Carmelo Bene (1937-2002)
Carmelo Bene non cercava il consenso. Non era nato per divertire il pubblico con consolatori spettacoli teatrali nella vana ricerca di un perché alla vita. La sua opera, tra le poche che resteranno nella storia del teatro mondiale, è stata una summa di tentativi (a volte riusciti appieno, altre volte meno) di compiere un “massacro dei classici” (Bartolucci) che consentisse un approccio ai testi teatrali oltre il testo stesso, con l’appoggio della più alta riflessione contemporanea. Così si esprime Goffredo Fofi a proposito dell’opera di Bene:
“Nasce così la vera interrogazione che non è della letteratura ma della filosofia del secolo: oltre Nietzsche e ben oltre Freud, e ovviamente ben oltre Marx, a confronto con Heidegger, dentro la coscienza dell’essere detti e del non poter più dire e dirsi ma tuttavia dicendo e dicendosi. […] Narciso si specchia in sé per capire, e precipita del non capire, del non esserci oggetto del capire.”
a cura di Andrea Pesce






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