di avanzare a nord del Messi­co con le loro missioni. Rag­giunsero così il territorio del­l’attuale Texas, ma anche quel­lo dell’Arizona, della Califor­nia, del New Mexico. Subito, dovettero fare i conti con le bel­licose tribù dai nomi leggenda­ri: apaches, navajos, coman­ches. Le prime spedizioni furo­no massacrate. Ma la resa non è nelle tradizioni francescane: così, nel 1622, partiva un nuo­vo gruppo, guidato da padre Alonso de Benavides. Dopo avere impiantato una missione fortificata, i frati cominciarono a ricevere visite inaspettate. Erano i capi degli Xumanas, una delle tribù più grandi e al contempo più aggressive e irri­ducibili. Con sbalordimento dei religiosi, quegli indiani sup­plicavano che venisse inviato tra loro qualche sacerdote che amministrasse il battesimo e gli altri sacramenti. Una simile richiesta, in quei luoghi, non era mai venuta prima. A do­manda, gli indigeni risposero che erano stati convinti a veni­re da una «Signora vestita d’az­zurro» che da qualche tempo appariva tra loro e li esortava – non solo con parole nella lo­ro lingua, ma anche con mira­coli – a chiamare i missionari. Questi avevano alle pareti la stampa, colorata a mano, che rappresentava una santa claris­sa: i capi degli Xumanas disse­ro che la Signora era vestita proprio in quel modo, ma che era molto più giovane e che il colore dell’abito era azzurro. Così era, in effetti, il saio della congregazione cui appartenev­a suor Maria de Jesús (che all­ora aveva solo vent’anni). Se nel remoto Texas, i frati pen­sarono a lei, è perché l’arcivescovo di Città del Messico, reduce da una visita in Spagna, aveva parlato loro di una monac­hella di Castiglia che, pur non essendosi mai mossa dal suo convento, descriveva in certe sue lettere l’America come se le fosse familiare.”
    “Sta di fatto che, convinti dal­le suppliche e pur temendo un tranello, alcuni francesca­ni si unirono agli Xuma­nas nel loro viaggio di ri­torno. Abbiamo numero­se relazioni dell’epoca che concordano sul fatto che, ai confini del territorio del­la tribù, i missionari furo­no accolti da una grande folla disposta in processio­ne e con enormi croci adornate con i fiori della prateria. Così, dissero, aveva insegnato loro la Dama Azúl, la Signora Azzur­ra che tante volte era venu­ta a istruirli. In effetti, i sempre più sbalorditi reli­giosi costatarono che, tra quegli indigeni mai avvicinati da alcun europeo, la formazione dottrinale era ormai completata: ciò che volevano erano solo i sacramenti. Ma questa non fu che la prima delle sorprese. In molti altri posti, anche in Arizona e in California, i missionari ebbero la stessa esperienza: contat­i, cioè, con tribù non raggiunt­e sino ad allora e già catechiz­zate da quella che gli storici americani chiameranno The Lady in blue. “Nel 1631, padre Alonso de Benavides, che abbiamo visto a capo della prima missione texana, rientrò in Spagna e rag­giunse Agreda, sui monti della Castiglia, incontrando nel par­latorio suor Maria de Jesús. Con molta semplicità, la mona­ca gli disse che, sì, Dio aveva realizzato il suo desiderio di es­sere missionaria, concedendo­le di raggiungere l’America centinaia di volte. Più tardi, sot­to il torchio implacabile dell’In­quisizione (nemica, più che del­le eresie, di superstizioni e falsi miracoli) confermerà questi misteriosi viaggi, precisando solo di non essere in grado di precisare «se fossero senza o con il corpo». Comunque, al sempre più sbalordito padre Alonso (abbiamo l’originale della relazione), descrisse con precisione tutti i suoi confratel­li, ricordò episodi missionari che egli stesso aveva dimentica­to, confermò di avere catechiz­zato non solo gli Xumanas ma molte altre tribù, convincendo­le a chiedere l’intervento dei sa­cerdoti. “La storia successiva dei terri­tori a