Si sono dette molte cose, anche su POL, sulla proposta di Prodi per la nomina di Gianni Letta come commissario della Federazione Calcistica, travolta dagli scandali e in stato di rovina.
A mio avviso, quella proposta non aveva senso, per i seguenti motivi:
1. il calcio non è un fenomeno fine a se stesso, ma un intreccio di rilevantissimi interessi economici, comunicativi, e politici
2. la causa dello sconquasso è stato proprio il conflitto tra questi interessi, e a tutti i livelli: tra squadre e sponsor, tra i club e la nazionale, tra politica e calcio, tra banche e sportivi, tra sponsor e tifosi. Personaggi come Moggi, Geronzi, Ciarrapico, Berlusconi, Carraro, Moratti, Galliani, Montezemolo, Gaucci, Giraudo, Della Valle, Cragnotti, sono degli esempi viventi di persone che hanno combinato interessi sportivi, economici, e politici, con estrema spregiudicatezza, e - in taluni casi - con palese disonestà, come si vede dalle inchieste in corso
3. chi diventa commissario della FIGC deve perciò essere realmente - o per quanto possibile - al di fuori di quei conflitti. Per questo motivo, un luogotenente di Berlusconi come Gianni Letta non è certo la persona più indicata a svolgere questo ruolo, che invece vedrei molto meglio ad esempio nelle mani di una personalità come Mario Monti
Non capisco perciò lo scandalo di coloro che vedono la proposta di Prodi come "offensiva" nei confronti di Letta. In realtà Letta non avrebbe dovuto avere comunque quell'incarico, non perché troppo superiore come capacità, ma esattamente per il motivo contrario: non ne sarebbe stato all'altezza, non essendo una persona sufficientemente al di sopra delle parti, e quindi non dando sufficienti garanzie di imparzialità e trasparenza.




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