nord del Messico è piena di tracce di quelle miste­riose missio­ni. Ad esem­pio: nel 1699, 34 anni dopo la morte del­la suora, una spedizione guidata dal capitano spa­gnolo Juan Mateo Man­ge risalì il Co­lorado, incon­trando molte tribù fino ad allora scono­sciute che pra­ticavano un cristianesimo senza sacer­doti perché, dissero, ne aveva­­no cercati senza trovarli. Alla domanda sul come avessero im­parato il catechismo, gli anzia­ni risposero che, molti anni pri­ma, era venuta tra loro una Si­gnora con un lungo abito azzur­ro. Spaventati, l’avevano bersa­gliata con le loro frecce, senza però riuscire a farle del male. Così, prostratisi, l’avevano ascoltata e ubbidita. E ancor oggi (è prevista, al convegno, un’apposita relazione) i ricer­catori americani trovano spes­so il ricordo, nelle riserva india­ne, della Blue Lady. I discen­denti delle tribù evangelizzate in quel modo misterioso con­servano un loro coriaceo catto­licesimo. Maria di Agreda non lasciò mai il monastero in Spagna. Anche se le tribù del Texas la vedevano apparire e insegnare il catechismo Quelle due sillabe richiama­no molte cose. Molte, ma non certamente una claustrale spa­gnola del Seicento che mai la­sciò il suo monastero di Agre­da, cittadina sperduta sui mon­ti della Vecchia Castiglia.”
    “ Nata nel 1602 e morta nel 1665, chiusasi a 12 anni nel mo­nastero di clausura fondato da sua madre e nella sua stessa ca­sa, Maria de Jesús riempì della sua fama la Chiesa barocca. Fi­lippo IV, capo dell’impero già in declino ma su cui ancora non tramontava il sole, scam­biò con lei centinaia di lettere. Dalle mura della clausura, fil­travano notizie sugli straordi­nari carismi della religiosa, tra i quali visioni e locuzioni che la portarono a scrivere le miglia­ia di pagine – piene, tra l’al­tro, di profezie che la storia ha confermato – della Mistica Ciudad de Diós. È una sorta di biografia della Madonna diffu­sa in milioni di copie, in ogni lingua, ancor oggi continua­mente ristampata e che conta nella Chiesa ammiratori entu­siasti e detrattori accaniti. Pro­prio quell’opera, di insondabi­le profondità, pare essere l’ostacolo che ha sinora impedi­to che Maria de Jesús salga da venerabile a beata: l’istituzio­ne ecclesiale, si sa, diffida dei carismatici. Come conferma­no, non ultimo esempio, le traversie di padre Pio.”
    “In ogni caso, possia­mo risolvere – finalmente – un rompicapo per coloro che hanno doppiato in italiano in­numerevoli film western, sen­za riuscire a capire perché mol­ti indiani, nella versione origi­nale, ogni tanto esclamassero: “Sor Maria de Agreda!». A diffe­renza di loro, gli sceneggiatori americani conoscevano bene le ragioni di una simile intera­zione.” (...)

    Dall’opera di straordinaria mediazione di Maria nelle Americhe, nel Messico con la Madonna di Guadalupe, come in molti paesi sudamericani; in Brasile con Nostra Signora Aparecida, a Quito, a Luján, etc., si può capire questo attaccamento alla Profezia di Fatima, senza escludere tanti centri di giovani – ultimi moicani – che la vedono come avviso sulla dilagante iniquità dell’ apparato conciliare, che richiede un’aperta, anche se tardiva reazione.
    Senza la Fede nella Mediazione di Maria, quella che il Vaticano 2 raggirò, nessuna reazione cattolica e nessun papa è possibile. Fatima è essenzialmente la sua dimostrazione.
    Che la Mediazione di Nostra Signora di Fatima sia sempre presente nelle nostre società affinché ci siano sempre più cattolici a testimoniarla, invocando la Sua promessa: “Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”.»









    MARIA AUSILIATRICE DEI CRISTIANI PREGA PER NOI!!! AVE MARIA!!! REGINA COELI, LAETARE, ALLELUIA!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
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